CorSera ILVA Italia nel baratro, Luigi Di Maio un'altra ricetta alla puttanesca

Taranto 8 novembre 2019 . ILVA. Il caso Italia non è ancora chiuso, il paese sprofonda nel baratro di una crisi economica e gestionale senza ritorno. Il ragazzino di Avellino Luigi DI Maio ne ha combinata un'altra delle sue, un'altra ricetta alla puttanesca per uscire dall'autogoal della crisi operativa della seconda acciaieria europea. L'ingrediente che ha fatto esplodere il vaso di pandora, è da imputarsi allo scudo penale, ma forse all'idiozia di un governo e di un ministro che immaginava di smontare lo stabilimento industriale per farlo diventare, con il tempo, un parco giochi. Purtroppo siamo difronte alla cruda nuda realtà, di un'intera popolazione , quella di Taranto, che vive agli confini dell'Inferno, costretta a lavorare in un sito che avvelena la salute dei propri figli. Siamo difronte all'ecatombe del sistema Italia , alla crisi della democrazia , alla distruzione delle regole e dei principi costituzionali. Ma non c'e' nulla che si possa ormai fare, in un breve lasso di tempo per riconciliare questi due fondamentali aspetti, quello del lavoro e della salute. Il Movimento Cinque Stelle ha finito di spingere il paese nel baratro di una crisi dalla quale sarà difficile uscire.

Noi tutti sappiamo che la promiscuita della struttura finanzairia dell'Unione Europea, ha di fatto demolito la forza del sistema bancario italiano, costringedolo alla resa, al fallimento e all'inerzia. In queste condizioni non c'e' alcun imprenditore italiano che può rimboccarsi le maniche e afferrare il toro per le corna. C'e' da ridiscutere l'unnione bancaria in Europa, come primo punto, assixurare gli eurobond  proitezione del debito dei paesi membri e rilanciare l'economia con un piano industriale senza precedenti. L'America ha curato le ferite della crisi bancaria dei mutui subprime del 2009 nel breve volgere di pochi anni, noi siamo ancor al palo, con un paese che ogni giorno lentamente, si fa inghiottire dalla maledizione di essere governato da molti incapaci. SI dve tornare alle urne, consegnare il paese nelle mani di coloro che possano finalmente tornare in Europa, forti del mandato dei cittadini italiani e ristrutturare il sistema finanziario italiano.Non c'e' altor da fare che mandare a casa questi improvvisati last minute. (CorSera.it riproduzione riservata ) Luigi Di Maio continua a mettere in fibrillazione il Conte bis.  Il caso Ilva sfarina il governo giallorosso in Consiglio dei ministri, scrive il Fatto quotidiano in edicola il 7 novembre.  Pd e M5S litigano per ore, perché i dem si presentano con un decreto per ripristinare subito l'immunità penale per Arcelor Mittal. Ma Di Maio e i suoi fanno muro, totale. "Non se ne parla. Alziamoci tutti e andiamocene". scandiscono e ripetono, nel Cdm che inizia con molto ritardo dopo le 18 di mercoledì 6 novembre.

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Tanto è vero che i Cinquestelle chiedono al premier di andare in conferenza stampa a dire che ad Arcelor è stata data la disponibilità allo scudo, ma che all' azienda non poteva bastare. "Il decreto non si fa, serviranno altre 48 ore. L' ennesimo schiaffo al Pd", commentano dal Nazareno dopo il Cdm. 

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