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Brasile schiaffo all'Italia, Cesare Battisti ancora libero e festeggia in un bar bevendo una birra

Uno scatto consegnato ai fotografi, e quindi al mondo intero, per riaffermare, ancora una volta, il suo disprezzo nei confronti della legge e dell'Italia. Cesare Battisti sceglie ancora la linea della sfida, come ha fatto durante tutte le tappe della sua tormentata vicenda, e questa volta usa un simbolo goliardico, festoso: la birra. Dopo la tentata fuga dal Brasile verso la Bolivia, l'arresto e poi il rilascio, l'ex terrorista rosso si fa immortalare con il bicchiere in mano, seduto al tavolino di un bar dell'aeroporto internazionale di Campo Grande, in attesa del volo che lo porterà a San Paolo. Maglietta rossa sotto una giacca nera, sguardo fisso che accenna a un sorriso beffardo. Poi il gesto del brindisi in direzione dei flash.

Battisti festeggia, ma la protezione da parte del Brasile - Paese che lo ospita dal 2004 - vacilla. Il quotidiano Estado de S.Paulo scrive che l'asilo politico, concessogli nel 2010 dall'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula Da Silva, è a rischio. Alcuni membri del governo, infatti, sostengono che i reati commessi dall'ex terrorista con il suo presunto tentativo di fuga in Bolivia possono rafforzare le motivazioni giuridiche per la sua estradizione in Italia.

L'ex membro dei Proletari armati per il comunismo era stato fermato mercoledì a Corumbà con l'accusa di violazione delle norme sulle valute straniere e riciclaggio di denaro. Aveva con sé 6mila dollari e 1.300 euro. La difesa sostiene che il denaro, che gli è stato sequestrato, era compatibile con il viaggio insieme alle due persone che lo accompagnavano e non era superiore al limite legale.

Ora Battisti è libero e già nella sua casa sul litorale di San Paolo, secondo quanto riferisce il sito G1. in base al provvedimento di libertà provvisoria che gli è stato concesso la notte scorsa dal giudice d'appello, José Marcos Lunardelli, Battisti non potrà lasciare la zona in cui è residente senza autorizzazione e dovrà presentarsi ogni mese in tribunale. Nel motivare la concessione dell'habeas corpus, il magistrato ha sottolineato che non esistono prove di traffico di valuta né di riciclaggio, reati per i quali Battisti era stato incarcerato, e che il suo arresto ha rappresentato una "limitazione illegale della libertà di locomozione".