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ANNO ZERO MICHELE SANTORO ADESSO BASTA CON GLI INSULTI

Roma 21.1.2009(Corsera.it) Michele Santoro ha scritto al consiglio di amministrazione della RAI che si è riunito sulla trasmissione di giovedì scorso su Gaza.

«Non è mia abitudine replicare a chi commenta le nostre trasmissioni - esordisce il giornalista - e ritengo, anche in questa circostanza, di non rinunciare a questo mio comportamento. Tuttavia nel florilegio di dichiarazioni che hanno fatto seguito ad Annozero, a volte assumendo le forme del linciaggio, sono completamente scomparsi i contenuti del nostro lavoro. Siamo stati definiti terroristi, portavoce di Hamas, giornalisti spazzatura. Senza che questi insulti suscitassero adeguate reazioni».

Altri articoli da Corriere della Sera on line. STOP AGLI INSULTI - Santoro aggiunge poi che non tollererà più di essere insultato, con la sua redazione e per il suo lavoro, nello studio di "Annozero". Definisce anche l'intervento dell'Ambasciatore dello Stato d'Israele, Gideon Meir, «una grave interferenza nella libertà d'espressione del nostro Paese». «Purtroppo, siccome siamo scomodi per il sistema politico - scrive Santoro - è invalsa l’abitudine di entrare nel nostro studio non per discutere o argomentare ma per insultarci. Tanto non si rischia niente. Io questo non l’ho tollerato la scorsa settimana e non lo tollererò nelle settimane a venire».

CDA RAI - Ma a Santoro arriva la bacchettata del consiglio di amministrazione della Rai: <La trasmissione di Annozero del 15 gennaio ha peccato di intolleranza e faziosità». «A nessuno, tanto più a chi opera nel servizio pubblico - aggiunge il Cda -, può essere negato di esprimere il proprio punto di vista, ma questo deve tener conto e rispettare anche il punto di vista degli altri per evitare di diffondere». Nello stesso tempo però «il Consiglio sottolinea che nel suo complesso l'informazione della Rai sul conflitto è completa ed equilibrata; rileva che di fronte al racconto e all'approfondimento delle ragioni di crisi internazionali così drammatiche, agli autori, ai giornalisti e ai conduttori del servizio pubblico è richiesto un più alto senso di responsabilità e di attenzione».