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MATTEO CORSINI QUELLO CHE AVEVO PREVISTO.GLI SHOCK ASIMMETRICI DEI MERCATI FINANZIARI E IMMOBILIARI.

New York 20 Ottobre 2009(Corsera.it)di Matteo Corsini

Lo shock asimmetrico del cambio euro dollaro torna prepotentemente sulla scena finanziaria.Quanto da noi previsto alcuni anni orsono.Riportiamo in quell'articolo anche le previsioni dell'andamento del mercato immobiliare,con particolare attenzione al previsto crollo di quello degli Emirati Arabi Uniti.Era il 24.11.2007

Euro Dollaro a 1.50.Andremo dritti dritti al raddoppio del cambio, un euro contro due dollari.La crisi non demorde negli Usa e dopo due consecutive bolle sperculative,internet e mattoni,adesso l'America si ritrova a dover fare i ....

conti con l'economia reale,cosa che non è sufficiente a ricaricare il debito pubblico e dunque via con la svalutazione della moneta e quindi del debito pubblico ,che in quel rapporto monetario si rimborsa.Inflazione galoppante dunque nei prossimi 12 18 mesi.Ne vedremo delle belle inflazione a stelle a  strisce.Mercato immobiliare giù negli Usa e in rialzo in Italia,dove la costruzione di nuove case almeno nei centri storici è scongiurata.

continua all'interno

Mercato immobiliare dunque in discesa negli Usa e in rialzo

Il Sole-24 Ore

sezione: SYSTEM (CORSINI) data: 2007-11-24 -

Euro e dollaro: gli shock asimmetrici e il mercato immobiliare italiano

Matteo Corsini, Presidente di Corsini Real Estate Consulting, traccia gli scenari possibili del settore alla luce del rapporto fra le due valute

 

"Negli ultimi mesi abbiamo intravisto lo spettro del modello studiato da Diamond e Dybvig [la teoria che spiega la corsa agli sportelli bancari, n.d.r.]: la sua fase acuta è stata vissuta dagli Stati Uniti d'America dove il mercato immobiliare interno si ritrova schiacciato dallo shock dei mutui subprime e da un calo vertiginoso delle quotazioni del mattone".

Matteo Corsini, Presidente di Corsini Real Estate Consulting, commenta così l'attuale fase dei mercati finanziari e immobiliari. "L'Europa invece, specialmente l'Italia, si ritrova comodamente seduta sulla fortezza dell'euro forte, che ha salvato duecentomilioni di persone anche dalle tensioni derivanti dall'aumento del costo del petrolio". Secondo Corsini, "è la rappresentazione di uno shock asimmetrico violento, in cui due delicati meccanismi economici che solitamente convivono in equilibrio, oggi tentano di prevalere l'uno sull'altro.

Da una parte gli USA cercano un vantaggio astronomico nella bilancia dei pagamenti, dall'altra l'Europa cerca di arginare la debolezza del dollaro per salvaguardare la competitività delle proprie esportazioni." Continua Corsini: "Da alcuni mesi il Presidente Montezemolo lancia moniti alle autorità monetarie europee per convincerle a ridimensionare il differenziale euro-dollaro: la competitività delle aziende italiane rischia di precipitare. Fanno eccezione le aziende del lusso, ad esempio Bulgari, che continuano a macinare utili sui mercati di nicchia: uno scenario inverso rispetto alle curve di indifferenza, che illustrano l'ineluttabilità della diminuzione della domanda quando il valore del bene venduto aumenta. Ma per molte altre industrie italiane quanto previsto dal saggio marginale di sostituzione (gli sms economici) potrebbe invece incrinare le scelte dei consumatori a favore di prodotti simili e a minor costo." Sugli scenari possibili nell'immobiliare Corsini dice: "La cautela con cui la BCE si sta muovendo per sostenere il differenziale dell'euro verso il dollaro potrebbe nel breve termine avere conseguenze nel processo di formazione dei costi. Sebbene infatti in Italia il mercato immobiliare interno non abbia vacillato per la crisi dei subprime, i primi segnali di indebolimento cominciano a farsi notare, soprattutto nel residenziale, anche se nelle grandi città, soprattutto nella capitale, il terziario continua a mantenere le sue quote di rispetto e una tendenziale continuità tra domanda e offerta.

" Il problema, ribadisce Corsini, sta nel cambio euro-dollaro: "Se la corsa del dollaro perdura al ribasso i mercati immobiliari statunitensi, soprattutto nelle grandi città - New York Boston, Philadelphia e tutte quelle legate ai grandi circuiti universitari mondiali - potrebbero essere sommersi da un afflusso di capitali. Lo shock asimmetrico, dunque, qualora confermi la sua caparbietà direzionale, potrebbe costituire il trampolino di lancio per un riequilibrio delle risorse liquide generate dal brillante andamento del mercato immobiliare italiano degli ultimi cinque anni." Si chiede Corsini: "Perché i grandi 'giardinieri' della politica monetaria statunitense operano per far diminuire il valore del dollaro rispetto all'euro? Senz'altro per colmare il deficit commerciale, ma anche per riguadagnare l'interesse degli ingenti capitali generati dalla volatilità del real estate europeo.

Un mercato che ha trasformato aziende fino a ieri indebitate in corazzate capaci di acquistare centinaia di milioni di euro di immobili. Gli MSA, i mercati speculativi americani, che sono intuizioni di strategist molto astuti, solitamente preparano un parterre altamente speculativo, fatalmente attraente per molti investitori e talmente fulminante nella sua crescita che molti capitali, dopo una prima fase di enormi guadagni, rimangono quasi sempre impigliati in un vortice di ribassi, determinando un dissanguamento economico per gli investitori avventati, professionisti e non.

Pensiamo alla bolla internet, capace di ingoiare in un vortice senza precedenti capitali da ogni parte del globo fino a farli sparire con un crollo talmente eclatante da dissolvere la fiducia tra istituti bancari europei e istituzioni di controllo americane per molti anni. Quella che io intravedo è l'accattivante e complesso scenario di una eccezionale opportunità di investimento per il mondo intero: il mercato immobiliare americano a prezzi stracciati e comunque molto competitivi. I riflettori, insomma, sono puntati sul mercato sicuro per eccellenza, quello immobiliare, dove migliaia di investitori europei si stanno gettando senza remore, proprio come quando internet sembrava al mondo la nuova frontiera della globalizzazione. L'archetipo finanziario costruito dalle geniali menti americane (l'Albero del Gioco in economia) è una rappresentazione hollywoodiana del loro mercato immobiliare, di tale vischioso appeal da far ingolosire chiunque, anche gli investitori più conservativi." Non basta: "In un mercato interno dove la stretta creditizia comincia a farsi sentire anche nei confronti del piccolo risparmiatore, la possibilità di acquistare un appartamento di qualità in una città come New York potrebbe indurre un disequilibrio della domanda interna rispetto a quella esterna e più favorevole delle piazze americane." Continua Corsini: "Negli ultimi mesi si è sviluppata anche una discreta offerta dall'innovativo e ancora poco conosciuto mercato immobiliare degli Emirati Arabi Uniti, specialmente dalla fantastica Dubai, di cui noi siamo stati antesignani. Gli americani non stanno a guardare ed è evidente che qualora l'offerta del mercato immobiliare degli Stati Uniti, con i suoi valori e le sue condizioni, diventi molto allettante rispetto a quello dei paesi arabi, la scelta degli europei propenderà inevitabilmente a favore del primo.

Meglio puntare sulla grande Mela che sulle spiagge di Dubai, dove il vento del deserto rischia di vanificare ogni investimento duraturo." Continua Corsini: "Crediamo che gli scenari paventati da Montezemolo debbano tenere in considerazione la possibilità che lo shock asimmetrico dei valori immobiliari tra Italia e USA e il cambio euro dollaro costituiscano per il mercato immobiliare interno capace oggi di trascinare le economie delle nostre principali città - un elemento di notevole preoccupazione: molte delle risorse che oggi si aggirano in Italia potrebbero infatti essere risucchiate al di là dell'oceano.

Qualche giorno fa il gruppo Corcoran di New York ha presentato proprio su Il Sole 24 ore l'offerta di appartamenti di lusso in un building a New York. Similmente, a Dubai, i costruttori indiani presentano la propria offerta cercando di accattivarsi le simpatie degli investitori stranieri attirati nel cerchio di fuoco da valori bassissimi e cambi assolutamente favorevoli." Corsini conclude con un avvertimento: "Se il dollaro toccherà quota 1.60 nei confronti dell'euro, quasi che l'euro tornasse indietro recuperando il differenziale favorevole con una lira tramutatasi in dollaro, i nostri banchieri e quelli della BCE si attendano una trasfusione dei capitali riservati all'investimento immobiliare verso gli USA che certamente condurrà al crollo della domanda interna nel mercato italiano (reversibilità di uno shock), con un collasso dei prezzi e un acuirsi delle esposizioni dei prestiti bancari nel settore fondiario, paradigmatica conseguenza di una crisi economica silenziosa che oggi serpeggia in altri settori commerciali e industriali del nostro paese ed è già molto sentita dalle persone comuni".

 

 


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