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INTERVISTA A PIERO MARRAZZO.HO SBAGLIATO E GIURO DAVANTI AI MIEI FIGLI CHE NON SONO STATO RICATTATO.

Roma 25 ottobre 2009 (Corsera.it)di Big Mac

Adesso giura davanti alla moglie,a quella Roberta Sardoz che oggi difronte al mondo scopre di avere un marito che la tradiva ripetutamente con un gruppo di viados.Una donna che ha concesso il suo cuore,procreato una figlia insieme a lui.Adesso Piero Marrazzo sembra davvero impazzito,ormai senza ragione nella sua spasmodica difesa per arginare la tempesta.Ma se continua così peggiora le cose.Come si fa a giurare su una donna dileggiata pubblicamente in .....

....questo modo?Un motivo ulteriore per calpestare la dignità di una persona messa alla berlina difronte al mondo,nessun rispetto,nessuna compassione al contrario si evince perchè Marrazzo pur di difendere la sua posizione farfuglia anche qualcosa nei confornti del Premier Silvio Berlusconi,rimescola le carte delle dieci domande,spiega i motivi per cui lui ha agito con coerenza.Ma se si vedesse o si ascoltasse capirebbe bene come in questa vicenda non esiste e non esisterà mai la benchè minima coerenza,perchè è una storia triste,devastante per l'onorabilità di qualsiasi essere umano.

Piero Marrazzo compie un ennesimo errore,adesso rilascia un'intervista a La Repubblica,di pochi minuti fa la notizia e giura  spergiura sui figli e la sua famiglia che non ha subito ricatti anche politici dalle persone coinvolte nellindagine.Giura dunque su quella famiglia che ferocemente ha tradito,sulle figlie che ha tradito.Giura e dunque spergiura su un inganno fatto a se stesso fino a l'altro ieri,nascondendo al mondo la sua inclinazione sessuale,le sue bramosie estreme,il tradimento della moglie.Ormai si evince che Piero Marrazzo è chiuso allinterno di un vortice da cui non sa come uscire,come soddisfare ancora la sua voglia di protagonismo eccezionale.Un altro sbaglio che si inanella agli altri.Ha subito un ricatto,e invece adesso ammette che fu lui stesso a consegnare gli assegni,senza sapere chi fossero ler persone che fecero irruzione nell'alcova dela prostituzione.UN dramma che continua nelle sue contraddizioni che sbandiera al mondo un fattaccio che fino a ieri cercava di coprire come una "bufala " e invece assume ora per ora i contorni di una storia feticista i cui confini sono ancora misteriosi e che retroagiscono non sappiano fino a quale epoca.

 

(AGI) - Roma 25 ott. - "Ho sbagliato. In questa storia ne esco a pezzi, maciullato, messo alla gogna per colpa di chi si e' infilato nella mia vita privata in una mattina di luglio. Un incubo, lo ricordo come un incubo". In una intervista al quotidiano La Repubblica Piero Marrazzo ammette di aver sbagliato a non denunciare la vicenda che lo ha portato ieri alla autosospensione dalla carica di presidente della Regione Lazio. "Sono entrati in quella stanza, hanno detto di essere delle forze dell'ordine, hanno rovistato nel mio portafoglio, hanno preso dei soldi. Per evitare il peggio ho staccato tre assegni. Tutto si e' svolto in pochi minuti, nessuno di loro ha mostrato tesserini, ne' dei carabinieri ne' della polizia".
  Marrazzo non ha denunciato per "paura e vergogna. Da quel luglio e' calato il silenzio. Io ho bloccato gli assegni ma nessuno ha provato ad incassarli. Ho detto: e' andata. Ma avevo ancora una paura fottuta. Temevo che una violenta incursione nella mia sfera privata potesse rovinare tutto. Cosi' ho taciuto fino al 21 ottobre quando sono stato convocato dal giudice. Ho taciuto ed ho sbagliato. Ho commesso un tremendo errore, dovevo denunciare tutto. Ma mi sono vergognato".
  Marrazzo spiega poi di aver definito inizialmente "una bufala" il video, "perche' c'era stato un impegno tra uomini delle istituzioni a rispettare il segreto istruttorio. Io l'ho fatto, altri hanno violato il patto d'onore. Mi sono sospeso da presidente della Regione e dal Pd: lo dovevo dai miei elettori, ai cittadini del Lazio, per una forma di estrema coerenza. Il mio caso e' diverso da quello di Berlusconi: il senso delle dieci domande al presidente del Consiglio e' credo questa, o racconta la verità o si dimetta. Io ho raccontato la verita' ai giudici e poi mi sono dimesso". Nel corso dell'intervista l'ex governatore del Lazio afferma poi di "non aver ricevuto pressioni dopo quella mattina di luglio, non sono stato ricattato, niente nei miei comportamenti politici ha risentito di forme esterne di condizionamento.Lo posso giurare davanti a tutti, davanti ai miei figli, a mia moglie."


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