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Migranti,Conferenza del Mediterraneo Angelino Alfano si sfila: "No allo IUS SOLI"

Roma 26 Settembre 2017 .1° Conferenza multilaterale dei paesi del Mediterraneo sul fenomeno dell'immigraione.Si apre domani 27 Settembre e 28 Settembre,  la più grande kermesse internazionale mai presieduta in Italia, con circa 92 delegazioni diplomatiche dei paesi accreditati presso lo Stato Italiano.A curarne l'impresa il professor Avvocato Massimiliano Barberini docente con cattedra sul diritto dell'immigrazione all'Università degli studi Guglielmo Marconi .Come facile immaginare uno dei temi sul tavolo della Conferenza sarà certamente la concertazione tra i paesi attivi nell'accoglienza e che intendono fare ogni sforzo per raggiungere un sempre maggiore sviluppo economico,ma probabilmente sarà lo IUS SOLI a dominare il dibattito tra le varie delegazioni,sopratutto in risposta al comportamento del Governo Gentiloni,che ha inteso fare dietrofront sulla legge,poichè avrebbe potuto incidere negativamente sul risultato elettorale.Proprio oggi il Ministro degli esteri Angelino Alfano ha spento qualsiasi speranza  che le legge possa essere approvata nel corso di questa legislatura.Ancora più netta la chiusura di Maurizio Lupi, appena eletto coordinatore nazione di Ap: «Serve una legge, ma una buona legge. Ora sarebbe un errore avere altre forzature in Parlamento sullo ius soli. Per noi si tratta di una questione chiusa per quanto riguarda questa legislatura. Se ne potrà riparlare alla prossima legislatura». «La differenza tra noi e la Lega è assoluta. Il Carroccio – aggiunge Lupi – fa della legge una bandiera ideologica, mentre noi chiediamo un cambiamento perché crediamo che la cittadinanza sia un tema fondamentale. A fine legislatura non è opportuno intervenire su un tema tanto divisivo. Aspettare sei mesi non cambia nulla. Ci saranno le elezioni e su un tema tanto divisivo come questo potremo tornare a discutere», promette.

 

Sfumano le ultime possibilità di vedere approvata la legge sullo ius soli entro la fine della legislatura. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano, al termine della direzione nazionale di Alternativa Popolare, ha definito la norma «una cosa giusta al momento sbagliato», aggiungendo che approvarla a 6 mesi dalle elezioni sarebbe fare «un regalo alla Lega».