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CORRIERE DELLA SERA SOTTO SCACCO.LA PREDA AMBITA DI SILVIO BERLUSCONI.

Roma 21.3.2009(Corsera.it) di Matteo Corsini

Leggo con piacere su WallstreetItalia.it che oggi El Pais avrebbe confermato alcune  inchieste apparse nella nostra home page e precisamente il 9.3.2009 con un articolo:  Mediobanca crolla in borsa, assalto al capitalismo italiano.

Alcuni anni orsono al termine di una virulenta polemica tra Premier e il Corriere della Sera , Ferruccio De Bortoli dovette saltare notte tempo fuori dalle finestre di Via Solferino e il giornalista subì'  diversi mesi di purgatorio andando a lavorare in  RCS libri .Stefano Ricucci diede l'assalto insieme ad altri squattrinati immobiliaristi al cuore dell'azienda cominciando ad acquistare azioni in borsa,arrivando a far toccare ai titoli il valore di 7 euro.Una misteriosa procura gli affidava alla Deutsche Bank di Londra un credito di oltre 750milioni di euro,procura non esercitabile da lui direttamente,ma dai funzionari della banca,poichè l'intero ammontare del credito era in realtà garantito da ipoteca della medesima banca che per lo stesso controvalore aveva acquistato titoli BNL e RCS. Come dire un plafond in bianco a suo nome depositato per scalare RCS .Chi mise a disposizione di Stefano Ricucci un credito per 750milioni di euro che furono impegnati per acquistare titoli RCS E BNL?

Il patto di sindacato  di RCS attualmente esistente impedisce di fatto qualsiasi scalata ostile,ma l'impatto di quella messa in scena era un chiaro messaggio all'oligarchia industriale e finanziaria che ruota intorno al Corriere della Sera.

Adesso a distanza di anni la questione si rinnova,ma questa volta qualcuno ha in mano tutte le carte per gestire politicamente la questione.Quel qualcuno adesso governa le banche,perchè queste come uccellini bisognosi di pane sono dovute ricorrere ai Tremonti bond,senza i quali forse oggi l'intero sistema finanziario italiano sarebbe andato in tilt.

 

C'è adesso da dire che le dichiarazioni di Angelo Rizzoli , sul comportamento che gli attuali proprietari del Corriere avrebbero esercitato contro il rampollo di quella che una volta era la più importante dinastia del mondo editoriale italiano ,mette in cattiva luce l'attuale proprietà del gruppo editoriale.Al contrario fu proprio l'attuale Premier Silvio Berlusconi a farsi avanti per aiutare Rizzoli in qualche modo,assicurandogli che la sua Fininvest avrebbe acquistato alcuni dei suoi films.Un bonnè geste che scandito ad assoluzione avvenuta per Angelo Rizzoli,suona come un monito per i soci del patto di Sindacato di RCS e un viatico per il Premier di concludere la vicenda del controllo del Corriere della Sera.

C'è da dire dunque che fintanto i giornali in Italia non saranno sotto il controllo di importanti gruppi industriali o finanziari,la libertà di stampa eroica per come noi la intendiamo non esisterà mai,relegata a qualche timido tentativo di imprenditori giornalisti minori,che alle volte finiscono falliti o a gambe all'aria.

Quella sul Corriere della Sera è uno scontro tra lobby del  nostro paese,da una parte una certa oligarchia industriale che si spartiva gli affari più peccaminosi del sistema e dall'altra quella che segue il vigore del Cavaliere di Arcore ormai determinato a controllare il sistema per imporre le sue scelte,che forse oggi indichiamo come vincenti e migliori di quelle della sinistra italiana,che non sà proprio che pesci pigliare.

Rimane il fatto che per quanto stomachevole possa essere una inchiesta giornalistica,questa deve continuare in qualsiasi direzione negandosi all'influenza politica,ascoltanto il fiuto e il cuore dell'anima della libertà di stampa.

Noi del CORSERA.IT continueremo a salvaguardare questa libertà di stampa.

Fonte Wallstreetitalia.it Il cataclisma finanziario, il calo della pubblicità, l'universo digitale e i licenziamenti dei giornalisti sono problemi che affliggono i giornali di tutto il mondo, scrive El Pais, ma in Italia la preoccupazione raddoppia. Al duopolio televisivo tra Mediaset e Rai si somma una specie di rivoluzione della stampa scritta: Silvio Berlusconi ha infatti puntato gli occhi sul Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore.

"Questa volta Berlusconi non farà prigionieri. Vuole controllare tutto e lo farà", dice, citato dal quotidiano spagnolo, Giancarlo Santalmassi, giornalista Rai dal 1962 al 1999 e direttore di Radio24 fino a qualche mese fa, quando venne epurato per motivi mai resi noti ma forse imputabili al suo spirito critico e provocatorio. Posizione condivisa da Enzo Marzo del Corriere della Sera che giovedì, durante un dibattito sulla libertà di stampa che si è tenuto alla sede della Commissione europea a Roma, ha detto che la battaglia per la direzione del quotidiano economico è appena iniziata.

 

 

I candidati alla successione di Paolo Mieli, dice Marzo, sono Carlo Rossella, direttore di Medusa Film, casa di distribuzione cinematografica di Berlusconi, e Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero. In Rcs, editore del Corsera, Rossella può contare sull'appoggio di Diego della Valle, proprietario del marco Tod's e patron della Fiorentina, e di Luca Cordero di MOntezemolo, presidente della Fiat, della Ferrari e consigliere delegato de La Stampa. Però decisiva sarà la parola di Berlusconi perché "il sistema bancario intero dipende dal premier".

Napoletano non dispiace a Berlusconi ed è tra i pochi che hanno l'onore di poter parlare al telefono con Giulio Tremonti. Ma forse il ministro dell'Economia preferirebbe vederlo alla guida de Il Sole 24 ore, scrive El Pais, il cui attuale direttore, Ferruccio de Bortoli, potrebbe andare alla testa del Corriere. Tutte queste manovre, sottolinea il quotidiano di Madrid, sono destinate a provocare un terremoto. Il governo dimostra malcontento anche verso La Stampa, per questo il direttore Giulio Anselmi potrebbe essere tentato dalla poltrona dell'agenzia Ansa e il suo posto potrebbe essere preso da una persona meno ostile a Palazzo Chigi