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GINO FLAMINIO EROE O ACCATTONE ? L' EX DI NOEMI LETIZIA ATTIRATO IN UNA TRAPPOLA DA IL GIORNALE E TGCOM.

Roma 30 Maggio 2009 (Corsera.it) di Matteo Corsini

Qui ormai è in gioco la democrazia del paese.Leggete anche questo,il fino scoop de Il Giornale.

Gino Flaminio aveva svelato i misteri del rapporto tra la sua ex fidanzatqa Noemi Letizia e il Premier italiano Silvio Berlusconi,rivelato al mondo intero i particolari piccanti della festa di Natale e Capodanno 2008.Adesso si ritrova con un pugno di mosche in mano.

Caro Gino eri un eroe,un tradito,un disgraziato,e invece passi adesso per un accattone.Le storie d'amore non si vendono,si serbano dentro o si combatte per esse.Che misera fine la tua vita di teste inaffidabile adesso,venduto per 500 euro,che hanno il valore della tua intera vita.

Ci sarebbe da vergognarsi a fare i giornalisti,ma la guerra mediatica sullo scandalo di Noemi Letizia è una bomba ad orologeria che rischia di far cadere il Governo e rintanare il Premier Silvio Berlusconi in una grotta del Gennargentu dalla vergogna.L'ex di Noemi Letizia reo di aver rilasciato una intervista a La Repubblica sui veri fatti accaduti tra Natale e Capodanno del 2008/9,adesso è finito nella trappola de Il Giornale,che per intervistarlo gli ha offerto del denaro. Ingenuamente Gino ha preso i bigliettoni ,seduto comodamente in un bar,facendo da modello perfetto al fotografo appostato.Le sue verità sono dunque a pagamento,commenta l'articolo in uscita su Il Giornale,fatto ripreso anche dal TGCOM con evidenza della fotografia.Come dire il teste Gino Flaminio è inattendibile e dopo la gogna mediatica a cui è stato sottoposto dal Ministro Sandro Bondi e la Ministra Mara Carafagna,il ragazzo adesso ha perso ogni dignità compatabile sulle scena del delitto.Ingenuità di un operaio povero che sbarca il lunario,i suoi sentimenti appesi al reticolo dei vicoli di Napoli,un altro avanzo di galera da esporre appeso a testa in giù e le budella tirate fuori dai coltelli avvelenati dei giornalisti de Il Giornale.Complimenti a tutti.

Gino Flaminio due volte ingenuo perchè le sue fotografie mentre becca i bigliettoni faranno il giro del mondo e non hanno prezzo.Gino avrebbe potuto chiedere a Il Giornale migliaia di euro,ma pur di sputtanarsi e farlo in fretta,ha ingerito quei cinque bigliettoni da cento euro e si è bruciato per sempre come teste.Un capolavoro di scempiaggine.Bravo Gino,o forse eri a conoscenza di tutto e ne hai presi altri sottobanco?

(leggete articolo de Il Giornale all'interno)

 

 

L'ex di Noemi, verità a pagamento

Il Giornale: 500 euro per il disturbo

 

Sono a pagamento le verità di Gino Flaminio, l'ex fidanzato di Noemi Letizia, al centro ormai di un caso politico e mediatico. Il quotidiano "Il Giornale" ha infatti avvicinato e parlato con il ragazzo napoletano (condannato a due anni e sei mesiper rapina): il giovane ha chiesto 500 euro al giornalista "solo per il disturbo". E non finisce qua: Gino rivela che "Novella 2000 me ne ha dati quasi diecimila", dice. "Repubblica invece mi ha fregato. E vi dico come".

Ecco il testo integrale dell'intervista pubblicata oggi su Giornale e firmata da Gabriele Parpiglia e Stefano Zurlo

 

NAPOLI - «Per il disturbo?». Gino, Gino Flaminio, l’ex fidanzato di Noemi, non si accontenta di una stretta di mano. Alle sei della sera, al tavolo del ristorante «La scialuppa», s’è capito che l’intervista non si farà. Troppe complicazioni. Troppe difficoltà. Troppo di tutto. E poi Gino ha già venduto le sue confessioni a Novella 2000: diciotto pagine diciotto che usciranno fra squilli di tromba il 4 giugno. E allora noi che ci stiamo a fare? Il giornalista e il fotografo possono battere in ritirata.

L'approccio: i nostri giornalisti si presentano come stranieri interessati ad avere una confessione
Alle sei di sera, dopo una lunghissima giornata, l’affare sfuma. Ma Gino, sotto lo sguardo vigile di papà Antonio, reclama la sua parte: «Per il disturbo?». Il cronista guarda papà Antonio, papà Antonio indica ancora il figlio Gino. Sembra un piccolo presepe napoletano. Meglio tagliare corto e allungare l’obolo. Cinquecento euro. Gino conta e riconta soddisfatto. Non ci avrà venduto il suo oracolo, ma è contento lo stesso. La giornata non è stata sprecata. Saluta e se ne va con papà Antonio. Prima, però, sembra colto da un sussulto che assomiglia a un senso di colpa: «Se vedi la famiglia di Noemi digli che non ce l’ho con loro e mi dispiace per tutto quello che è successo».
Tutto quello che è successo, naturalmente, è quello che pomposamente chiameremo il «Noemigate». Gino, che è stato il fidanzato di Noemi dall’estate 2007 al gennaio 2009, ci ha messo del suo con un’intervista a Repubblica. E il suo verbo traboccherà anche dalle pagine di Novella.

Così, a furia di raccontare, dev’essersi convinto che forse anche per lui la svolta è arrivata. Il mestiere di intervistato, a quanto pare, può rendere. Può diventare una professione. Un business. O, almeno, un modo per raccattare la mancia e concedersi qualche sfizio. osì, il ragazzo non fa una piega quando alle 8 del mattino incrocia sulla sua strada per il lavoro un giornalista e un fotografo, con regolare macchina al collo, che gli vogliono parlare. Gino, ormai, nuota con disinvoltura nell’acqua dei media.

Siamo alla periferia di Napoli, due passi dalla stazione. Gino ha 22 anni, una passione per la kickboxing, un impiego da operaio. Indossa jeans corti, una maglietta stretta ai fianchi, gli addominali sono bene in vista. E pure il padre, Antonio, l’aspetto ultragiovanile, in pratica l’angelo custode incollato al suo ragazzo.

L'incontro: al tavolo di un ristorante il ragazzo arriva col padre: "Trattate direttamente con Gino"
Presentazioni: siamo, nientemeno, la stampa estera. Altrimenti, visto il cappio delle esclusive per l’Italia, la conversazione cadrebbe subito. Invece, quel riferimento internazionale accende la curiosità. Nel figlio e, soprattutto, nel genitore. È Antonio ad aprire subito, senza preamboli e senza nemmeno sapere chi siamo con precisione, la trattativa. Da bancarella, sia chiaro: «Ci accordiamo».

Sì, ci accordiamo, faremo un’offerta. Il padre in verità ce l’ha un po’ con tutti, non dev’essere facile misurarsi con gli inconvenienti della pubblicità e della fama. «Hanno dipinto mio figlio come un mostro. Chi oggi in Italia non ha precedenti penali?».

In effetti, qualcuno con la fedina penale immacolata in giro c’è ancora, il problema è che Gino ha una condanna a due anni e 6 mesi per rapina. Dettagli. Ora papà Antonio punta il dito in un’altra direzione: «Stanno cercando di screditare mio figlio. Noi mangiamo grazie a Berlusconi, mai e poi mai saremmo andati contro il premier». E allora, com’è andata questa storia con Repubblica? «Io ci ho una rabbia incredibile», spiega Gino, mentre si avvia in auto col padre verso I pellettieri di Napoli, dove lo aspettano le canoniche otto ore. Com’è andata?