CorSera morte Gaia Camilla. Pietro Genovese non è un assassino, salviamolo dal linciaggio mediatico

Roma 29 dicembre 2019 CorSera Pietro Genovese è un assassino? Vediamo cosa dice il Codice della strada .

A Roma non esiste il rispetto delle regole urbane a presidio della civile convivenza. Io abito in Prati e lungo i marciapiedi transitano i motorini anche di grossa cilindrata, e se percaso ti azzardi a dire qualcosa, il centauro ti risponde flemmatico  : " Embè non mi hai visto perchè nun te scanzi? "

La verità è che l'educazione civica dovrebbe partire dall'esempio degli altri, e nella Capitale ,  ognuno fa quello che vuole, i pedoni camminano lungo le strade, attraversano dove vogliono e i vigili non intervengono mai. Le scorribande di ubriachi e drogati sono la ciliegina sulla torta di un paradigma dell'inciviltà che regna sovrana  della nostra Capitale. Viviamo in uno Stato regolato da norme impearative e un ordinamento giuridico che deve essere rispettato. Attraversare la carreggiata di una strada, delimitata nei due sensi di marcia, addirittura da un guardrail, significa non soltanto imperizia, ma costituisce un comportamento pericolossimo che ha messo a  repentaglio la vita delle due ragazze, e che avrebbe potuto causa anche la morte del conducente Pietro Genovese e dei suoi due amici.  Se Pietro avesse visto le due ragazze correre attrevrsando al strada, istintivamente avrebbe frenato, o probabilmente sbandato, spinto la sua automobile contro il guardrail, finendo per ribaltarsi, o urtare contro altre automobili di passaggio o motocicli. Chi attraversa una strada con imperizia, senza guardare , può causare incidenti moralli,frenate improvivse, tamponamenti , una catastrofe, come difatti è stata quella di Gaia e Camilla.

 Pietro Genovese, colpevolmente ubriaco stava guidando nel giusto senso di marcia ed era passato con il verde, sebbene a velocità sostenuta, chi non sarebbe dovuto trovarsi in mezzo alla strada, dispiace dirlo, erano proprio Gaia e Camilla.

Pietro Genovese avrebbe dovuto rispettare i limiti di velocità e  guidare con la massima diligenza. Ma Pietro Genovese, a mio modo di vedere, e secondo il codice della strada, si trovava dove era a lui consentito circolare, mentre le due ragazze si sono lanciate in una folle corsa, mano nella mano, consapevoli del rischio che correvano o forse confidando nella frenata delle automobili.

Pietro Genovese non può certamente diventare l'assassino di due coetanee, a cui mai nella sua vita avrebbe torto un capello.. Quindi noi tutti, padri e madri, da persone responsabili, dopo il dolore per la morte dei due nostre figlie Gaia e Camilla, dobbiamo salvare l'altro nostro figlio dal linciaggio mediatico. Nostro figlio Pietro Genovese non è un assassino e chi lo accusa o lo accuserà di questo dovrà pensarci due volte per non uccidere anche lui e farla diventare la terza vittima di un giorno infernale.

 

Cosa dice il codice della strada sui pedoni.

1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l'obbligo di circolarein senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiatadi strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, e' fatto obbligo di marciare su unica fila.

2. I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei soprapassaggi. Quando questi non esistono, o distano piu' di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l'attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per se' o per altri.

3. E' vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; e' inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali, qualora esistano, anche se sono a distanza superiore a quella indicata nel comma 2.

4. E' vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessita'; e', altresi', vietato, sostando in gruppo sui marciapiedi, sulle banchine o presso gli attraversamenti pedonali, causare intralcio al transito normale degli altri pedoni.

5. I pedoni che si accingono ad attraversare lacarreggiata in zona sprovvista di attraversamentipedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

 

Secondo il Codice della Strada, il pedone, per attraversare la carreggiata,ha l'obbligo di servirsi delle strisce pedonali. Quando non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l'attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri (art. 190 CdS).  Quando il pedone si trova sulle zebrature gode del diritto di precedenza(art. 191 CdS); inoltre, sulle strade sprovviste di attraversamenti pedonali, i conducenti devono consentire al pedone, che abbia già iniziato l'attraversamento impegnando la carreggiata, di raggiungere il lato opposto in condizioni di sicurezza (art. 191 c. 2 CdS).        

Il diritto di precedenza si estende anche in prossimità delle strisce. Laratio della disciplina è la seguente: le strisce orizzontali rappresentano una segnalazione circa la possibile presenza di pedoni, pertanto, i conducenti di veicoli devono tenere una condotta di guida prudente, vista la possibilità dell’attraversamento e la vulnerabilità delle persone che, a piedi, si trovano nel traffico stradale. Quindi, la condotta dei soggetti coinvolti in un incidente deve essere valutata considerando non solo la vicinanza delle strisce pedonali, ma il complessivo contesto. La giurisprudenza ha affermato che, in una situazione di scarsa visibilità, il pedone è tenuto ad attraversare ponendosi sulle strisce o in loro estrema prossimità. L’obbligo di attraversare sulle strisce è temperato nei casi in cui vi sia un’ampia visibilità delle zebrature; pertanto, in tal caso, è concesso passare a distanza maggiore dalle strisce, se la visibilità delle ridette sia conclamata (Cass. Pen. 47290/2014).

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