DUELLO VESPA SANTORO.I MOTIVI DEL GIORNALISMO ISTITUZIONALIZZATO.

Roma 19 Setembre 2009(Corsera.it)

La polemica tra i due conduttori RAI Bruno Vespa e Michele Santoro sulla istituzionalizzazione del mestiere del giornalista,ci riporta indietro nel tempo,ci apre la porta alle riflessioni su cosa sia il diritto e dunque il giornalismo.Ma un fatto è certo entrambi sono figli del giornalismo servile alla politica,allo schieramento ideologico.Ma forse Bruno Vespa a differenza di Santoro,riconosce anche le virtù degli oppositori .Celebri sono le sue dichiarazioni su Fausto Bertinotti.

Bruno Vespa ha sempre ammesso di non essere un giornalista,ma un lacchè dei suoi editori di riferimento."La Democrazia cristiana era il nostro editore di riferimento."

E dunque l'informazione doveva soggiacere ai poteri politici.Oggi ritornando sull'argomento ribadisce ancora una volta :"In Francia e in Spagna il servizio pubblico è di rigida osservanza filogovernativa",giustificando dunque la sua attività professionale.

Bruno Vespa dimentica la coscienza della professione,la notizia e la verità prima di ogni altra cosa.

La diatriba dunque ha una solla e semplice conclusione,i due conduttori sono conduttori Rai,conduttori del potere politico che idealmente rappresentano.La differenza stà nel fatto che Santoro parteggia sempre per una parte e Bruno Vespa a banderuola ,secondo come spira il vento.

Professionalmente,preferisco Bruno Vespa,che almeno lascia parlare,insomma un conduttore con un suo applomb mediatico,riverente,intelliggente,raffinato.Sono qualità oggi.Vespa non è un politico,e qualora diventasse anche più intransigente,sarebbe un giornalista perfetto.

MIchele Santoro è un anfitrione,un uomo del popolo che si incazza seguendo anche il suo stomaco e questo ne fà un giornalista di razza,esplosivo,tagliente,capace di azzerare la reputazione di un politico quando la notizia lo rende inevitabile.Ma è un partigiano,anche lui se fosse ambidestro,sarebbe perfetto e contribuirebbe a dare dignità al mestiere di giornalista.

Ma per fare questo la Rai non dovrebbe esistere.Non dovrebbero esistere i partiti politici,non dovrebbe esistere la predominanza dei gruppi industriali.

Eppure il mondo di internet offre possibilità meravigliose e fuori dal comune,offre ai giornalisti l'opporunità di fare i giornalisti.Magari meno ascoltati,meno celeb rati,ma sempre taglienti.

Noi del Corsera.it offriamo loro spazio illimitato .

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