CorSera Vittorio Feltri allibito dopo il voto in Senato:

Roma 14 agosto 2019 CorSera.it  Vittorio Feltri addita pubblicamente quelli che sconod lui sono " gli imbroglioni " , ovvero i parlamentari del PD che hanno votato compatti con quelli del Movimento Cinque Stelle , per respingere la sfiducia presentata da Matteo Salvini al Governo. Il leader leghista ha forse commesso un errore strategico, convinto che il richiamo alle elezioni anticipate, avrebbe risucchiato verso di se i vecchi alleati. Appare evidente che all'interno di Forza Italia, esiste una frangia di oppositori a Matteo Salvini, un drappello di audaci,che ha tutte le intezioni di fargliela pagare,per essere stato scaricato. "Mai rimescolare le carte, con chi hai fregato una volta". Questo ci dice l'esperienza. Matteo Salvini è caduto nel tranello dei forzisti, forse dello stesso Silvio Berlusconi. Il leader leghista è al centro di una congiura politica di ampio respiro,tutti vogliono azzopparlo, toglierlo di mezzo, con qualsiasi misura. Il suo primo nemico è il re del Bunga Bunga, al secolo Alibabà coni i suoi 40 predoni del deserto, i peones, gli sconfitti, che si agitano dietro la coda del Pavone di Arcore e cercano un pò di gloria, come l'Oca Bernini, improbabile portavoce di un partito del popolo. (CorSera.it)

Nessuna speranza. Vittorio Feltri assiste sconsolato al dibattito in Senato sulla calendarizzazione della sfiducia al premier Giuseppe Conte. Per molti quelle di martedì sera erano le prove generali della nascita di una nuova maggioranzaPd-M5s e alla fine è andata proprio così: si voterà il 20 agosto, contro la volontà di LegaFratelli d'Italia e Forza Italia

Lo stesso Matteo Salvini, constato di essere in minoranza, ha provato a sparigliare proponendo a Luigi Di Maio di tagliare subito i parlamentari, come richiesto dai grillni, ma di tornare poi immediatamente alle urne, senza indugi, per votare a ottobre. Risultato? Il leader leghista è stato "costretto a fare marcia indietro" e, al momento, le urne anticipate sono state rinviate. Sentenza finale del direttore di Libero: "Hanno vinto gli imbroglioni". Quelli che pur di non dare la parola agli italiani preferiscono chiudersi negli inciuci di Palazzo.

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