CONDANNA DAVID MILLS,QUALORA CONDANNATO IL PREMIER SILVIO BERLUSCONI NON INTENDEN DIMETTERSI

Roma 31 Ottobre 2009(Corsera.it)di Matteo Corsini

Cupa dimostrazione di ignoranza quella di Silvio Berlusconi che dimentica di essere un pubblico ufficiale,dimentica le norme previste nell'art. 242 c.p. e 313 c.p sui delitti contro la personalità dello Stato. Il principio previsto dall'art. 97 della costituzione comma primo,lede il bene giuridico protetto,travalica il dovere di fedeltà e probità imposti anche dal testo unico sulla legge degli impiegati dello Stato.Il principio stesso della funzione della pubblica amministrazione quando si parla di imparzialità e buon funzionamento nella pubblica amministrazione. Ma ha parlato ocn Miccolò Ghedini prima di uscirsene con quste stronzate?

Silvio Berlusconi non vuole arrendersi e dichiara che qualora condannato non si dimetterà dal suo incarico.Figuriamoci un Presidente del Consiglio condannato per corruzione che rimane in carica scatenerebbe la guerra civile,in un paese in cui la malavita ,camorra o Mafia,come volete chiamarla si permette di colpire a freddo un uomo davanti alle telecamere,sarebbe il definitivo viatico.Un paese condannato alla delinquenza e dunque all'anarchia,in cui non esisterebbero più regole di diritto,ma soltanto quella legge deL più forte e allora gruppi estremistici potrebbero prendere il sopravvento in Italia.

ROMA - «Ho ancora fiducia nell'esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto». Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, in una dichiarazione contenuta in Donne di cuori, il libro di Bruno Vespa di prossima uscita e di cui è stata diffusa un'anticipazione, in riferimento ad alcuni processi in corso a suo carico.

 

«MILLS, CI PENSERA' LA CASSAZIONE» - «È una sentenza che certo sarà annullata dalla Corte di Cassazione» dice ancora Berlusconi rispondento a Vespa che gli ricorda che l'avvocato Mills è stato condannato anche in appello. E quanto alla campagna internazionale che si è scatenata su di lui, il leader del Pdl se la prende con Repubblica e L'Espresso, da cui secondo Berlusconi sarebbe partito tutto. «E su sollecitazioni di questo gruppo - sottolinea il premier - si è estesa ai giornali e ai giornalisti "amici". Per gettare fango su di me ha finito col gettare fango sul nostro Paese e sulla nostra democrazia».

«ANCHE OBAMA NEL MIRINO DEI MEDIA» - Berlusconi ricorda poi che «da mesi negli Usa è polemica ferocissima tra Fox News, una rete televisiva del gruppo Murdoch, e il presidente Obama. Non mi pare che ne derivi un problema grave per gli Stati Uniti». Quanto all'ipotesi che le posizioni critiche assunte dal Times, quotidiano britannico del gruppo Murdoch, nei confronti del premier italiano siano conseguenza degli scontri di natura commerciale tra Mediaset e Sky, «la coincidenza - evidenzia Berlusconi- fa riflettere, ma sono cose che io non farei mai, e quindi sono portato a credere che non le facciano neppure gli altri».

 


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