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ISTAT CROLLA IL FATTURATO DELL'INDUSTRIA ITALIANA.

Roma 20 Ottobre 2009 (Corsera.it)

Venti di crisi in Italia,calo del fatturato dell'industria,giù ell'8.6% rispetto a Luglio,ma dato preoccupante il meno 27.5% rispetto allo stesso mese del 2008.La curva discendente della crisi si accentua ,malgrado la borsa continui la sua crescita,che appare dunque come un riallineamento ai valori precedenti allo scoppio della bolla finanziaria.

Altra fonte Il Corriere della Sera.MILANO - Gli ordinativi dell'industria italiana ad agosto sono calati dell'8,6% rispetto a luglio e del 27,5% rispetto allo stesso mese del 2008. Lo comunica l'Istat, precisando che il calo su base mensile è il più ampio da quando esistono serie storiche paragonabili, ovvero, da gennaio 2000.

GIU' IL FATTURATO - Ad agosto il fatturato dell'industria italiana è calato dell'1,4% rispetto al mese precedente e del 21,2% su base annua (indice corretto per le variazioni di calendario). Lo comunica ancora l'Istat, precisando che il calo su base mensile dipende da una diminuzione dell'1,1% del fatturato sul mercato interno e del -2% su quello estero.

 

GLI INDICI - Gli indici destagionalizzati del fatturato per raggruppamenti principali di industrie hanno segnato una variazione congiunturale positiva per l'energia (+4,4%) e variazioni negative per i beni intermedi (-2,6%), per i beni di consumo (-2,3%, con -6,6% per quelli durevoli e -1,6% per quelli non durevoli) e per i beni strumentali (-0,3%). L'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario in agosto è calato in termini tendenziali del 29,9% per l'energia, del 26,2% per i beni intermedi, del 23,6% per i beni strumentali e del 10% per i beni di consumo (-24,4% per quelli durevoli e -8,4% per quelli non durevoli). In agosto, nel confronto con lo stesso mese del 2008, l'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario, ha segnato le contrazioni più ampie nei settori della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-36,1%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-30%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-29,7%); le diminuzioni più contenute hanno riguardato la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-2,6%) e le industrie alimentari, bevande e tabacco (-5,5%).


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