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CORRIERE DELLA SERA :TEHERAN SCONTRI DAVANTI AL PARLAMENTO.E' UN INFERNO.BLOGGERS E TWITTER SCATENATI.

Teheran 24 Giugno 2009 (Corsera.it)

Teheran è l'Inferno,scrive un manifestante su Twitter.I manifestanti hanno cercato di guadagnare la zona davanti al Parlamento che oggi era riunito .

Fonte Corriere della Sera. Gli oppositori al regime (4mila secondo una fonte) si sono radunati in piazza Baharestan, vicino alla sede del Parlamento, e si sono scontrati con la polizia. La tv Al Arabiya riferisce che probabilmente ci sono dei feriti, mentre altre fonti citate dal quotidiano britannico Guardian parlano di una ragazza colpita con un'arma da fuoco. Secondo alcuni blogger ci sarebbero già tre o quattro morti, tra cui appunto la ragazza. Su Twitter si legge che le milizie Basiji stanno colpendo i manifestanti come mai era successo nelle precedenti proteste. «Teheran oggi è un inferno» scrive un utente.

REPRESSIONE SENZA PRECEDENTI - Sul sito della Cnn si riporta che «forze di sicurezza colpiscono con bastoni e con armi da fuoco i dimostranti che hanno provato a radunarsi in una piazza di Teheran per continuare le proteste». La Cnn cita un testimone secondo il quale le forze di sicurezza picchiano la gente «come animali». Secondo la tv americana almeno altre due fonti parlando di «selvaggia violenza» da parte delle forze dell'ordine contro i dimostranti. «Ci stavano aspettando - ha detto un testimone citato dalla Cnn - Avevano armi e le tenute antisommossa. È stato come cadere in una trappola per topi. Ho visto molta gente con braccia, gambe e teste rotte. Sangue dappertutto e gas lacrimogeni come in guerra». Secondo la fonte «500 vandali» armati di bastoni sono saltati fuori da una moschea ed hanno attaccato la gente nella piazza.

PIAZZA NEL SANGUE - Secondo diverse testimonianze apparse sui social network, la piazza è piena di sangue e la polizia ha effettuato altri numerosi arresti. Poco prima era stata annunciata la chiusura della stazione del metrò vicino al Parlamento, proprio per evitare che i manifestanti raggiungessero piazza Baharestan. Per giovedì l'opposizione ha proclamato una manifestazione in memoria delle vittime ma il ministero dell'Interno ha nuovamente negato l'autorizzazione per raduni in segno di lutto, come aveva fatto dopo la morte di Neda Soltani. L'ayatollah Ali Khamenei ha detto che tutti «devono rispettare la legge» e che «né le istituzioni né il Paese cederanno dinanzi alle pressioni, per nessun motivo».

FRATTINI - Quelle che giungono da Teheran, riguardo a spari sui manifestanti, «sono notizie orribili che noi condanniamo perchè screditano le autorità iraniane e rendono l'Iran davvero un problema per la comunità internazionale» ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, oggi a Stoccolma, commentando quanto sta accadendo in queste ore in Iran.

«NON SAREMO AL G8» - Le parole di Frattini arrivano al termine di una giornata in cui si è intensificato il braccio di ferro diplomatico tra la comunità internazionale e l'Iran che ha fatto sapere che non parteciperà al G8 di Trieste. Dopo l'ultimatum di Frattini, che aveva chiesto una risposta entro lunedì (senza ottenerla), da Teheran arriva la conferma del ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki: «Non prevedo di andare in Italia». L'invito per la conferenza di giovedì sull'Afghanistan era partito mesi fa, ma Teheran non ha mai dato una risposta. Frattini ha dichiarato che, vista l'incertezza sull'esito del voto e la violenta repressione delle manifestazioni, «a Trieste non si sarebbe potuto fare finta di niente». Ma il ministro degli Esteri ha espresso dispiacere per l'assenza del Paese: «L'Iran non si isoli dalla comunità internazionale e confermi in qualche modo di voler essere un attore costruttivo, almeno per quanto riguarda la stabilizzazione della regione tra Pakistan e Afghanistan - ha detto Frattini -. Ha perso l'occasione di dare un proprio contributo positivo». L’Italia continuerà comunque a sostenere la politica del presidente americano Barack Obama, «della mano tesa, ma nel quadro di un impegno serio dell'Iran per fermare il programma nucleare».

 
 
«CONDANNARE VIOLAZIONI DIRITTI» - I diplomatici occidentali considerano il meeting del 25-27 giugno una rara occasione per le nazioni del gruppo degli Otto di sedersi attorno a un tavolo con le potenze della regione, come l'Iran, per discutere di obiettivi comuni sull'Afghanistan e il Pakistan. Il ministro Frattini ha detto che l'Italia chiederà agli altri Paesi del G8 di condannare le violazioni dei diritti fondamentali in Iran, dove alla repressione dei manifestanti contro il risultato delle elezioni si è aggiunta l'espulsione di massa di giornalisti. E lo scontro tra Teheran e Londra si acuisce ulteriormente: il ministro Mottaki ha detto che il governo «sta studiando» la possibilità di ridurre il livello delle relazioni diplomatiche con la Gran Bretagna. Martedì due diplomatici inglesi sono stati espulsi dall'Iran e la Gran Bretagna ha risposto con un identico provvedimento. Mottaki ha accusato Londra di avere ordito un complotto contro le elezioni presidenziali del 12 giugno e di avere avuto un ruolo nelle proteste e nei disordini che ne sono seguiti. Accuse respinte dal premier Gordon Brown, che le ha definite «completamente prive di fondamento». L'Iran ha inoltre accusato gli Stati Uniti e in particolare la Cia di dare soldi a chi protesta.

 


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