Venerdi' 25 Settembre 2020
HOTLINE: +39 335 291 766
  • Home
  • Politica
  • INCHIESTA DI BARI .SQUILLO E POLITICANTI ALLA CORTE DI RE SILVIO BERLUSCONI,SANTITA' ED EMITTENZA....

INCHIESTA DI BARI .SQUILLO E POLITICANTI ALLA CORTE DI RE SILVIO BERLUSCONI,SANTITA' ED EMITTENZA.

Roma 19 Giugno 2009(Corsera.it)

Sono ormai chiari ed evidenti i contorni del complotto contro il Presidente del Consiglio Silivo Berlusconi,spazzatura da fumetto erotico inventato alla bella e buona da giornalisti impazziti e procure deviate.Il ritratto raccapricciante è comunque quello in salsa erotico trash,dove sesso,politica e affari cercano di tradursi nel vortice delle feste mondane organizzate da industriali e sfigati di qualsiasi giro e di qualsiasi latitudine.Difficile rimanerne fuori chiediamo noi al Presidente del Consiglio ? Noi diremmo che se si volesse evitare di essere strappato nella pelle dalle unghie dei giornali di tutto ....

....il mondo,basterebbe frequentasse sua moglie,i suoi figli e i suoi nipoti.Ci regalerebbero un quadro di un Nonno tranquillo che ha raggiunto il suo equilibrio sessuale,la sua sicurezza interiore.Guardare al contrario l'andirivieni di mignotte dell'est nei parchi delle sue ville e addirittura nei saloni della sua residenza privata di Roma a Palazzo Grazioli,questo desta perplessità sui confini del suo IO e sopratutto sulla forza interna dell'Ego.Solitamente gli uomini che si comportano così denotano  insicurezza,del proprio fascino e della dimensione del loro pene .Silvio Berlusconi ha il cazzetto?

FONTE IL Corriere della Sera .BRUXELLES - «Solo domande su questioni internazionali... non sulle comiche». Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa finale del Consiglio europeo, esordisce affermando di non voler parlare dell'inchiesta di Bari. Il premier si limita a dire: «Per me è tutto chiarissimo, per me è tutta spazzatura. E io di spazzatura me ne intendo, perché a Napoli l'ho fatta fuori, farò fuori anche questa». «Quando leggo sui giornali di complotti dentro il Pdl - dichiara poi il presidente del Consiglio - sono storie di fantapolitica». Berlusconi fa anche riferimento ad alcune ricostruzioni sull'ipotesi di governi tecnici guidati da Tremonti e Draghi: «Lavoro bene con Tremonti, con cui c'è una assoluta amicizia, stima e fiducia. Ma lavoro bene anche con Mario Draghi, di cui apprezzo la capacità e la correttezza». A un cronista de L'Unità che gli chiede un commento su quello che la stampa internazionale sta riportando sulle vicende italiane, il premier replica: «Non le rispondo, la smetta, ho nei confronti del suo giornale una disistima totale, parliamo di cose serie e non di sciocchezze». E a proposito della telefonata con Ghedini catturata da SkyTg24, il premier attacca: «Vi dovreste vergognare, siete degli spioni... io non ci sto a una Italia di questo genere. Io ho detto una serie di frasi in questa telefonata a proposito di giornali che mi hanno attribuito cose che non ho mai detto. Io invece continuo a lavorare per il bene del Paese».

LA TELEFONATA - Il colloquio di Berlusconi con l'avvocato è stato ripreso dalle telecamere di Sky prima dell'inizio dei lavori del Consiglio europeo: «Qui ci sono cose che non ho mai detto - afferma al telefono il premier - io non ho mai parlato di complotto oscuro, non ho mai detto di temere di essere spiato e non ho mai detto che il mio avvocato è uscito pazzo... Questi sono dei disgraziati». «Ma dai Niccolò - dice ancora Berlusconi - ma ti sembra possibile che tu possa pensare una cosa del genere di me?». «A questo punto mi offendo io. Ora chiamo Bonaiuti - prosegue - e facciamo un comunicato».

LA NOTA - «Sui giornali - si legge nella nota diramata successivamente - si continuano a leggere frasi tra virgolette attribuite a Silvio Berlusconi che il presidente del Consiglio non ha mai detto e questo è "scandaloso"». La dichiarazione cita una serie di frasi riprese da articoli odierni del Corriere della sera, della Stampa, del Messaggero e di Repubblica: «Ecco un campionario di falsità dai giornali di oggi: 'Temo di essere spiato'; 'Sono stato spiato e pedinato'; 'Risponderò colpo su colpo'; 'Il mio avvocato è uscito pazzo'; 'Se vogliono la guerra l'avranno'; 'E' in atto un oscuro complotto'. Tutte queste frasi sono inventate di sana pianta. Ma per garantire la loro verosimiglianza, vengono riportate dai giornali tra virgolette e attribuite al presidente Berlusconi da ignoti interlocutori (mai nome e cognome, per carità!). Questo malvezzo è peggiorato negli ultimi tempi, eppure non abbiamo visto ancora un solo intervento degli Organi dei giornalisti».

LA BATTUTA - Ghedini conferma di essere lui la persona al telefono con Berlusconi, ma sdrammatizza: «Ma no, ma no, ci avevamo già scherzato in mattinata. Il fatto è che quando ho richiamato il presidente per notificargli che il Garante della Privacy ci ha dato ragione sull'inibizione all'uso delle foto a Villa Certosa - racconta divertito - ho esordito dicendo 'mi pare che le cose vadano bene, nonostante tu abbia un avvocato impazzito'».

L'AVVENIRE - Nel frattempo, c'è da segnalare la presa di posizione di Avvenire. In un editoriale, il giornale dei vescovi chiede al premier di fornire «il più presto possibile» un chiarimento sui tanti interrogativi, sulle voci sul suo conto che hanno portato anche a una inchiesta a Bari. «Il punto centrale è la necessità di arrivare il più presto possibile a un chiarimento sufficiente a sgombrare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo - sottolinea il giornale della Cei - dagli avversari politici, ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier». «È lecito domandarsi - si chiede l'Avvenire - se il presidente del Consiglio abbia finora scelto la linea di resistenza migliore e i difensori più appropriati al suo caso». Ma anche se «non fosse possibile eliminare ogni ombra, perché ad esempio su alcune questioni il bandolo della matassa è in mano alla magistratura, si pongano almeno i presupposti per evitare ulteriori stillicidi di chiacchere e di tempeste mediatiche». «Senza illudersi - conclude Avvenire - che l'efficienza dell'azione di governo possa far premio, sempre e comunque, sui comportamenti privati. Alla lunga, tutto finisce per avere un prezzo. E il pericolo, soprattutto in questo caso, è che a pagarlo non sia soltanto il singolo debitore di turno, ma l'interno Paese».

 

Dubbi dunque ci percuotono  su quello stato di salute mentale che la stessa moglie la signora Veronica Lario ha invocato in diverse sue dichiarazioni.

(Continua all'interno)


Comments (0)

DI' LA TUA SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

Per commentare gli articoli è necessario essere loggati a Corsera Space. Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, registrati qui.