CorSera Matteo Salvini Alibaba' e i 49 milioni. La vita da Sceicco del leader leghista

CorSera 15 Maggio 2019

Non c'e' alcun dubbio e balza agli occhi di tutti, la pirotecnica gestione dei fondi pubblici da parte della Lega Nord. Emerge da questo scenario, abbastanza chiaramente la vita da Sceicco che conduce Matteo Salvini girando in lungo e in largo per l'Italia.Un vero e proprio re Mida del consenso politico, grazie al suo staff mediatico capitanato da Luca Morisi, ideatore tra le altre cose della strategia commerciale delle magliette con le effigi. Sulla giostra della finanza lumbard entrano ed escono personaggi di ogni risma e provenienza, come la squadra dei fedelissimi commercialisti di Matteo Salvini, al secolo Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni, Giulio Centemero,e i figli, figliastri dei boiardi di Stato, come Leonardo Foa, figlio del presidente della Rai. La finanza Lumbard, è ormai impegnata da anni, nella costruzione di una impressionante girandola di attività, tese a costituire società, fondazioni , con stretti legami nei paradisi fiscali come il Lussembrugo, dove le propaggini del polipo leghista, hanno ramificato da tempo grazie alle misteriose attività delle eminenze grigie. Una giostra finanziaria architettata per diluire in mille rivoli e in mille direzioni, quei famosi 49 milioni del finanziamento pubblico, impiegati per scopi estranei alla attività politica,secondo i magistrati. Quella lumbard leghista appare come una sorta di armata Brancaleone, dove una pletora di facinorosi, elucubra sistemi per sfuggire dalle attività investigative della magistratura italiana e dalle grinfie del fisco italiano, nella speranza di continuare ad alimentare le esigenze dei costi della amministrazione politica della Lega per Salvini Premier, la sola, tra le alte cose che ancora percepisce denaro pubblico, tramite le dichiarazioni dei redditi degli italiani. 

 

da Espresso 15 Maggio 2019 Pubblichiamo uno stralcio dell'articolo . 

Il gruppo di esperti ingaggiato dal Capitano è guidato da Luca Morisi, l'eminenza grigia dei social sovranisti. Da chi è stato pagato Morisi e il suo cerchio magico, tra cui Leonardo Foa, il figlio del presidente della Rai, Marcello ? Dai documenti in nostro possesso risulta che per retribuire il gruppo è stata creata una società ad hoc che ha firmato un contratto con il gruppo Lega al Senato. Soldi pubblici usati per pagare gente che non lavora per il Senato ma per il ministro.

La società si chiama Vadolive srl. Nata a maggio 2018, due mesi dopo il trionfo elettorale del 4 marzo. Vadolive è stata costituita da una parente di Alberto Di Rubba, il commercialista bergamasco che è anche il revisore dei conti del gruppo Lega al Senato. Vadolive ha sede allo stesso indirizzio di uno degli uffici dello Studio Dea. Non solo, questa società è solo apparentemente slegata dal Carroccio.

Apparentemente, perché il loro capitale sociale di 10mila euro è stato versato con un assegno circolare intestato allo studio Dea. Poi, nei venti giorni che seguono l'addebito dell'assegno circolare sul conto della Dea, lo stesso studio di Di Rubba riceve poco più di 40mila euro dalla Lega Nord. Causale: saldo fatture. Una di queste reca la data del 2 maggio 2018. Esattamente il giorno di costituzione della Vadolive. Perché? Due settimane fa avevamo rivolto questa domanda, insieme a molte altre, a tutti i protagonisti di queste vicende, ma nessuno ci ha mai risposto.

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Alla donna imparentata con il professionista leghista dopo pochi mesi subentra Davide Franzini: diventa socio unico e amministratore. Lo stesso è presidente del consiglio di amministrazione di Radio Padania. Nel suo primo anno di attività Valdolive ha ricevuto circa 200 mila euro dal Gruppo parlamentare Lega - Salvini Premier, l’unico modo rimasto a partiti per percepire denaro pubblico. In realtà ne avrebbe dovuti percepire molti di più in virtù di un contratto stipulato con il gruppo del Senato da 480 mila euro l’anno fino alla fine della legislatura. Poi, però, a novembre si interrompe la fatturazione e il contratto con Vadolive termina anticipatamente. I soldi ricevuti fino ad allora li ha usati per pagare, oltre che lo Studio Dea Consulting di Di Rubba, anche la squadra di Luca Morisi, il dio dei social salviniani .

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In tre mesi la società ha speso quasi 90mila euro per pagare Andrea Paganella, socio storico di Morisi, e tutti i giovani della propaganda salviniana, in molti casi assunti nel frattempo direttamente anche al ministero. Da Matteo Pandini, capo ufficio stampa del Viminale, a Leonardo Foa, figlio del presidente della Rai (Marcello) e collaboratore del ministro insieme a Fabio Visconti, Andrea Zanelli e Daniele Bertana, pure loro retribuiti dalla Vadolive. E per un periodo contemporaneamente pagati dal Viminale dato che risultano nell’elenco dei collaboratori a partire dai primi di giugno continua su www.espresso.it 

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