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IRAN IMPICCATI GLI OPPOSITORI.DENUNCIA DI MIR HOSSEIN MOUSSAVI AL MONDO.

Roma 1 Lugflio 2009(Corsera.it)

Iran il Regime degli Ayatollah getta la maschera,il leader Moussavi denuncia che gli oppositori sarebbero stati impiccati e le rappresaglie continuano senza sosta.La democrazia in Iran non esiste,il paese gettato nello scompiglio,quella che apparentemente sembrava come una rivoluzione sessantottina dei giovani oppositori si sta trasformando in una guerra civile.

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Il nuovo governo iraniano è "illegittimo". Lo ha denunciato il sito web del leader dell'opposizione Mir Hossein Moussavi. L'esponente conservatore moderato ha respinto ogni compromesso sui diritti del popolo e ha chiesto alle autorità di liberare tutti "i figli della rivoluzione e di rimuovere le limitazioni sui siti web e sui giornali moderati Moussavi, due giorni dopo che il Consiglio dei Guardiani ha definitivamente sancito la regolarità della riconferma di Ahmadinejad, torna ad invocare la resistenza contro il "governo illegittimo": "E' nostra storica responsabilità continuare la nostra protesta e non abbandonate i nostri sforzi per difendere i diritti della nazione". Moussavi ha anche annunciato che si unirà all'associazione di figure chiave dell'opposizione che difenderanno i diritti del popolo "ignorando il risultato del voto" delle presidenziali".

"IMPICCATI SEI OPPOSITORI". Sei persone che avevano dimostrato contro il regime di Mahmoud Ahmadinejad sarebbero state impiccate in Iran. Lo riferisce il Jerusalem Post, riportando una conversazione telefonica con una fonte a Teheran. Le impiccagioni sarebbero avvenute a Mashhad. Non v'è una conferma indipendente di quanto affermato dalle fonti, ma queste stesse citano un sermone dell'ayatollah Hadi Gafouri in cui quest'ultimo, pur scagliandosi contro il regime, esortava i dimostranti alla cautela perché rischiano la vita.

Nel mondo religioso iraniano vi sono altre voci critiche nei confronti del duo Ali Khamenei (la Guida Suprema)-Ahmadinejad, come quella dell'ayatollah Jalaleddin Taheri-Esfahani. In un sermone a Isfahan il religioso ha detto, riferendosi a Moussavi: "Vi sembra giusto che un seyyed (ovvero un discendente diretto della famiglia di Maometto, cio' che Moussavi dice di essere ndr.), che è rimasto accanto a Khomeini fino agli ultimi istanti della sua vita, sia considerato un rivoltoso che va punito?".

La repressione del regime sembra aver raggiunto il suo obiettivo. Il flusso di Twitter e' molto lento, nelle strade scende meno gente e le milizie basiji sembrano essere ormai i padroni del giorno e della notte, quando le finestre di chi urla "Allahu Akbar" vengono rotte e il manifestante picchiato. Oltre che a loro, la politica del pugno di ferro è affidata alle 'Sorelle di Zeynab", ronde armate femminili la cui attitudine violenta era stata denunciata da una figlia dell'ayatollah Hashemi Rafsanjani: "Mia nipote ha visto una di queste Sorelle di Zeynab che picchiava senza pieta' una donna anziana. Quando ha cercato di intervenire, dicendole 'Cosa fai, potrebbe essere tua nonna!', quella e' andata a cercare un basiji per avere appoggio".

SCHIAFFO A UE: "NON HA REQUISITI PER DIALOGO SU NUCLEARE". Schiaffo dell'Iran all'Unione europea. L'Ue, ha detto il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, non ha i titoli per dialogare sul programma nucleare iraniano dopo che i Paesi membri hanno "interferito" con le vicende interne dell'Iran. "A causa delle interferenze di questo gruppo (l'Ue, ndr.) nei disordini post-elezione, essi hanno perso i requisiti per mantenere colloqui sul nucleare con l'Iran" ha detto Hassan Firouzabadi all'agenzia di stampa Fars.

AHAMDINEJAD RINUNCIA AD ANDARE A VERTICE UA IN LIBIA Mahmoud Ahmadinejad ha rinunciato a partecipare al vertice dell'Unione africana a Sirte, il Libia. Lo ha reso noto la presidenza iraniana. Proprio ieri Silvio Berlusconi, invitato dal presidente di turno dell'Ua Muhammar Gheddafi in qualita' di presidente del G8, aveva fatto sapere alla Libia di non poter partire per via del disastro di Viareggio. La partecipazione del presidente iraniano al 13mo vertice dell'Unione africana era data per certa fino a ieri, quando il Consiglio dei guardiani ha ratificato la sua elezione per un secondo mandato.

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