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ITALIA IRAN VIA TEHERAN .LA MISTERIOSA STORIA DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI.

Roma 15 Luglio 2009 (Corsera.it) di Renato Corsini
La spy-story della "Fondazione Italiani nel Mondo" Il Copasir apra un'indagine per accertarne la vera attività. Le rivelazioni della Dama in nero Anna Maria Fontana.
 
Di misterioso di questa Fondazione c'è ormai poco da svelare. Nel precedente articolo pubblicato da Corsera Magazine il 25 giugno 2009, ho scritto che la Fondazione è nata come copertura di attività di intelligence non ignorata da Gianni Letta, che ha la delega sui servizi segreti AISE e AISI, in cui operano il senatore Sergio De Gregorio, il colonnello Giuseppe Ioppolo ex agente SISMI, e il generale Pollari ex capo del SISMI, oltre ad altri personaggi di cui ignoriamo il ruolo e la qualiifica in seno alle istituzioni dello Stato. Letta, De Gregorio, Pollari, Ioppolo.....(segui all'interno)
... Il Copasir dovrebbe fare luce sulla nascita della Fondazione annunciata con un manifesto dove compaiono oltre a De Gregorio i senatori Di Girolamo, Giordano, Caselli e il deputato Berardi, parlamentari del PDL eletti all'estero. Un manifesto che il Garante della concorrenza del mercato Antonio Catricalà ha definito "una forma di comunicazione politica" che ha ben poco a che fare con l'istituto giuridico delle fondazioni. Già la definizione del Garante pone il quesito sulla attendibilità della legittimazione e quindi del riconoscimento della "Fondazione Italiani nel Mondo". Materia d'indagine per la Procura della Repubblica di Roma. I dubbi affiorano osservando che la nascita della Fondazione ha colto di sorpresa lo stesso deputato Mirko Tremaglia, segretario generale del Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo (CTIM) e Tomaso Veneroso, presidente delle Confederazioni degli Imprenditori Italiani nel Mondo - USA (CIIM.US).
 
Ho intervistato la Dama in nero Anna Maria Fontana per capire quale sia stato il percorso di De Gregorio nel SISMI e la genesi della Fondazione la cui data di nascita è il 24 febbraio 2009. E' un personaggio da spy-story questa giovane signora napoletana vissuta a Teheran per diciassette anni. Sposata e con una numerosa prole. Dama in nero, perché nelle foto che mi ha mostrato accanto al presidente Ahmadinejad è sempre elegantemente vestita in nero. La sua casa a Napoli ed un'altra a Posillipo sono state visitate dagli agenti del SISMI, prima della sua riqualificazione, diverse volte. Alla ricerca di che cosa? Lei risponde: "Cose che custodisco e che non troveranno mai". E' in piena attività. A luglio è in Egitto e poi in agosto in Iran. Non è un agente segreto, non fa il doppio gioco. Ma in Iran è una persona che gode di reputazione e le sue credenziali sono di prima mano. Il Mossad ha un debito nei suoi confronti. Quando il presidente del Consiglio Prodi in persona spinge per cercare la mediazione del generale Jafari, capo dei pasdaran, per la liberazione di due soldati israeliani in mano agli hezbollah, trattenuti in ostaggio in Libano, il generale Pollari si rivolge alla Dama in nero. "Il mio ruolo nella missione Pollari è stato quello di aprire un contatto ad alto livello per poter negoziare la liberazione dei due soldati israeliani. E' evidente che se si sono rivolti a me significa che il SISMI non aveva questi contatti". Viene spontanea la domanda: "L'ambasciatore italiano a Teheran è stato tagliato fuori?" La risposta: "L'ambasciatore italiano non ha avuto alcun ruolo. Di fatto non fu messo al corrente della missione".
 
"Il Mossad era al corrente delle trattative?". Risposta. "Non sono a conoscenza se all'inizio delle trattative il Mossad sapesse, di certo dopo è stato informato". "E da chi?" Risposta. "Da me. Informai personalmente il Mossad per la restituzione delle due bare. Due vite erano state sacrificate per esigenze politiche che non conosco. Confesso di avere pianto quando ho visto la consegna delle due bare. Il Mossad mi fu riconoscente. Mi chiesero come potevano sdebitarsi. Risposi. "Nulla". "De Gregorio faceva parte della missione Pollari?". Sul punto la Dama in nero è reticente. Le ricordo che durante un nostro incontro a Roma mi aveva mostrato una foto con cinque personaggi l'uno accanto all'altro, il vice direttore dei servizi segreti iraniani, il senatore De Gregorio, il generale Pollari, il presidente Ahmadinejad e il colonnello Ioppolo. "In una prossima occasione le risponderò".
 
A Teheran, comunque, De Gregorio giunge nel settembre 2006 per lo stesso motivo della missione Pollari. Il contatto con il generale Jafari avviene tramite la Dama in nero. Si fa fotografare con Jafari (vedi articolo pubblicato su Corsera il 25 giugno 2009). Un viaggio di piacere? All'Hotel Esthegal fa shopping, un tappeto e un anello. La Dama in nero ride: "Pare che si sia dimenticato di pagare nella fretta di rientrare in Italia. E' scappato anche lui, come sono scappati Pollari e Ioppolo", chiosa la Dama in nero. Le trattative con gli hezbollah un fiasco clamoroso. Pollari, Ioppolo, De Gregorio, i nostri agenti che fanno fiasco e tacciono. Tace il governo. Un altro argomento d'indagine per il Copasir. "E' il Nunzio Apostolico Monsignor Angelo Mottola che ci è stato sempre vicino ed ha dato la sua disponibilità a partecipare anche in una eventuale fase operativa. Eravamo riuniti nella sede del comitato di sicurezza e al momento di salutarci, Mottola benedì i partecipanti. Fu un gesto di grande significato". "E sul terzo israeliano in ostaggio, il famoso Shalit, che cosa può dire?" Risposta. "Doveva essere oggetto di una trattativa successiva a quella finita in tragedia".
 
Il 22 luglio 2006 il generale Pollari giunge a Teheran. Dal Falcon del SISMI scendono oltre a Pollari, la sua segretaria, il colonnello Ioppolo e altri agenti. Chi è il colonnello Ioppolo? Alla Dama in nero Ioppolo è presentato come consulente della Commissione Difesa del Senato presieduta da De Gregorio. Le nascondono che sia un alto ufficiale dell'Esercito italiano, agente del SISMI e uomo di fiducia di Pollari. I nostri agenti e la Dama in nero sono ricevuti dal comitato di sicurezza iraniano. E' presente il generale Jafari. "Posso confermare che il comitato di sicurezza ha fatto il possibile per negoziare con gli hezbollah la liberazione degli ostaggi israeliani. Gli iraniani riportarono le richiese degli hezbollah a Pollari. Quella irrinunciabile era la liberazione di Samir Kuntar. Furono chiusi gli accordi che prevedevano le consegne bilaterali finite in tragedia". "Quale tragedia?". Risposta. "Il generale Jafari fu categorico. La trattativa non si faceva se i ragazzi fossero già morti. E ripeto fu categorico. Curiosamente il generale definì la trattativa un'operazione cash". I soldati israeliani erano gà morti al momento delle trattative?. Pollari e Ioppolo rientrano in Italia. Per la Dama in nero "sono scappati". E poi aggiunge "Non mi stupisco che su quella missione il governo italiano abbia taciuto. A mio avviso non faceva comodo a livello internazionale dimostrare la disponibilità degli iraniani".
 
"Perché le hanno nascosto la vera qualifica di Ioppolo?". Risposta. "Ho saputo in seguito che era un colonnello dell'Esercito. De Gregorio mi disse che lo aveva inserito nello staff della Commissione Difesa del Senato perché doveva essere protetto. Intendeva che si doveva coprire la sua attività di agente del Sismi. Poi ho appreso che è nel board della Fondazione Italiani nel Mondo".
 
Il tempo per l'intervista è scaduto. Ci incontreremo di nuovo non appena la Dama in nero rientrerà da Teheran. L'ultimissima domanda: "Collaborerà ancora con i nostri servizi segreti rinnovati?". Risposta. "Mai più".
 
Renato Corsini

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