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ITALIA CRISI RISCHIO FALLIMENTO BANCHE SOTTOSCACCO

MILANO 2 AGOSTO 2011 CORSERA.IT DI BIG MAC

ABBIAMO UNA PISTOLA PUNTATA ALLA TEMPIA E I MERCATI FINANZIARI HANNO INSERITO UN MECCANISMO A TEMPO PER SPARARE L'ULTIMO COLPO.

SE LA SPECULAZIONE CONTRO I NOSTRI BOND CONTINUERA' SENZA CHE NESSUNO RIUSCIRA' A PORVI RIMEDIO,L'ITALIA POTREBBE FALLIRE ,PRIMA DI QUANTO PENSIAMO,PERCHE' SARA' IMPOSSIBILE PAGARE IL RENDIMENTO AL 7/8% DEI BOND.LO SANNO TUTTI,LO SA PERFETTAMENTE GIULIO TREMONTI,LO SA SILVIO BERLUSCONI,LO SAPPIAMO TUTTI NOI CHE STIAMO SCIVOLANDO VERSO L'INFERNO DEL BARATRO DA CUI NON SARA' FACILE RISOLLEVARSI.O BERLUSCONI SI FA DA PARTE O IN ITALIA SCOPPIA IL COAS COME IN GRECIA PERCHE' E' OGGETTIVAMENTE INSOSTENIBILE LA SITUAZIONE.

SE SILVIO BERLUSCONI NON RIUSCIRA' A RIPREDENRE IN MANO LA PALLA,L'ITALIA AFFOGHERA' E INSIEME A LEI LE PRINCIPALI BANCHE ITALIANE,COME AMPIAMENTE ANTICIPATO LA PRIMA VITTIMA SAR' PROPRIO LA PRINCIPALE BANCA ITALIANA INTESA SAN PAOLO GONFIA COME UNA GALLINA DALLE EX UOVA D'ORO PER CIRCA 54 MILIARDI DI BON ITALIANI,LA SECONDA ILLUSTRE VITTIMA SARA' IL MONTE DEI PASCHI DI SIENA CHE DOVRA' ACCETTARE LA DURA REGOLA DEI MERCATI E SACRIFICARE LA GOVERNANCE A FAVORE DELLA FONDAZIONE,SEGUIRANNO A RUOTA UNICREDIT E FONDIARIA SAI,ANCHE QUEST'ULTIMA SARA' SPAZZATA VIA CON UN COLPO D'ALA INGHIOTTITA DALLA PRIMA OPA OSTILE.L'ITALIA E' IN SVENDITA E LA FORMIDABILE OCCASIONE E' STATA CREATA DALLA MANOVRA FINANZIARIA DEBOLE E INADEGUATA PERCHE' HA RINVIATO A TEMPI MIGLIORI I RISANAMENTO DEL BILANCIO DELLO STATO,QUANDO AL CONTRARIO SI DOVEVA AGIRE SUBITO PER DARE UN SEGNALE FORTE,MA I SOLDI NON CI SONO E ALLORA SI DOVREBBE IMMETTERE LIQUIDITA' SUI MERCATI CHE TUTTI SI OSTINANO AD OPPORRE.EPPURE NELLA LOGICA DELLA CRISI ECONOMICA,SOLTANTO UNA FORTE IMMISSIONE DI LIQUIDITA' PUO' RICREARE QUEL MECCANISMO ELASTICO IN GRADO DI ATTUTIRE LA CRISI.SENZA SOLDI NON CI SONO INVESTIMENTI.LA BCE E' CONTRARIA,COME SAPPIAMO PER LE LOGICHE RAGIONI DI TENERE SOTTO CONTROLLO L'INFLAZIONE,MA COME SOSTENGO DA MOLTO TEMPO A QUESTA PARTE,L'INFLAZIONE E' LA PARTE SANA DELL'ECONOMIA,QUELL'ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA MERCATO DE CAPITALI E SPECULAZIONE,SENZA INFLAZIONE NON ESISTE AD ESEMPIO IL MERCATO IMMOBILIARE,CHE VIVE E PROLIFERA GRAZIE ALLA SPINTA INFLATTIVA.SENZA INFLAZIONE NESSUNO HA INTERESSE AD ACQUISTARE I MATTONI E SENZA IMMOBILIARE IN ITALIA L'ECONOMIA MUORE,SI AVVIZZISCE.LA TEORIA CHE STUDIAMO ALLUNIVERSITA' E' COSA BEN DIVERSA DALLA PRATICA E SE NON RIUSCIAMO AD AGIRE PER TEMPO SAREMO TRAVOLTI ESATTAMENTE COME LA GRECIA,ESATTAMENTE COME LA SOMALIA,ESATTAMENTE MORIREMO DI FAME E DI SETE PER INETTITUDINE DEL MINISTRO GIULIO TREMONTI E DI CHI LO HA SEGUITO IN QUESTA FOLLE CORSA VERSO IL SUICIDIO,COMINCIANDO DAI CAPRONI DI MONTAGNA DELA LEGA NORD E L'INTERO GOVERNO DELLE GALLINE CANTANTI.

MATTEO CORSINI

MILANO - "Le banche italiane sono le principali vittime di ciò che sta accadendo sui mercati: hanno ricapitalizzato più delle altre, sono poco esposte sui paesi periferici, hanno bassa leva e bassa redditività. Ma sono le più colpite dalle vendite". Non è facile trovare spiegazioni plausibili tra gli analisti e gli operatori londinesi su ciò che sta succedendo sui mercati finanziari.

E proprio per questo, probabilmente questo pomeriggio, si riunirà il Comitato per la stabilità finanziaria, coordinato dal ministero dell'Economia alla presenza di Banca d'Italia, Consob e Isvap. La situazione è grave, secondo gli esperti del Tesoro, ma comune a tutta Europa se è vero che le vendite di questi giorni hanno colpito anche i Bonos spagnoli e gli Oat francesi. Vendite prontamente assorbite dal sistema bancario. Forse Tremonti & C. vorrà dare un segnale alla Bce, chiamata a dare liquidità ai mercati piuttosto che seguire il pericolo dell'inflazione come faceva la Bundesbank.

Ma i mercati sono nervosissimi. È bastato un dato negativo sull'indice manifatturiero Usa per far tornare d'un colpo l'incubo della recessione. Gli hedge fund si sono accaniti sul Btp italiano e sui titoli delle banche, come al solito in questo periodo. Sul mercato solo venditori, di compratori neanche l'ombra. "Bisogna tener presente che in questi giorni sul mercato del Btp i volumi sono molto bassi e basta poco per spostare anche di molto i prezzi", dice il banchiere di una banca d'affari.

E così è stato intorno alle 15,45 quando il differenziale di tasso tra Btp e Bund è tornato ad ampliarsi arrivando a toccare, prima della chiusura, i 355 punti, livello record dall'ingresso dell'Italia nell'euro. "Il vero spread è almeno 100 punti più basso, se solo si guardasse ai fondamentali dell'Italia - prosegue il banchiere - il resto è "short", vendite allo scoperto in un mercato poco liquido".

Tuttavia è un dato di fatto che il mercato in questi giorni convulsi bada poco ai fondamentali e semmai guarda alla crisi di credibilità di cui sta soffrendo l'Italia. La situazione è peggiorata quando sui giornali italiani è apparsa l'inchiesta su Marco Milanese, l'ex braccio destro del ministro Tremonti, che ha finito per indebolire l'unico esponente del governo che godeva di un certo credito all'estero. E c'è chi comincia a pensare che la speculazione sia in realtà salutare se riesce a forzare la politica a fare ciò che bisognerebbe fare. Già, ma che cosa?

Anche nel mondo finanza non ci sono idee chiare: chi propende per un governo Monti ma solo se avesse "le spalle larghe", chi indica la strada delle elezioni sul modello Spagna-Zapatero. Ma nessuno sa dire se ciò può bastare a invertire la tendenza in atto. In questo momento fanno premio i valori assoluti, piuttosto che le percentuali. E l'Italia, come è noto, ha il terzo debito più grande del mondo, dopo America e Giappone.

Qualcuno arriva a dire che l'unico in grado di raddrizzare la baracca sarebbe Mario Draghi, ma purtroppo se ne va a guidare la Bce. Fatto sta che in assenza di una svolta si vive in trincea. Le banche sono obbligate, con le buone o spinte dal Tesoro, a sottoscrivere il debito italiano in scadenza. Per conto proprio o degli italiani che ora sono in vacanza ma che hanno sempre confermato la propria fiducia nello Stato italiano. Le stesse banche dopo le ricapitalizzazioni potrebbero andare a coprire quasi interamente la quota di titoli di Stato oggi ancora in mano a istituzioni straniere.

Le banche francesi, poi, non possono disimpegnarsi dall'Italia in quanto è il loro secondo Paese di riferimento per attività. Ma l'agguato può essere dietro l'angolo. Basta un dato negativo e d'un colpo gli hedge fund potrebbero portare lo spread alle stelle, mettendo il governo italiano con le spalle al muro. Intanto, i valori di Borsa sono scesi a livelli minimi e aprono varchi prima impensabili per chi volesse introdursi sul pur solido sistema italiano. Con un anno di cash flow il colosso anglo-cinese Hsbc potrebbe papparsi l'Unicredit, la più internazionale delle banche italiane.