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PROTEZIONE CIVILE.GUIDO BERTOLASO,DA CAPORETTO ALLA REPUBBLICA DI SALO':LETTERA APERTA A TUTTI GLI ITALIANI.

Roma 17 Febbraio 2010 (Corsera.it)

Guido Bertolaso ha le ore contate e scrive una lettera aperta agli italiani,della Repubblica di Salò si cerca di salvare il possibile :«Faccio mia la sofferenza di tutti coloro che si sentono colpiti ingiustamente per questo attacco forsennato e squallido che mi riguarda - scrive - e, da questo patibolo che non ho scelto né meritato, vi saluto con tutto il mio affetto e la mia fedeltà al patto di rispetto e di onore che ci...

...ha permesso di realizzare qualcosa di buono, molto buono, troppo buono per non suscitare tempeste di fango».

 Ha ragione Guido Bertolaso,è proprio finito nel fango,ma la sua non è soltanto aria di tempesta,ma l'esecuzione pubblica di un funzionario dello Stato,che deve assmersi sulla propria schiena la responsabilità di molti,anzi direi anche di tutti.Guido Bertolaso senza accorgersene gioco un gioco pericoloso,perchè si ...

....erge a garante di un sistema corruttivo ormai evidente,che coinvolge direttamente la Presidenza del Consiglio,quindi la seconda più alta istituzione dello Stato italiano.Guido Bertolaso gioca al soldatino di ferro ,fante in prima linea,perchè questo è il ruolo predestinato della sua persona ,dallo Silvio Berlusconi.Con Guido Bertolaso in difesa,il Governo cerca di difendersi,prendere tempo,aprire un varco nella ferita purulenta dello scandalo più anticpatico mai accaduto in Italia,le Jene ridens sulla pelle dei morti del terremoto.Neanche il sistema camorristico di Bettino Craxi o quello di Arnaldo Forlani aveva osato tanto in passato.Guido Bertolaso sostiene di non sapere nulla dei faccendieri legati alla Protezione Civile,eppure dalle intercettazioni rese pubbliche dalla Nazione di Firenze,si capisce bene come Piscicelli e Rccardo Fusi operavano all'unisono,sotto la sapiente regia di Denis Verdini.(Corsera.it)

LETTERA DI BERTOLASO - Bertolaso ha lasciato l’Aula della Camera dove si sta svolgendo la discussione sul decreto emergenze per andare in Calabria nelle zone danneggiate dal maltempo. Giovedì riferirà sull'esito del sopralluogo. Il sottosegretario è tornato a commentare la propria situazione giudiziaria, questa volta con una lettera aperta indirizzata «alle donne e agli uomini della Protezione civile» (il testo completo in pdf): «Faccio mia la sofferenza di tutti coloro che si sentono colpiti ingiustamente per questo attacco forsennato e squallido che mi riguarda - scrive - e, da questo patibolo che non ho scelto né meritato, vi saluto con tutto il mio affetto e la mia fedeltà al patto di rispetto e di onore che ci ha permesso di realizzare qualcosa di buono, molto buono, troppo buono per non suscitare tempeste di fango».

COLPITE MIGLIAIA DI PERSONE - Bertolaso parla di un'operazione contro di lui che colpisce anche «le migliaia di persone che lavorano nella Protezione civile». Si definisce «parte lesa, non coimputato o colpevole», si sente come un «alluvionato» anche se si dice «fin d'ora responsabile di qualche possibile errore e omissione». C'è chi getta «fango nel ventilatore - aggiunge - e coloro che a secchi alimentano questa operazione, colpiscono senza alcuno scrupolo non solo la vittima designata, ma anche tutte le persone che costituiscono la rete dei rapporti di vita di ciascuno, la moglie, i figli, i parenti, gli amici». Esprimendo «rabbia, dolore e sofferenza», Bertolaso sottolinea che in questo modo si «travolge tutto in nome di un preteso diritto a veder chiaro, a scovare i colpevoli, linciarli, sputtanandoli per toglierli di mezzo».

«DA GIORNALI SOLO FANGO» - «Nulla da eccepire a che la magistratura indaghi su tutti e chiunque, me compreso - prosegue Bertolaso nella lettera -, ma c'è una seconda iniziativa giudiziaria di cui sono oggetto che è solo fango, una tempesta provocata ad arte. Da giorni i giornali titolano non sospetti su di me, ma certezze; pubblicano intercettazioni usandole non come elementi indiziari ma come prove di colpe commesse, di fatto dando una immagine complessiva della rete dei corrotti e corruttori, di cui sarei parte, magari non proprio protagonista, ma sicuramente parte. Questo secondo procedimento giudiziario si chiama giustizia sommaria, si chiama fango gettato nelle pale del ventilatore, si chiama diffondere illazioni, interpretazioni, accuse, pseudocertezze, precondanne e stigmate di malavitoso addosso a chi non ha altro strumento per difendersi che la propria storia, la propria pretesa innocenza, l'inservibile appello alla verità». Bertolaso punta il dito contro i processi mediatici, dove «la verità è l'ultima cosa che interessa, si cercano emozioni, pruderie, notizie sfiziose sui difetti, le debolezze, le leggerezze, ma soprattutto si cerca e si riesce, gettando fango, di sfigurare il profilo di ogni persona investita da questa tempesta».

 


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