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CorSera Reddito di cittadinanza, gigantesco imbroglio elettorale, ma il rischio la rivolta sociale, le promesse di Luigi Di Maio una vera chiamata alle armi

Napoli 9 Marzo 2018 Corsera.it 

I leaders del  Movimento Cinque Stelle, forse non lo hanno ancora percepito,ma è come se avessero gettato benzina sulle ceneri ardenti della già pesante crisi economica del nostro paese, con il rischio non più soltanto ipotetico, di una rivolta sociale senza precedenti . Non c'e' dubbio che tutti i cittadini del SUD, hanno votato compatti il Movimento Cinque Stelle, sperando nel miraggio del reddito di cittadinanza, soldi sonanti nelle loro tasche, da cominciare a riscattare anche prima dell'inizio dell'estate. La terribile crisi economica che ha piegato le ginocchia al paese, si ammanta nella esatta metà del paese, come strali di fumo di un incendio acre da pneumatici di automobili. Un rogo colossale di disperazione, degrado sociale, insufficienza finanziaria, in altre parole miseria. L'intero Sud è afflitto da questo incubo, da cui nessuno sa come uscire. Il reddito di cittadinanza suona oggi come uno squillo di speranza,una gigantesca chiamata alle armi per i popoli del Sud, maledetto e dimenticato da tutti.

Una speranza questa che si traduce in un allarme sociale di dimensioni bibliche. Speranza che se tradita spingerà migliaia di persone ad incazzarsi per davvero.

La puzza di questo gigantesco imbroglio si sparge velocemente per l'intero paese e già a poche ore dalla chiusura delle urne, quelli del Movimento Cinque Stelle hanno cominciato ad annusare  il peso della responsabilità di una cazzata elettorale così fantasiosa.

I leaders del Movimento sono infatti scomparsi dagli schermi televisivi. Nessuna parla, nessuno saprebbe cosa dire in questo momento e come impegnarsi per dare corso ad una promessa che oggi si rappresenta,sulla testa di tutti i nuovi parlamentari del Movimento Cinque Stelle, nelle sembianze di uno spettro sinistro, che nessuno di loro sarà più in grado di fugare.

Se ci pensiamo bene,ad oggi,senza le coperture finanziarie, la promessa di Luigi di Maio, Beppe Grillo e tutti gli altri, suona come la macchinazione di una immensa stangata, concepita ai danni degli italiani più poveri, da parte di un altrettanto manipolo di disoccupati, disperati, gente in cerca di soldi dall'esperienza politica. I popoli del Sud spingono alle porte della villa di Beppe Grillo, al portone di casa della famiglia di Luigi di Maio e di ogni altro singolo esponente, che da oggi potranno iniziare a godere dei lauti stipendi e dei privilegi dei parlamentari. Una banda di incantatori di serpenti, messa insieme da un Santone dai capelli grigi e le dita grosse come salamelle,genovese di nome Beppe Grillo, hanno ben pensato di rilanciare sul piatto della politica pur di vincere le elezioni. Ma quello a cui assistiamo è il più grande bluff della storia politica italiana, una stangata micidiale, elaborata in oltre dieci anni di scorribande politiche. Ci domandiamo ancora oggi, dove quelli del Movimento Cinque Stelle, riusciranno a trovare i soldi, a creare le condizioni di un sistema di assistenza alla ricerca del lavoro, che sia utile ad individuare soluzioni ideali. Ma Beppe Grillo è forse ignaro che l'intero sciame dei suoi 11 milioni di seguaci, lo ha preso sul serio, e vuole i soldi promessi, a prescindere se loro stessi siano o saranno mai in buona fede. Non ho dubbi nell'immaginare che questo lampo di storia politica che è esploso come un fuoco di artificio nel cielo azzurro italiano, potrebbe spingere una parte del paese ad una rivolta sociale, giustificata da una promessa andata tradita. Quello del Movimento Cinque Stelle è un vero e proprio contratto politico stipulato pubblicamente con il popolo italiano, un atto giuridico di una rilevanza sociale senza precedenti, al cui confronto, i contrattini su una paginetta bianca, del Cavaliere Silvio Berlusconi, sembrano imbrogli di un dilettante allo sbaraglio.

La promessa del reddito di cittadinanza oggi assume le sembianza di una gigantesca macchinazione sociale, un imbroglio vero e proprio , consumato sulla pelle di milioni di persone senza più alcuna speranza,molti dei quali in malafede, ma comunque tutti pronti, in caso di cocente delusione, ad afferrare forconi e badili, per andare a snidare ad uno ad uno i loro rappresentanti politici. 

Luigi Di Maio ha vinto le elezioni promettendo soldi a gente disperata, se non riuscirà a trovarli, la storia del Movimento Cinque Stelle, potrebbe avere un epilogo degno della fine della monarchia francese.(CorSera.it Copyright) 

 

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