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Giulio Regeni torturato e ucciso da un branco di lupi assassini

Giulo Regeni e' stato torturato e ucciso da un branco di lupi assassini.Le ferite profonde sul suo corpo non lasciano dubbi che l'opera sia quella di un assassino,un mostro,capace di martoriare un uomo da vivo e da morto godendo di quel dolore.Quella subita da Giulio Regeni, non e' una semplice tortura, ma l'opera di qualcuno che si e' accanito su di lui per qualcosa che va oltre il sadismo di un manipolo di funzionari  dei servizi segreti. 

Questa morte brutale nasconde qualcosa di piu' grande e orribile e se non fosse per gli indizi ormai emersi nel corso degli indagini,io direi che il ragazzo e' stato oggetto di una brutale vendetta da parte di qualcuno che aveva intenzione di punirlo.Se la pista e' quella dei servizi segreti, questo significa che l'omicidio di Giulio Regeni condurra' gli investigatori e l'opinione pubblica mondiale a scoprire che il regime di e' in realta' sorretto da una banda di pazzi assassini sul modello nazista di Adolf Hitler. Difficile immaginare, che funzionari esperti dei servizi segret,i abbiano volutamente  torturato, segnato irreversibilmente il corpo di Giulio Regeni e poi ordinato di abbandonarlo al limitare di una strada,consapevoli che alla prima autopsia, i segni della tortura sarebbero emersi insieme alla verita' sulla causa della morte.

Giulio Regeni, la sua morte e' andata oltre la logica umana, ha travalicato i confini del buio tra il Male e il Bene,molto piu' profondamente della tortura usata per far parlare degli oppositori politici.Giulio Regeni era inviso a qualcuno che gli ha voluto far pagare la sua arroganza, la baldanza con cui perseguiva gli ideali di riceratore,o forse, per spingersi ancora piu' profondamente,l'odio per le sue liberta' culturali e sessuali.

Cio' che ha ucciso Giulio Regeni, e' un odio sterminato, scaturito da qualcuno che ha giocato con quel ragazzo, fin dall'inizio dei suoi intenti perversi. Lo ha poi provocato, fino al punto di renderlo inerme nel buco profondo di una gabbia senza vie di uscita,in catene,nel buio,nel silenzio sordo,dovendosi piegare alle volonta' del boia ,alla sua follia,la rabbia,l'odio viscerale che ha inflitto a Giulio Regeni il dolore piu' insopportabile per un essere umano.Quell'odio che spento la sua liberta',i suoi afflati umani,riducendolo ad una preda sanguinolente,atrocizzata dalla paura,risucchiata nel brivido devastante della solitudine.Giulio Regeni ha sentito la morte salirgli addosso con tutta la sua fredda consapevolezza,in un singulto che ha poi condotto il corpo a collassare spegnendone per sempre la vita.

Qualcuno,un mostro,un serial killer,si e' avventato sul corpo di Giulio regeni perche' lo odiava fino al punto di volerlo vedere annientato,liquefatto insieme al sangue e agli escrementi  sul pavimento della sua gabbia di tortura.

Se vogliamo far rinascere la memoria di Giulio Regeni inseguire la verita' dobbiamo pensare a tutto questo e non limitarci ad immaginare la pista dei servizi segreti,che forse appare la piu' logica,ma che potrebbe non essere la sola strada da seguire,perche' oltre la porta del mistero dell'omidicio di Giulio Regeni,c'e' qualcosa di molto piu' pericoloso, che un manipolo di sadici funzionari dei servizi segreti.Se riusciremo a capire ad andare oltre,forse conosceremo verita' inaudite, capaci di far implodere il regime di Al Sisi o far saltare per aria la sovrastruttura militare che effettivamente governa l'Egitto.(Corsera.it) 

 

I buoni popositi sono stati rinnovati, tutti. Ancora una volta. In una nota congiunta il procuratore generale dell'Egitto, Nabeel Sadek, e il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone ribadiscono "l'impegno da parte dei due uffici a proseguire nello scambio di atti e informazioni al fine di pervenire all'obiettivo comune e cioè accertare la verità sulla morte di Giulio Regeni". Lo affermano oggi, dopo aver passato insieme due giorni a Roma, in un vertice "finalizzato ad accertare la verità sul sequestro, la tortura e la morte di Giulio Regeni". Trovato senza vita il 3 febbraio scorso lungo la strada che dal Cairo porta ad Alessandria d'Egitto.