CAMPIONATO SERIE A.SAREMO DEI LUPI,CLAUDIO RANIERI CONDOTTIERO DI ROMA.
(Corriere della Sera) - Non ci sarà Juan, ci sarà il tridente. E ci sarà il pubblico delle grandi occasione, perché la Roma sente odore di sorpasso dopo il pareggio dell’Inter, ieri sera, a Firenze. La Roma aspetta l’Atalanta all’Olimpico, dove in questa stagione ha conquistato 40 punti su 48 a disposizione, e Claudio Ranieri fa i conti con una sola defezione, anche se importante. Juan  non è stato neppure convocato. Il brasiliano ha fatto allenamenti differenziati per tutta la settimana, a causa di un affaticamento muscolare. Non ci fosse il derby all’orizzonte, domenica 18 in posticipo alle 20,45, forse Juan sarebbe stato rischiato. Visti i problemi che ha avuto soprattutto con la gestione Spalletti  e dato che c’è a disposizione un giocatore come Philippe Mexés, non c’è alcun motivo per correre inutili rischi. Ranieri, sul punto, è molto chiaro: «Non c’è Juan, però entra un altro titolare.
 Mexés, per me, lo è a tutti gli effetti. Non perderemo nulla perché Philippe ci darà un contributo alto. Purtroppo in questa stagione ha saltato diverse partite per infortunio e non per scelta mia. Poi la squadra si è quadrata in una certa maniera e lui lo sa. Io lo stimo. Lui può ancora andare ai Mondiali, per me è il miglior centrale di Francia, ma in questo momento Juan e Burdisso si sono quadrati di più. Lui, però, sente dentro quello che stiamo facendo come squadra. E questo è molto bello. La difesa è migliorata dall’inizio della stagione? A volte sbagliamo ancora. La squadra deve capire che dobbiamo lavorare tutti insieme per recuperare la palla. Quando anche gli attaccanti ci aiutano allora diventiamo branco. Siamo lupi». Il pensiero del derby rischia di distrarre i tifosi, non certo Ranieri. Su Vucinic, diffidato, il tecnico non prevede cautele particolari: «Io guardo la partita che ho davanti. Andrà in campo la migliore formazione possibile». Il che non esclude una staffetta con Menéz, che torna a disposizione dopo la squalifica a Bari, come Perrotta, in vantaggio su Taddei per una maglia da titolare a centrocampo. Non ci sono ricette particolari per vincere lo scudetto. Non si può vivere aspettandosi solo i favori altrui. La Roma deve fare il massimo e solo alla fine potrà guardare davvero la classifica: «Dobbiamo pensare solo a noi stessi e fare bene fin da oggi contro una squadra che lotta per salvarsi. Adesso l’Inter ha il fiato sul collo e dobbiamo azzannarli. È giusto che i tifosi sognino, significa che la squadra ha fatto bene. Ora noi dobbiamo continuare a spingere, perché non abbiamo fatto ancora niente». Nessun alibi. Neppure quello di una designazione poco gradevole, almeno per quanto riguarda la scaramanzia. Con Rocchi arbitro, la Roma  ha ottenuto in questo campionato tre pareggi e una sconfitta (all’Olimpico, contro la Juventus, nell’ultima gara di Spalletti  sulla panchina giallorossa). L’ultima vittoria della Roma  con l’arbitro fiorentino data 8 febbraio 2009: Roma-Genoa  3-0. Ma Ranieri disinnesca anche questa possibile polemica: «Per la legge dei grandi numeri, allora, vinceremo. Io sono convinto che Collina è determinato come e più di noi a lavorare bene».
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