RAI SILVIO BERLUSCONI,LA CONSUETUDINE DELL'IMMORALITA' POLITICA.

Roma 13 Marzo 2010 (Corsera.it)di Matteo Corsini.

I codici,il diritto,la legge,sono costruiti sulle regole e sebbene la vicenda di Trani non sconfini da quei dettami normativi,vi è la violazione di regole morali,che costituisce reato ben più grave.Gaetano Pecorella,più che essere un grande e raffinato giurista,mi appare come quel saltimbanco che rotola lungo la fune con l'asta ben salda tra le mani,nel tentativo di evitare il capitombolo.Per l'avvocato del Premier Silvio Berlusconi non esiste reato,eppure la violazione del codice deontico dell'istituzione della Presidenza del Consiglio c'è tutta,quella violazione della moralità politica,che serve a ...

....Governare al di sopra delle parti.Quella violazione indotta dalla massima autorità del potere esecutivo, nei confronti del libero esercizio della libertà di informazione,indicativamente del servizio di informazione pubblico.Cosa ben più grave.L'idea della imparzialità scompare,viene travolta,nelle sue linee guida,quelle costituzionali.

Se la libertà di informazione è una delle primarie garanzie costituzionali della convivenza civile,il reato commesso al Premier Silvio Berlusconi consiste nella indebita ingerenza nelle attività del servizio pubblico,in quel tentativo di adescare al proprio convincimento della verità,le attività svolte da un giornalista,che forse è più attore,forse più in cerca di dorature televisive,che interessato a fare il suo mestiere da uomo libero,come noi tutti lo intendiamo,senza guardare in faccia a nessuno,tantomeno ai politici di ogni schieramento.Ma sono ipotetiche idee di una società civile che in Italia non esiste.(Corsera.it)

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