La Repubblica Fulvio Bianchi : "Sport e Salute ha spazzato via la Coni Servizi"

Roma 15 agosto 2019 CorSera.it

Pubblichiamo questo interessante articolo di Fulvio Bianchi redattore del quotidiano La Repubblica ( redazionie sportiva 335291766 )

Le carte, quindi, sono a Losanna: quelle ufficiali, la decisione di creare Sport e Salute che ha spazzato via la Coni Servizi, la scelta di ridurre il Coni a poca cosa almeno rispetto al passato, e adesso anche il collegato sport che è in discussione in questi giorni al Senato. Il Cio legge giornali e siti, si informa. Due sono gli aspetti che potrebbero rischiare di fare intervenire i dirigenti del massimo organismo sportivo mondiale nei confronti del Coni. Prendiamo la Carta Olimpica. Fra i principi fondamentali dell'Olimpismo al punto 5 è scritto che "riconoscendo che lo sport si pratica nell'ambito del tessuto sociale, le organizzazioni sportive aderenti al movimento olimpico devono essere politicamente neutrali. Hanno il diritto e l'obbligo di autonomia (ecco il passaggio-chiave, ndr) comprese la libera determinazione e il controllo delle regole dello sport; la definizione della struttura e della governance delle loro organizzazioni, il godimento del diritto di elezioni libere da qualsiasi influenza esterna e la responsabile di assicurare che i principi della governance siano applicati". Il Cio, nei casi di forti ingerenze dei governi, può sospendere i Comitati olimpici nazionali. Secondo punto, sempre Carta Olimpica, "missione e ruoli dei Noc".

I documenti sono arrivati Losanna, nella nuova sede del Cio: l'ufficio legale del Comitato olimpico internazionale ha già iniziato a studiarli. Il presidente Thomas Bach è un amico dell'Italia, d'accordo, ma anche uno strenuo difensore della Carta Olimpica, quella che Giovanni Malagò, quando ne ha regalata una copia ai giornalisti, l'ha accompagnata con un bigliettino, "la nostra stella cometa". Le decisioni del governo italiano sullo sport hanno non solo hanno scatenato la contrarietà del presidente del Coni e l'opposizione al Senato del Pd, ma messo in allarme il Cio. Le Olimpiadi 2026 di Milano-Cortina non sono a rischio, d'accordo, ma quando c'è un intervento a gamba tesa di un governo sull'autonomia dello sport il Cio può prendere provvedimenti severi, severissimi. Che la cosa non sia di poco conto, dopo l'allarme di Malagò dei giorni scorsi, lo dimostra il fatto che il sottosegretario Giorgetti ha cercato, e per ben due volte, di contattare Bach. Il presidente del Cio non gli ha risposto: è prassi infatti che non abbia rapporti, se non in occasioni ufficiali, con i membri dei governi ma solo con i Noc, National olympic committee. Quindi, nel nostro caso, con Malagò, Carraro e Ferriani che sono tutti e tre membri Cio.

Le carte, quindi, sono a Losanna: quelle ufficiali, la decisione di creare Sport e Salute che ha spazzato via la Coni Servizi, la scelta di ridurre il Coni a poca cosa almeno rispetto al passato, e adesso anche il collegato sport che è in discussione in questi giorni al Senato. Il Cio legge giornali e siti, si informa. Due sono gli aspetti che potrebbero rischiare di fare intervenire i dirigenti del massimo organismo sportivo mondiale nei confronti del Coni. Prendiamo la Carta Olimpica. Fra i principi fondamentali dell'Olimpismo al punto 5 è scritto che "riconoscendo che lo sport si pratica nell'ambito del tessuto sociale, le organizzazioni sportive aderenti al movimento olimpico devono essere politicamente neutrali. Hanno il diritto e l'obbligo di autonomia (ecco il passaggio-chiave, ndr) comprese la libera determinazione e il controllo delle regole dello sport; la definizione della struttura e della governance delle loro organizzazioni, il godimento del diritto di elezioni libere da qualsiasi influenza esterna e la responsabile di assicurare che i principi della governance siano applicati". Il Cio, nei casi di forti ingerenze dei governi, può sospendere i Comitati olimpici nazionali. Secondo punto, sempre Carta Olimpica, "missione e ruoli dei Noc".

Al 27, comma 2-3, è scritto: "Incoraggiare lo sviluppo di sport di alta prestazione così come pure dello sport per tutti". Al Coni è rimasta l'alta prestazione, è vero, mentre nel collegato sport gli organi territoriali del Coni avrebbero compiti di sola rappresentanza. E questo va contro la Carta Olimpica. Malagò, l'altro giorno al Senato, ha spiegato che le decisioni del governo sono in contrasto con la legge 280 del 2003, la sentenza della Corte Costituzionale del 25 giugno 2019 e la relazione della Corte dei Conti dell'11 aprile 2019. Il n.1 dello sport ha depositato queste carte a Palazzo Madama, e le stesse carte, ovviamente, sono già arrivate a Losanna. La decisione del Cio non è certo imminente, il collegato sport d'altronde è ancora in ballo al Senato, anche se il governo vorrebbe chiudere entro la prossima settimana prima delle ferie estive. Insomma, un clima rovente. E se Rocco Sabelli assicura che con Malagò è tutto a posto, ecco che il presidente della Federcanottaggio, Giuseppe Abbagnale, storico oro olimpico, non è per niente ottimista: "Sabelli ieri doveva darci chiarimenti sulla situazione creata dopo la riforma dello sport, invece ha fatto un lungo monologo alla fine del quale i dubbi restano tutti. Dove ci porterà questo cambiamento?

Abbagnale parla della preoccupazione circa le incertezze che derivano dalla legge sullo sport in merito ai futuri assetti del sistema ma soprattutto sullo stallo legato alla distribuzione dei contributi in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020: "Mi aspettavo qualche indicazione in più - sottolinea Giuseppe, che con il fratello Carmine ha costituito per anni il duo inarrestabile del remo azzurro -. Capisco anche che in questi giorni ci sono ulteriori trattative in corso e che quindi potrebbe essere meglio parlare poco, ma io ieri dal suo quasi monologo mi aspettavo almeno qualche spiegazione, anche su questi 60 milioni in più. Invece da parte mia non ho capito molto e credo di non essere stato il solo", incalza Abbagnale, chiarendo che secondo lui "per la legge sullo sport (che ha istituito il nuovo ente Sport e Salute, ndr) si poteva aspettare l'anno post-olimpico. E invece oggi ci troviamo a un anno da Tokyo 2020 senza certezze. E dobbiamo fare in fretta. Ancora non abbiamo capito questo cambiamento dove porterà - prosegue Abbagnale - e quali saranno i parametri di assegnazione dei contributi che al momento restano poco chiari. Noi stiamo in piena campagna qualificazione e molte Federazioni sono con l'acqua alla gola, abbiamo risorse giusto per arrivare al mondiale di fine agosto. Ci dicono che le risorse non dovrebbero essere inferiori, io mi aspetto e mi auguro che questi nodi si risolvano al più presto. Mi auguro di capire cosa succederà, spero in qualche chiarimento in più perché al momento mi trovo nella confusione più totale".

Ieri al Salone d'onore qualche presidente, anche importante, avrebbe voluto prendere la parola ma il n.1 di Sport e Salute ha spiegato che ci saranno altre occasioni. L'occasione per esprimere il proprio pensiero, ad un anno dai Giochi di Tokyo, può arrivare domani, venerdì, quando si riuniranno Giunta e Consiglio nazionale del Coni per ratificare un (eventuale) accordo con Sport e Salute sul contratto di servizio. La posizione di Petrucci, Gravina, Barelli, Binaghi e Cattaneo è nota: sono contro Malagò. Ma che pensano i vari Chimenti, Scarso, Buonfiglio, Giomi e c.? Stanno con Abbagnale? Hanno le stesse preoccupazioni?

Lettera del governo a Malagò sblocca la situazione

Una lettera del Governo firmata dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti e indirizzata a Giovanni Malagò sembra aver sbloccato la trattativa per il contratto di servizio del Coni con Sport e Salute. Nella comunicazione di Giorgetti, infatti, il Coni dovrebbe avere trovato le rassicurazioni di riferimento normativo che ancora riteneva mancassero, dunque, l'accordo sarebbe di fatto raggiunto. La firma del contratto, si apprende, dovrebbe avvenire domani dopo il consiglio nazionale e la giunta del Coni.
 

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