Milano 28 gennaio 2020 CorSera.it

L’incremento su base settimanale del numero di nuovi casi positivi è uno dei dati che mette in difficoltà la Lombardia. Non tanto per il tasso di riempimento degli ospedali, perché comunque con 173 pazienti in terapia intensiva la situazione non appare complicata, ma per la circolazione del virus e per l’alta percentuale di tamponi positivi. Negli ultimi sette giorni sono stati segnalati altri 1.799 contagiati, con un incremento del 2 per cento; nello stesso periodo, in Italia l’aumento è stato dell’1,34 per cento, con 3.074 nuovi casi. Raccontata in un altro modo: negli ultimi sette giorni, in Lombardia, sono stati in media rilevati 257 nuovi casi giornalieri, il 58 per cento di tutti quelli trovati in Italia. Al di là del responso sull’Rt (l’indice di trasmissione del virus) che, da quanto abbiamo appreso nelle ultime due settimane, penalizza soprattutto le regioni con pochi pazienti, la Lombardia nella valutazione può pagare il fatto che il numero dei nuovi infetti non accenna a diminuire in modo deciso. Nei sette giorni precedenti, i nuovi casi in media quotidiani erano stati pochi di più: 281. In altri termini: non c’è una sostanziale flessione dell’incremento degli ammalati.



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Milano lunedì 18 maggio potranno riaprire bar, ristoranti, parrucchieri e negozi. Lo ha reso noto il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, nella serata di venerdì 15 maggio: " Il premier Conte ha recepito le linee guida delle Regioni. Un passo avanti decisivo e importante per arrivare finalmente lunedì alla riapertura di una serie di attività produttive".

Per il momento non sono state comunicate le linee guida che garantiranno la riapertura. I provvedimenti, ha fatto sapere Fontana, arriveranno a breve: sabato "adotteremo provvedimenti che - ha aggiunto Fontana - garantiranno la 'ripartenza' in sicurezza di ristoranti, bar, parrucchieri e altre attività in Lombardia e nel resto d'Italia. Tutti lo dovranno fare utilizzando il buon senso e rispettando le regole per garantire la salute pubblica".

 

 



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MILANO 24 APRILE 2020 CORSERA.IT

Niente da fare neanche oggi, la speranza che finalmente il coronavirus avrebbe mollato la presa, è svanita anche oggi. Troppi contagi e troppi morti, ancora 166. La metropoli lombarda dovrebbe adottare misure ancora più estreme della quarantena come il coprifuoco dalle ore pomeridiane fino all'alba. Si dovrebbe scendere a 2 o 3 ore al massimo per uscire di casa, soltatno per necessità urgenti. Se i milanesi riuscissero a fare questo ulteriore sforzo potrebbero pensare alla fase due del rientro, con una maggiore tranquillità. Stando così le cose, con la ripaertura della Fase 2 , Milano rischia di trasformarsi in un ospedale da cmapo con migliaia di persone in terapia intensiva, chiese e cimiteri pieni di morti. Il sindaco Sala e il presidente della regoine Lombardia devono pensare a qualcosa di altro per arginare la diffusione del covid-19. Ma devono fare presto per il bene della Lombardia e dell'Italia intera.

 

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Milano 23 aprile 2020 CorSera.it 

Si registrano altri 1.073 casi dicoronavirus nella Regione Lombardia. Il totale sale quindi a 70.165. I morti sono invece 200, per un bilancio delle vittime che sale a 12.940. I dati positivi del nuovobollettino fornito in conferenza stampa riguardano i ricoveri in ospedale. Ci sono -27 persone in terapia intensiva, dove ci sono 790 malati. Invece ci sono -500 ricoverati negli altri reparti Covid. Cresce anche il numero dei dimessi: sono 1.400 nelle ultime 24 ore. «Sono dati positivi, ma serve massima cautela perché la battaglia non è ancora finita. Non possiamo avere atteggiamenti leggeri o troppo ottimistici», ha dichiarato l’assessore Pietro Foroni in conferenza stampa.



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MILANO 20 APRILE 2020 CORSERA.IT 

Milano l'emergenza da Covid-19 ha allentato la presa sulla terapia intensiva, ma i contagi continuano a moltiplicarsi e le morti a falcidiare la popolazione. La Lombardia da locomotiva del sistema Italia,  è diventata la palla al piede del paese.Immaginare di riaprire prima che la situazione non si sia normalizzata è impossibile. Per quanti sforzi si possano fare, la sola via di uscita è mantenere la calma, prendersela comoda, immaginare che siamo in vacanza prima del tempo e sperare che n el giro dei prossimi dieci giorni, la morsa del covid-19 ci farà respirare. Predisporre l'apertura per l'Italia con un cordone sanitario in Lombardia, potrebbe costituire una soluzione, ma tenere a bada 10 milioni di persone sarà difficile. Se si apre si rischia, se non si apre si perdono punti in economia e si rischia la rivoluzione sociale. Il paese è al limite della sopportazione.

in aggiornamento 

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Milano 15 aprile 2020 CorSera.it

A Milano il 13 aprile 2020 sono 1.012 i nuovi positivi in 24 ore, erano stati 1.262 il giorno prima, e così il totale di quanti sono ufficialmente contagiati (perché sottoposti a tampone) arriva a 61.326, ma con soli 3.778 processati in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva arrivano a 1.122, 21 in meno rispetto al giorno prima (quando il calo era di 33 persone uscite da quel reparto), i ricoverati in totale sono 12.077, più 49, e i dimessi 743. Il numero dei decessi resta sostanzialmente stabile: 241 in 24 ore, il giorno prima erano stati 280, il numero totale arriva a 11.142 persone morte per coronavirus.



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MILANO 14 APRILE 2020 CORSERA.IT

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 Aumentano ancora i morti da coronavirus in Lombardia, pur fermandosi ai numeri ufficiali di malati sottoposti a tampone: nelle ultime 24 ore sono stati 280, raggiungendo il totale di 10.901. Nelle precedenti 24 ore erano stati 110. "Dati non così soddisfacenti", dice l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera nella consueta conferenza stampa. Che, per quanto riguarda i dati - ancora in crescita - a Milano, dice una frase che getta la palla in un altro campo: "A Milano c'è ancora tanta gente in giro, come sapete i controlli spettano alle forze dell'ordine e alla polizia locale".



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MILANO 12 APRILE 2020 CORSERA.IT 

Milano a Pasquetta potrebbe piovere, rischio droplet assassino. Come abbiamo ormai imparato a capire, il droplet all'aria aperta, è un'arma letale così come negli ambienti chiusi. Il coronavirus sa volare, si coagula con il particolato dello smog, ma sopratutto nel vapore acqueo, con cui si mischia e viaggia con effetto spry, airborne, per usare un termine tecnico. La sola cosa da fare a Milano e in Lombardia è stare chiusi in casa fino a quando i contagi scenderanno sotto 50 al giorno. E anche ad allora persisterà il pericolo. Il numero dei contagi non ha alcun significato, se non sappiamo quanti altri sono stati infettati. Il Coronavirus potrebbe continuare a diffondersi e prendere un'altra volta il sopravvento. Prendete un buon libro, leggete, rilassatevi, fate yoga. Non c'e' altro da fare. 



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MILANO 12 APRILE 2020 CORSERA.IT 

Milano non è Wuhan, la gente gira per la città, i contagiati aumentano i morti anche. Se la città non si ferma, come accaduto a Wuhan, Milano rischia di essere travolta da una tempesta, figlia della prima ondata. Una tempesta infettiva che questa volta potrebbe scendere per lo stivale, innervarsi tra le popolazioni anche rurali e continuare nel suo percorso di morte. I milanesi devono sigillarsi in casa, il Sindaco deve assumere provvedimenti senza precedenti, così come il presidente di Regione Fontana. Qui non si scherza. L'Italia dove può deve acnhe riaprire, come nelle intenzioni del governatore del veneto Zaia. Forse ci sono speranze per Roma e il Lazio, la Calabria, la Sicilia. Milano deve tenere il più a lungo possibile, e non per poche settimane, fino a quando i contagiati saranno in prossimità dello zero. Se l'epidemia riprenderà con più forza, come sembra, gran parte dell'italia non potrà resistere al chiuso e la gente tornerà a lavorare in massa, e allora il quadro si potrebbe complicare. L'Italia è nelle mani dei milanesi. State in casa non rischiamo di passare agosto in quarantena. 

 

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MILANO 12 APRILE 2020 CORSERA.IT di Angela Palombelli

CorSera.it Copyright Quel brindisi fatale che ha fatto credere alla città della madonnina che tutto ancora poteva andare. Quello di Nicola Zingaretti sarà ricordato negli annali della politica, come uno dei gesti più irresposabili della vita pubblica italiana. Un brindisi che ha consentito al coronavirus di continuare a diffondersi per Milano a grandissima velocità, giorni, ore vitali , dove al contrario, l'azione di politici intelligenti e astuti, avrebbe dovuto incidire mettendo in campo misure preventive adeguate anche l' immediato di lock-down. Il giorno in cui Nicola Zingaretti si recava ai navigli, noi del CorSera.it già avevamo scritto che si trattava di una guerra, che gli italiani, infermieri e medici erano in trincea.Siamo stati i primi a scrivere che si trattava di eroi, scesi sul capo senza protezioni individuali adeguate.



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MILANO 10 APRILE 2020 CORSERA.IT

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I dati di ieri sono stati ancora una volta preoccupanti. Non si ferma la diffusione del covid-19 e non si ferma la conta dei morti, sempre troppi. La città è in sofferenza, la gente cade, colpita nei suoi mali, e poi giace senza più ossigeno. I milanesi pare non intendano rispettare il lock-down, oltre il 30% delle persone ancora gira per strada. Se non si riuscirà a fermare la pandemia n el giro della prossima settimana, la situazione per tutta l'Italia potrebbe diventare insostenibile. Il rischio è il default del paese, una crisi di cui nessuno conosce gli esiti. I dispositivi di protezione individuale non sono ancora disponibili per tutti e la sola condizione per cercare di arginare l'infezione è quella dell'isolamento. Ogni giorno diventa difficile, ogni giorno la depressione aumenta, ogni giorno si litiga in casa, ogni giorno si cerca di evadere. Il peso della carcerazione temporanea si fa sentire,un fardello che ci pone difronte a tanti interrogativi. Altri 15/20 giorni di isolamento sono ancora tanti, forse troppi, ma non c'è altro da fare, i controlli devono intensificarsi. 

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MILANO 1 APRILE 2020 CORSERA.IT 

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SIAMO IN GUERRA, ALTRO CHE GUERRA, QUESTA E' UNA STRAGE. OGNI GIORNO OLTRE 700 MORTI. PARLIAMO DI 20 MILA MORTI OGNI MESE. UN OLOCAUSTO. 

LOMBARDIA ORMAI SONO MIGLIAIA I MORTI, DECINE DI MIGLIAIA, UNA STRAGE CHE I GOVERNATORE GALLERA NON PUO' ARRESTARE CON CHIACCHIERE VANE NEL CORSO DI QUELLE CHE ORMAI HANO ASSUNTO L'ARIA DI CONFERENZE STAMPA STUCCHEVOLI, PROPAGANDISTICHE.  LE PERSONE CONTINUANO A CADERE COME MOSCHE. LA SITUAZIONE E' DEL TUTTO FUORI CONTROLLO. NELLA GIORNATA DI IERI SI ERA MINUZIOASAMENTE INDICATO IL PLATEAU, IL PICCO RAGGIUNTO. TUTTE BUGIE, FALSITA'. LA PANDEMIA IN LOMBARDIA E' TANTO PIU' GRAVE DI QUANTO POSSIAMO  IMMAGINARE. INTERE CITTA' SONO ORMAI CONTAMINATE. PENSIAMO A BRESCIA, A BERGAMO, A CREMA, CREMONA, PIACENZA. NON C'E' PIU' DA ASPETTARE. LA PROTEZIONE CIVILE DEVE IMPIEGARE I CANADAIR PER BOMBARDARE LE CITTA' CON ALCOL E CLORO. A MALE ESTREMO, ESTREME MISURE.



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MILANO 26 MARZO 2020 CORSERA.IT  Alan Parker dal nostro corrispondente dal fronte di guerra 

(Nella fotografia la figlia di una delle tante vittime abbandonate a se stesse dal nostro sistema sanitario. Località Bergamo.)

Bergamo e Brescia sono due città trasformatesi in lager dove si sta compiendo una strage di residenti. Evacuare con l'Esercito i residenti senza ulteriore indugio.

Mi scrive Rosa Magrini da Brescia, anche lei con Covid-19, la sua amica Valeria Circo di 41 anni, lavorava alla BNP PARIBAS, è morta. 

Scrive Rosa : " Mi dicono che non c'e' ossigeno nel senso che il virus "divora l'ossigeno" , per ogni paziente ce ne vuole tantissimo "

Un giorno scopriremo che questo coronavirus è un derivato di un'arma batteriologica, costruita in laboratorio, sfuggita agli accordi del (Protocol for the Prohibition of the Use in War of Asphyxiating, Poisonous or other Gasesand of Bacteriological Methods of Warfare o, più comunemente, Protocollo di Ginevra)ma adesso non c'è tempo per troppe congetture, ma se la situazione è quella di Bergamo e Brescia, si deve consentire ai residenti di abbanodnare le città il prima possibile scortati da soldati per raggiungere le secondo case o le terze possibilmente in riva al mare, dove l'azione dello iodio potrà lenire l'aggravarsi della patologia da Covid-19. Non c'e' più tempo che le autorità lo capiscano. Ieri sera nel corso di Piazza Pulita, Corrado Formigli, ha intervistato una ragazza che piangeva il padre morto attaccato dal Covid-19 senza che nessuno lo abbia assistito. L'ossigeno è arrivato quando era già morto. 

Lombardia emergenza Covid-19.La strage continua nelle città focolaio dell'infettate dal coronavirus. Il contagio non accenna a diminuire, in Lombardia si vive l'incubo delle stragi da armi chimiche della prima guerra mondiale. Un errore impedire ai residenti di Milano, Bergamo, Brescia, Piacenza, Crema , di raggiungere le secondo case. L'aria di Bergamo è avvelenata, il Covid-19 si trasmette per via aerobica, per evaporazione , la misura convenzionale della distanza di un solo metro tra le persone è l'altro errore della gestione della pandemia. La diffusione della pandemia nel centro sud Italia non è quasi avvenuta per via diretta, se non per tramissione dei pazienti che provenivano dal Nord. Il covid-19 non riesce a diffondersi se evapora nell'aria e si disperde. Milano ,Bergamo,Brescia,Piacenza , Cremona, sono città inquinate, avvelenate anche per effetto dell'inersione termica verificatesi quest'anno con il bel tempo. Il coronavirus si sta continuando a propagare, è necessario consentire ai residenti di queste città di andarsene contingentati per ordine alfabetico e obbligarli alla quarantena nelle loro seconde case. Le città più colpite devono svuotarsi appena possibile o sarà una strage. A Bergamo dalle testimonianza emerse, si è capito che la struttura sanitaria non è in grado di raggiungere i pazienti che muoiono per mancanza di ossigeno. Forse chi ha lasciato Milano ha sicuramente portato il coronavirus al sud, ma si è probabilmente salvato la pelle. Siamo difronte ad un olocausto, l'aria è irrespirabile, il contagio continua, che cosa aaspettano le autorità ad evacuare le città più infettatte?

 

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Brescia 23 marzo 2020 CorSera.it

I dati di oggi in Lombardia sembrano offrire una debole speranza di contrazione del contagio. Ma ciò che preoccupa sono i pazienti positivi i cosiddetti asintomatici, che sono responsanbili del 79% della trasmissione del Covid-19. Un focolaio potenzialmente devastante, che qualora scoppiasse in altri cluster all'interno della città di Milano potrebbe non essere più contenibile con i mezzi oggi a disposizione. Sebbene i dati della Lombardia nel suo insieme fanno ben sperare, quelli di Brescia, appaiono ancora in crescita, la preoccupazione è rivolta ai migliaia di cittadini a casa malati con la febbre, tosse, insomma tutti i sintomi della malattia infettiva. Non c'e' dunque da abbassare la guardia e ci sarà da stare attenti ancora per settimane. C'e' chi parla di fine maggio per vedere riassorbita in Italia la propagazione del coronavirus il micidiale Covid- 19.



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MILANO 24 MARZO 2020 CORSERA.IT ( MILANO REDAZIONE MOBILE 335291766 )

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Il Covid-19 si contrasta anche con l'uso delle mascherine, dipositivi di protezione individuale. Soltanto una propaganda governativa irresponsabile non ha fatto correre questo messaggio elementare, semplice, logico. 

Lo sciagurato brindisi di Nicola Zingaretti, quando la demenza non è giustificabile. Nicola Zingaretti deve dimettersi e sparire dalla politica italiana. Roberto Speranza deve dimettersi. Non possiamo vincere la guerra se a capo del ministero della Salute c'e' un incompetente.La gente sta crepando e non c'e' nulla da festeggiare sui balconi, meno che mai cantare o Bella Ciao . La vita è una cosa seria. I politici capaci devono prevedere ed organizzarsi per le emergenze. 



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