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ELUANA ENGLARO E ' MORTA NELLE MANI DI DIO.

Udine 10.2.2009(corsera.it) di Matteo Corsini.

La bella addormentata nel bosco ha finito di correre nella vita ,questa vita. Il suo sorriso beffardo,gli occhi lucidi,il volto irradiato dalle fiamme dei sogni e delle speranze,non ci faranno più compagnia,diventeranno scuri,bui,pian piano si spegneranno durante gli stessi ricordi,perché tutti noi abbiamo provato a immaginare la sua vita guardando quella dei nostri figli,vedendoli sorridere,abbracciarci,andare a scuola e tornare felici della passione e le emozioni dell’esistenza.

Quei regali che noi abbiamo avuto sono stati strappati a Eluana e ai suoi genitori ,al padre,all’immenso baratro che il dolore può creare intorno all’amore infinito. Lo strazio di Eluana è stato come questa cometa celeste,bianco e dorata che ha percorso con noi anni lunghissimi,pieni di interrogativi sulla giustezza della vita comunque e il sacrificio della morte per liberare la mente e un corpo straziati. Tutti noi ci siamo domandati quale sarebbe potuta essere la nostra reazione se soltanto la scienza ci avesse comunicato che Eluana poteva vedere o capire che la sua vita era stata per caso trasformata in un incubo nero,soffocante,impossibile da sopportare per qualsiasi essere umano. Dalla vita straordinaria,dalla vita della felicità,l’incidente aveva condotto Eluana dentro quel baratro scuro,senza speranze,pieno di angosce,occupato dai fantasmi e gli incubi di una condizione disumana,un corpo irrigidito,la mente intrappolata in un ergastolo corporeo pressato come  dentro una buca del terreno. Quella vita straordinaria trasformata in un supplizio inimmaginabile per nessun essere umano,perchè quella condizione essenziale non era vita,ma una trasfigurazione abnorme,indecifrabile e che non riusciva a regredire.

Il padre di Eluana ha liberato la figlia da una costrizione devastante,incurabile,in cui anche la speranza aveva cessato di esistere e battere come quel cuore che al contrario ha resistito fin dove ha potuto. La vita non perde mai,cerca di arrampicarsi anche in quel pertugio scuro e buio che forse in qualche maniera noi credenti dobbiamo immaginare come il confine che ci illumina e conduce al Paradiso,ci consegna nelle mani del Signore,illumina  la strada di altri sogni e speranze diverse .

Non sappiamo cosa mai Eluana abbia capito o sentito della sua condizione umana,non sapremo mai se quel supplizio divino sia penetrato nelle  emozioni o nei  ricordi,non sapremo mai se quella condizione disumana sia stata per lei un calvario,ma oggi siamo certi che Eluana ha abbandonata se stessa,quel corpo rigonfio e imputridito,per tornare a ridere e correre,come noi la immaginiamo,come soltanto Dio la sua misericordia poteva donarle.