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CORRIERE DELLA SERA.DOPO L'AGGUATO DI GALLI DELLA LOGGIA,LE GOCCE AVVELENATE DI SERGIO ROMANO,STREGONE DI CARTAPESTA.

Roma 5 Marzo 2010 (Corsera.it)di Matteo Corsini

Dopo l'agguato di Ernesto Galli della Loggia,oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera,compare un altro editoriale a firma di Sergio Romano,una sorta di lezione di stile e buongusto per il Cavaliere Silvio Berlusconi e la sua orrenda coalizione di spaventapasseri."La prima esigenza è quella dell'osservanza delle norme.",osserva infatti Sergio Romano,che si mette in scia con Ernesto Galli della Loggia,solca il terreno con l'aratro,come un buon padre che consegna un consiglio alla prole che cresce.Ma l'avvitatura è terribile per il Corriere della Sera,che sospira dal ventre massonico della sua proprietà,poichè immagina di sedurre il pubblico con le fulminanti intuizioni di Galli Della Loggia,dal sapore satanico,per poi stemperarle con le dosate gocce di veleno di Sergio Romano,che infatti continua:

 

 

"Nell'ordine democratico non esistono soltanto le grandi leggi e i principi fondamentali.Esistono anche le regole procedurali,quelle by-law del sistema britannico che,come ricordava Carlo Cipolla,hanno garantito lo sviluppo e il bon funzionamento della emocrazia inglese."

"Quano le regola vengono adattate al perseguimento di un obiettivo,sia pure ragionevole,nasce nella percezione degli interessati,aionisti o cittadini,il sentimento che regole e statuti siano soltanto orpelli e strutture di cartapesta,abiti da tagliare di volta in volta(tailored made-ndr M.C.) sulle misure del cliente."

La tecnica disintegrante del Corriere della Sera,come vedete è sopraffina,appare il frutto di un ragionamento intellettuale,ma in realtà è la chiara esposizione di uno stregone di cartepesta,fuorviante,contraddittorio,ma scava per raggiungere qell'obiettivo semplice:"Hai infranto le regole,ti vuoi salvare,ma il giro sulla giostra ha il suo costo.".

E infatti replica Sergio ROMANO: "Se le elezioni hanno luogo senza la partecipazione di un grande partito nazionale,quale sarà la credibilità del vincitore?Gli elettori rappresentano tutto il corpo elettorale,quando emergono da una battaglia condotta alla luce del sole."

"Può essere considerato equo e rappresentativo il risultato di una partita i cui una delle due squadre è sata esclusa dal gioco?"

"Il fatto che quella squadra abbia commesso molti errori dovrà Essere materia di un giudizio politico sulla sua organizzazione e sulla sua efficienza.Ma è lecito chiedersi se la radiazione dim un partito per motivi procedurali rappresenti,per i suoi potenziali elettori,la privazione di un diritto."

E infine la pillola avvelenata:
"In primo luogo occorre che la maggioranza metta di lamentarsi,di andare in Piazza e di invocare l'intervento del capo dello Stato,come se la colpa fosse interamente sua." Frase maligna,perchè la maggioranza scende in Piazza per protesrae contro l'esclusione da un diritto fondamentale del suo elettorato,avvenuta per un cavillo procedurale.

"Prima di ricercare qualsiasi soluzione,deve assumersi la responsabilità e ammettere pubblicamente che un partito,quando commette errori di qusto genere,ha mali da curare che vanno al di là delle colpe dei singoli."

L'editoriale borgiano di Sergio Romano ,colpisce senza apparire,deduce lasciando al nemico di costruire la via di fuga dal patibolo mediatico.

"In secondo luogo,bisogna che il rimedio non sia uno stratagemma furbesco,opera di qualche scaltro azzeccagarbugli.E non potrà essere un provvedimento unilaterale del Governo,come dimosgtra l'sito dell'incontro del Quirinale.Una tale formula non potrebbe che accentuare la diffidenza che gli italiani provano per la loro classe politica.Anche a costo di rinviare le elezioni,se indispensabile,la via per uscire dal pasticciaccio deve essere quella di una legge motivata con argomenti convincenti,per quanto pssibile rettilinea e sopratutto concordata con l'opposizione."

La maggiornza deve pagare pegno,colossale,altrimenti le elezioni saranno a senso unico,almeno in Lombardia e nel Lazio,con un solo vincitore,colui che oggi ha intinto la penna nel minaccioso veleno di un ragionamento edulcorato e raffinato.(Corsera.it)

 


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