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CORSERA.IT MAGAZINE DOMENICA.PECORELLA,IL COLPO DI GRAZIA A SILVIO BERLUSCONI.

Roma 15 Novembre 2009(Corsera.it) a cura di MAC

In una intervista di oggi rilasciata al Corriere della Sera dall'Onorevole Gaetano Pecorella,c'è il colpo di grazia al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l'evidenza di quella fronda interna che giorno per giorno si sgretola dal ...

....monolite del PDL. Pecorella parla di " aspetti di irragionevolezza che rispondono a esigenze demagogiche e populiste",in poche parole decapita la forza rinnovatrice della riforma del "processo breve",spalacando le fauci alle schiere di bande di lupi affamati che inseguono il Cavaliere di Arcore nella notte di plenilunio.

Silvio Berlusconi è braccato da una banda di lupi affamati,quelli che nel corso degli anni ,egli ha nutrito ,allevato e coccolato.Questa fronda di Lupi vuole finirlo nel breve ,forse anche prima di Natale,perchè l'alternativa al processo breve,rimane la ripresentazione del Lodo Alfano per via Costituzionale.Ma in questo caso l'esecutivo si troverebbe alla mercè di una possibile imboscata,poichè la legge dovrebbe essere approvata con maggioranza qualificata nei due rami del Parlamento e qualsiasi promessa,potrebbe non essere poi sottoscritta dal voto dei parlamentari.Non ci sarebbe tempo dunque di salvare Silvio Berlusconi dalla condanna del processo David Mills.

"Il processo breve " suona oggi più che mai,proprio sulle parole di Gaetano Pecorella,come il tinnio della forca per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,costretto ad adbicare celermente per non incorrere in altri guai ben maggiori.Sicurezza,faida interna alla famiglia,soldi da restituire al nemico di sempre,la fronda interna dei lupi famelici,alleati,amici,persone con le quali fino a ieri ti davi la mano e raccontavi barzellette.

Corsera.it riproduzione riservata  

 



Uno stracio dell'intervista al Corriere della Sera .

Sottoscrive la lista dei reati esclusi per i quali il processo continuerà con il rito non breve?
«Su questa scelta non credo che la Corte costituzionale possa contestare il legislatore».

Anche quando si esclude dal proces­sobreve il reato di immigrazione, una contravvenzione punibile con un’am­menda?
«Ecco, forse si dovrebbe abbandona­re l’effetto un po’ demagogico e populi­sta e tenere conto che ci sono dei reati che abitualmente richiedono tempi più lunghi in dibattimento e, quindi, alme­no nella fase iniziale, non possono rien­trare nel processo breve. È ragionevole che sia esclusa l’associazione a delinque­re mentre è del tutto irragionevole che siano esclusi i reati legati al testo unico sull’immigrazione: sull’esclusione degli immigrati dal processo breve l’unica esi­genza sembra essere di natura demago­gica ».

Reggerà l’esclusione dei censurati dal processo breve?
«Io credo che la questione della cor­sia preferenziale riservata agli incensura­ti sia assolutamente irragionevole per­ché la durata del processo non può di­pendere dal fatto che uno ha avuto una condanna precedente, magari anche per reati modesti».

Se un incensurato va a processo per truffa, è vero che, con la nuova legge, più sono i truffati e maggiore sarà la possibilità per l’imputato di farla fran­ca con la prescrizione processuale?
«Se il processo è molto complesso è difficile che si celebri in due anni. E poi bisognerebbe tenere conto anche del nu­mero degli imputati. Cosa succede se, per esempio, uno di loro è incensurato e l’altro censurato?» Ma sotto la toga Pecorella indossa pur sempre la grisaglia da politico navi­gato che vede più lontano delle polemi­che di giornata: «Questa strada del pro­cesso breve va perseguita in ogni caso, perché è una questione di civiltà, men­tre per tutelare le alte cariche dello Stato è ormai arrivato il tempo di riproporre per via costituzionale il lodo Alfano rive­duto e corretto secondo le indicazioni che ci ha dato la Consulta».

Meglio dunque un super scudo a prova di Consulta?
«Ecco, bisogna mettere un punto fer­mo. Perché qui va garantito che si gover­ni nei prossimi tre anni e mezzo, fino al termine della legislatura. Altrimenti non riusciremo mai a fare le grandi rifor­me. Mettiamoci una pietra sopra e stabi­liamo che il premier si sottoporrà al pro­cesso. Ma alla fine del mandato».

C’è un’alternativa al ddl costituzio­nale e alla legge sul processo veloce?
«La Corte d’appello di Milano (nella sentenza di condanna di Mills, ndr ) ha detto che si tratterebbe di corruzione susseguente in atti giudiziari senza che ci fosse accordo precedente. Ci sono due sentenze della Cassazione: una dice che la corruzione in atti giudiziari susse­guente non esiste, l’altra dice il contra­rio. Ecco, una norma ordinaria interpre­tativa potrebbe chiarire. Però è il lodo per via costituzionale la strada mae­stra ».

Il toro va preso per le corna?
«Esatto».

 

Dino Martirano
15 novembre 2009

 


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