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CONGRESSO PDL GIANFRANCO FINI, LO SQUALLORE SALE SUL PALCO.

Roma 28.3.2009(Corsera.it)di Matteo Corsini.

Se c'è una persona triste che non mi ha mai ispirato euforia o voglia di fare è proprio Gianfranco Fini,il volto da melanzana sbiadita,brutto e dinoccolato,anche le sue cravatte variopinte sembrano quelle di un pitone che cambia pelle più di un politico serio.Chi è Gianfranco Fini? Che fa? Cosa dice ?Ma che vuole Gianfranco Fini? Chi lo ascolta?

Gianfranco Fine per me impersonifica lo squallore strutturale dell'individuo ,la lentezza con cui il corpo si trasforma ,cambia aspetto,uno Zelig politico .

Come sarà il futuro del PDL con lui? Come sarà il suo futuro?

Ma chi è Gianfranco Fini? Ma che vole? Perchè rompe?Ma chi lo scolta?

fonte Il Sole 24 Ore .«Ringrazio Silvio Berlusconi per la chiarezza e la generosità con cui ieri nel suo intervento al congresso in un colpo solo ha spazzato via tanti luoghi comuni e, perché no, tante interpretazioni maliziose e interessate». Così Gianfranco Fini dal palco del congresso del Pdl inizia il suo intervento e si rivolge al Presidente del Consiglio. «È stato chiarissimo- aggiunge- nel dire cosa è il Pdl: non è Forza Italia al quadrato, non è la fusione fredda tra diversi soggetti politici, non è un nuovo cartello elettorale ma un soggetto di popolo, sintesi delle esperienze di donne e uomini che arrivano storie diverse ma che hanno ben chiaro che l'obiettivo della politica è il bene comune». E ricorda che il Pdl «non sarebbe nato senza la lucida follia di Silvio Berlusconi»: «Lui ci ha creduto anche nei momenti più difficili», ha spiegato.

Fini ha anche parlato del referendum del 7 giugno: «Il Pdl dovrà mettere quanto prima all'ordine del giorno del dibattito interno quale atteggiamento assumere sul referendum elettorale di giugno, che rappresenterebbe una forte accelerazione al sistema bipartitico. Ci saranno discussioni tra di noi e con i nostri alleati, ma dovremo farle».

Per Fini la «grande sfida» è rilanciare una grande stagione costituente. Secondo il Presidente della Camera bisogna «evitare la polemica continua» tra cariche istituzionali che difendono la Costituzione e il Governo che «giustamente chiede più poteri per operare». Federalismo istituzionale, cioè revisione del bicameralismo perfetto, e nuova forma di governo sono i due punti chiave indicati dal presidente della Camera. Fini sottolinea la differenza tra la prima e la seconda parte della Carta. Riconosce che «gli articoli della prima parte meritano rispetto, perchè sono valori di tutti gli italiani, anche se non guasterebbe un riferimento a quell'Europa di cui siamo fra i fondatori». Quanto alla seconda parte, «si deve cambiare» in quanto rischia di non essere in linea con le esigenze «della nostra democrazia», quella di un Paese «spesso paragonato a una crisalide» e, ha aggiunto la terza carica dello Stato applaudito anche dal premier Silvio Berlusconi, «da quella crisalilde dobbiamo essere in grado di far uscire la farfalla» attraverso un'architettura di riforme capace di coniugare «la democrazia che rappresenta il popolo alla democrazia che governa e sa decidere».