CorSera Silvio Berlusconi la regina Grimilde :

Roma 22 Aprile 2018 (Corsera. it Copyright)

Silvio Berlusconi imprenditore della televisione, infilati i panni della Regina Grimilde, sta concludendo in questi giorni, la sua interminabile parabola politica, insultando  "l'enfant prodige" della politica italiana, quel tal Luigi di Maio , ex venditore di gazzose dello stadio San Paolo. " Nella mia azienda Luigi Di Maio l'avrei mandato a pulire i cessi ". Il leggendario cavaliere, imprenditore di Arcore, in profumo di Mafia, salito alla ribalta della cronaca finanziaria grazie alla costruzione di una città nella città , la celeberrima Milano 3, ma sopratutto in segito alla fondazione del primo polo televisivo privato italiano, oggi si ritrova, ad 83 anni suonati, a misurarsi con un garzone di bottega, che l'ha superato in maestria e promesse elettorali inesigibili. Silvio Berlusconi il cavaliere di Arcore, proprio non ci stà, ad essere messo sotto da un rivale politico, ma sopratutto da un suo pari, probabilmente vede la sua immagine riflessa nello specchio. Luigi di Maio lo vuole fuori dalla politica che conta, dai tavoli delle trattative per il nuovo governo insieme a Matteo Salvini. Silvio Berlusconi capo di Mediaset, grandissimo leader politico, è umiliato sulla pubblica piazza, ridicolizzato da un ragazzino di 31 anni, che vittorio feltri definisce  "analfabeta grammaticale " .

Schiuma rabbia Silvio Berlusconi, con devastanti effetti sul cerone del volto corrucciato e la colla che gli appiccica i capelli posticci, ormai di color del mattone bruciato. Livido nel corso di uno dei comizi tenuti in Molise, ha ripreso ad  insultare Luigi di Maio : " Nelle mie aziende , gente come loro, li manderei a pulire i cessi " . Silvio Berlusconi isulta se stesso, e si odia, perchè vede in Luigi di Maio qualcuno che lo ha superato in goliardia e promesse elettorali. Il suo contratto con gli italiani appare come un gioco da principianti e impallidisce al confronto della roboante promessa elettorale del leader del Movimento Cinque Stelle , sul reddito di cittadinanza. Qualcuno l'ha infinocchiato, ha usato la sua stessa strategia da imbonitore di piazze di paese, per stenderlo a terra, annichilirlo, strappargli dalle mani milioni di voti e lasciarlo ad imprecare contro se stesso, chiuso nella torre d'avorio, guardandosi allo Specchio delle Brame, senza più neanche riconoscersi. Ricodate bene ? "Specchio delle mie brame, chi è il più bello del reame? "

 Il cavaliere Silvio Berlusconi ha infilato le vesti drappeggiate della Regia Grimilde, ha ormai perso il senso della misura e probabilmente della logica politica, quella che anni fa gli faceva guadagnare il consenso di milioni di italiani che lo osannavano come una star del rock.  Silvio Berlusconi ha dimenticato chi è, perso la memoria del filo conduttore della sua proverbiale capacità di incantare e imbonire le masse popolari, che oggi si accorgono  si pavoneggi quasi fosse il re Sole, capace soltanto lui di fare e disfare il destino degli italiani e nessun altro. Ma dietro la sua luce ormai sbiadita, si staglia quella lucente di Luigi di Maio , un giovanottone di Pomigliano d'arco, che in assoluta flemma e dispersione di sorrisi accattivanti, riesce a smerigliare la palla di vetro dei sogni, che una volta girava soltanto nella mano destra di Silvio Berlusconi, cavaliere di Arcore,  amatissimo da gran parte degli italiani.

 

Silvio Berlusconi non è più druido, tantomeno mago, o politico carismatico, ha ormai assunto la fisionomia del vecchio bisbetico, che balbetta, inciampa sul palco, perde la memoria e sopratutto il filo della logica politica e sociale. Ha calato la maschera , il popolo lo ha tradito e forse neanche più gli è necessario, dal momento che tiene ancora attaccato alla catena del trono, l'intera Lega e il suo leader condottiero Matteo Salvini. Spera , nel momento calante del sipario sulla sua egemonia politica, di giocare l' ultima carta, al solo fine di salvare le sue aziende, l'impero Mediaset, che per tanti anni ha rappresentato la corrazzata inaffondabile del suo potere finanziario e dominio politico.

Silvio Berlusconi è finito.E lui lo sa. A gran voce il popolo italiano lo chiama fuori dall'agone . Lui non pare non volersi arrendere, e pur di resistere, incendia e distrugge tutto ciò che  trova al suo passaggio, siano essi venditori ambulanti di gazzose, pulitori di cessi, fattorini e disoccupati. Silvio Berlusconi, affiancato dalle streghe di Arcore  ( Bernini e Gelmini ), spruzza dardi infuocati dalle pupille degli occhi, indirizzati a tutti coloro che lo hanno abbandonato. Il suo castello è in fiamme, dalle ceneri dell'impero berlusconiano, fioriranno i nuovi corsi storici e probabilmente a goderne sarà il buon Cairo , editore di La Sette e del Corriere della Sera, che già pregusta di pranzare ad Arcore, così come ha fatto con la casa della Angiolillo ( ex editore del Tempo )  sulla splendenti scalinate di Piazza di Spagna a Roma. Corsera.it 

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