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IRAN USA.SI TEMONO RAPPRESAGLIE.PREPARIAMOCI AD UNA NUOVA GUERRA ATOMICA.

New York 19 Ottobre 2009(Corsera.it)di Matteo Corsini

Succede di tutto in questo periodo,cadono le case in Abruzzo,scende il fango come lava intorno a Messina,saltano in aria i pasdaran iraniani,quelli che nella logica dovrebbero sostenere il terrorismo islamico.Sale la tensione a livello mondiale,perchè adesso l'Iran accusa gli Usa di essere la mente occulta degli attentati,lo stesso capo dei Pasdaran Mohammad Ali Jafari lo dichiara al mondo:" misure di rappresaglia dovranno essere prese."

Mi domando per quanti altri giorni staremo tranquilli,qui a guardare il lento incedere dei giorni,se possiamo sperare di avere un futuro tranquillo,oppure prepararci ad un altro conflitto internazionale,questa volta ...

....di dimensioni preoccupanti,perchè coinvolgerebbe gran parte dell'Islam e il mondo Occidentale.Questa volta la paura c'è davvero,che l'Iran possa colpire Israele e scatenare la reazione dell'esercito con la Stella di David,che sarebbe cruento al di là dell'inimmaginabile.Anzi diciamo he l'intera organizzazione militare israeliana è già pronta a inforcare armi e fucili per difendere il paese dagli attacchi terroristici dei paesi nemici.

Preoccupante in questa ottica,anche l'attentato dei fanatici a Milano contro la Caserma Cadorna,che diventa emblematico di questa tensione internazionale,che si muove sull'orlo di una crisi di rigetto per l'embargo internazionale contro l'Iran.Questa è una nuova allarmante guerra del petrolio,quella che le istituzioni,cosidette governative,combattono a nostra insaputa,mentre noi siamo indaffarati a inseguire le problematiche di tutti i giorni.E' la politica che ci passa sopra la testa,presente e dietro di noi,anche quando andiamo a prendere i bambini a scuola.

Come difendersi? La guerra colpirà le metropoli,bersagli facili e dunque si impone la frammentazione urbanistica delle società civili,un dissossamento delle strutture centrali per rifugiarsi tra le montagne,la natura,distendere l'animo fin dove dentro la caverna ce lo permetterà.

Torniamo allo stato di barbarie naturali,a quell'indimenticabile cornice dei nostri istinti,perchè il futuro di una guerra atomica è questa visione tribale della civiltà post conflitto nucleare.L'attentato ai pasdaran non fermerà mai la volontà degli iraniani di dotarsi di una bomba atomica,anzi ne alimenterà la visione militare.Quella prova di forza a cui andiamo incontro,impone purtroppo gli USA e ad Israele di intervenire energicamente senza altre riserve,perchè la perversa spirale dei fatti non promette niente di buono.

 

 

 

 

TEHERAN - Rappresaglie contro Stati Uniti e Israele. Le ha promesse il capo dei pasdaran, il generale Mohammad Ali Jafari, dopo l'attentato di domenica contro i vertici dei pasdaran in Belucistan, rivendicato dal gruppo ribelle sunnita Jundallah. Jafari ha accusato «i servizi segreti di Usa, Gran Bretagna e Pakistan» di avere sostenuto Jundallah (Soldati di Dio), ma in specifico per l'attentato l'accusa è rivolta a Stati Uniti e Israele. «Misure di rappresaglia dovranno quindi essere prese». Jafari ha detto che presto una delegazione iraniana si recherà in Pakistan per chiedere l'estradizione di Abdolmalek Righi, capo di Jundallah. Islamabad, Usa e Gran Bretagna hanno negato qualsiasi coinvolgimento nell'attentato. Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad al telefono con il suo collega pachistano Assef Ali Zardari gli ha detto che «è ingiustificabile la presenza di elementi terroristi in Pakistan». I due capi di Stato si sono detti favorevoli a mettere a punto un programma comune per combattere il terrorismo al confine fra i due Paesi.

 

PROGRAMMA ATOMICO - L'Iran ha inoltre annunciato che proseguirà ugualmente l'arricchimento dell'uranio anche se lo dovesse ricevere già arricchito dall'estero. Lo riferisce Ali Shirzadian, portavoce dell'organizzazione iraniana per l'energia atomica. Intanto sono ripresi lunedì a Vienna alla sede dell'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) i colloqui sul programma nucleare di Teheran. Le accuse lanciate domenica dall'Iran a Stati Uniti e Gran Bretagna di sostenere i ribelli sunniti di Jundallah hanno alzato la tensione. I negoziati dovrebbero portare a un accordo per far arricchire in un'altra nazione (probabilmente la Russia) l'uranio necessario al programma nucleare civile iraniano, ma la dichiarazione di Shirzadian rende difficile l'accordo. In precedenza le parole di Ahmadinejad lasciavano vedere una soluzione: «Non credo che vi saranno problemi ai prossimi negoziati. Se qualcuno vorrà crearli, non ci riuscirà, e se ci riuscirà ne subirà le conseguenze», ma l'attentato ha fatto irrigidire le posizioni.



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