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TEHERAN LA STRAGE DI STATO.SONO 15 I MORTI DELLE MANIFESTAZIONI.

Teheran 28 Dicembre 2009 (Corsera.it)di MAC

Iran un giorno di sangue per le strade e le piazze di Teheran.Un giorno di fumo acre,di incendi,di morti ammazzati,di persone che urlano la vittoria inesistente,manifestanti che inneggiano alla rivolta,cittadini che urlano la loro rabbia contro un regime di assassini.In Iran succede anche questo,accade che bande di motociclisti armati si lanciano sulla folla e sparano ad altezza uomo,ammazzano senza tregua,senza anima,senza alcun rimorso.Teheran,succede che la vita delle persone è appesa ad un filo,quando i pasdaran entrano in azione per disperdere la folla,succede che il ...

....mondo comincia a girare come una giostra impazzita e nulla e nessuno potrà fermarla.Sono giovani con le mani tese verso il cielo,anche donne e bambini,che difendono la loro libertà,la vita quotidiana.Succede che un'intera nazione si vuole liberare dalle catene,strapparle via,quelle di un regime con gli occhi sornioni,che sorride in televisione e uccide con l'altra mano.Uccide i suoi stessi figli,la sua stessa gente.Un regime sordido che non ascolta,che pervicamente segue la dottrina del martirio degli altri,convince il mondo che la guerra del è quella contro di loro.Una nazione fatta a pezzi,calpestata nella sua dignità,nei suoi diritti fondamentali,in cui urla e disperazione non contano nulla,sono braccia e gambe da spezzare con violenza e furia omicida.Questo è quello che rimane dell'Iran,di questo paese antico,dove ormai fiumi,cielo e terra,sono macchiati di sangue,laghi di sangue,ombre di sangue,tenebre,immense coltri dove il cuore dei manifestanti palpita e poi si ferma per sempre,colpito a morte.


Altra fonte La Repubblica.Arrestato il leader dissidente. Gli scontri sono continuati ieri fino a tarda sera e la notte, soprattutto a Teheran, è stata tutt'altro che tranquilla. Per oggi sono annunciate altre manifestazioni. L'opposizione sembra intenzionata ad andare fino in fondo. E continuano gli arresti. Il sito web Jaras, vicino all'opposizione, fa sapere che questa mattina è stato fermato il leader dissidente Ebrahim Yazdi: "Le forze di sicurezza sono arrivate a casa sua all'alba e hanno arrestato l'attivista politico", afferma il sito, aggiungendo che il nipote era stato fermato poche ore prima. Yazdi è dirigente del Movimento per la liberazione dell'Iran (Mli, liberale), un'organizzazione dissidente in teoria messa al bando, ma praticamente tollerata. Il dissidente, già ministro degli Esteri nel primo governo dopo la rivoluzione del 1979, ha più di 70 anni.

Condanne da Usa e Canada. E dalla comunità internazionale continuano ad arrivare voci di condanna per la repressione. Il Canada ha parlato ieri sera di "violenza brutale" impiegata dalle forze di sicurezza iraniane contro i manifestanti dell'opposizione e ha chiesto a Teheran di rispettare i diritti umani. Il Canada è "profondamente preoccupato per la violenta repressione" condotta "dal regime iraniano contro dei cittadini che esercitavano il loro diritto alla libertà di espressione e di riunirsi in occasione dell'Ashura", ha dichiarato in un comunicato il ministero degli Esteri Lawrence Cannon.


E anche la Casa Bianca torna ad esprimersi duramente sulla "repressione violenta e ingiusta di civili che cercano di esercitare i loro diritti universali in Iran". Gli Stati Uniti "condannano fermamente" queste violenze, ha dichiarato in un comunicato Mike Hammer, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale (Nsc). "La speranza, la storia ed anche gli Stati Uniti, sono dalla parte di coloro che vogliono esprimere in modo pacifico i loro diritti universali".

 

 continua

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