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RAI MILIONI,LA BALDORIA DI GIANFRANCO FINI E ITALO BOCCHINO.

ROMA - "I soldi Rai alla moglie di Bocchino", era il titolo d'apertura del 30 aprile del Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi diretto da Vittorio Feltri. Un attacco contro il deputato finiano, che qualche giorno fa ha dovuto dare le dimissioni da vicepresidente vicario dei deputati del Pdl 1. Nella trasmissione di Maria Latella "L'intervista", in onda su SkyTg24, Bocchino replica alle accuse, e le rilancia: "E' vero che mia moglie ha contratti con la Rai per diversi milioni, in quanto titolare di una società che produce fiction, vendendole anche alla Tv pubblica. Fanno altrettanto le società della famiglia Berlusconi, che sono infatti i primi fornitori della Rai".

"La consorte del finiano 'rissoso' - si legge sul Giornale del 30 aprile - Gabriella Buontempo, è titolare di una società, la Goodtime Enterprise, che da tempo lavora per la Tv di Stato, producendo fiction, ramo d'oro dell'azienda". In questa veste, la moglie di Bocchino sta producendo una serie in sei puntate, intitolata 'La Narcotici', che andrà in onda a settembre, e per la quale ha ottenuto il compenso di 6 milioni, uno a puntata.

Nello stesso articolo si citano un contratto con una società intestata a Francesca Frau, madre di Elisabetta Tulliani, compagna del presidente della Camera Gianfranco Fini, e uno con la Casanova di Luca Barbareschi, anch'egli sostenitore di Fini. E, per quanto riguarda la 'suocera' di Fini, si sottolinea come le società della famiglia Frau-Tulliani siano nate pochi anni fa "più o meno da quando la signora Tulliani si è fidanzata con Fini", a differenza della società di Gabriella Buontempo, che produce programmi per la Tv da oltre 20 anni.

Un aspetto che lo stesso Bocchino sottolinea nel corso dell'intervista a Maria Latella: "Mia moglie fa quello di mestiere, e i prezzi indicati dall'articolo sono quelli di mercato. Ricordo che l'ho conosciuta nel '93, e che lei già nel '90 aveva prodotto due documentari firmati da registi importanti per la Rai, in occasione dei Mondiali di calcio". Il deputato insiste poi sul fatto che al momento non è certo un illecito che i familiari degli esponenti politici producano programmi per la Rai: "Se vogliamo fare un codice che lo vieti, io sono d'accordo. Ma al momento è un atto lecito, non riesco a capire come si fa a considerarla un'accusa. E' come se io accusassi il premier del fatto che il maggior produttore di programmi per la Rai sia la Endemol, di proprietà di Berlusconi e dei suoi figli. Ma non lo trovo scandaloso: la Endemol è una grande società che fa produzione, ricchezza e audience".


 

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