TERREMOTO ABRUZZO L' AQUILA ,I DANNI SONO IMMANI.IL GOVERNO OCCULTA LA VERITA' DEL DISASTRO.

Aquila 1.5.2009(Corsera.it) di Matteo Corsini

Siamo stati ieri a Paganica,cuore ed epicentro del terremoto.Il disastro è sotto gli occhi di tutti.Gli stabilimenti industriali sono schiacciati su se stessi.Il terremoto ha ridotto l'Aquila ad un ammasso di macerie e i soldi per la ricostruzione messi a disposizione basteranno a mala pena per quest'anno.Il Governo cerca di minimizzare i costi della ricostruzione in Abruzzo,ma tra la popolazione cresce la diffidenza .Paganica è circondata dalle forze dell'ordine,gli elicotteri sorvolano la zona,sembra di entrare nel set di un film di guerra.La situazione è drammatica.Si va avanti a tentoni.Il terremoto in Abruzzo rischia di divorare le risorse dello Stato e il debito pubblico potrebbe innalzarsi a livelli inimmaginabili.Prima di ricostruire dovranno trascorrere almeno quattro mesi senza alcuna scossa.Il piano della new town di Berlusconi avrebbe bypassato il problema del disastro,perchè per l'Aquila serviranno 30 o 40 miliardi .La città non si può ricostruire nè oggi e nè domani,a meno che tutti i contribuenti italiani non affrontino una finanziaria devastante.La situazione è drammatica,con migliaia di sfollati che rimangono dentro le tende con la vana speranza che qualcosa possa rifiorire in quei pochi mesi previsti dal Premier Silvio Berlusconi,ma non sarà purtroppo così.Saranno mesi,anni durissimi.La situazione dell'Università è preoccupante,sono 27mila gli studenti a spasso e piano piano abbandoneranno la città.Il futuro dell'Aquila è una vera e propria desertificazione territoriale e sociale.Non ci sono vie d'uscita.

 

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