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NAPOLI GOMORRA DI APPALTI E POLITICA.

Roma 17.12.08 (corsera.it) Mentre Gomorra sconfiggeva il clan dei Casalesi ,facendo saltare il tappo degli equilibri camorristici in Campania,adesso la magistratura prende di mira anche le attività della pubblica amministrazione napoletana.Saltano forse altri equilibri.In pochi giorni  decimato il Partito Democratico in trappola dalle inchieste dei magistrati. Anche la Iervolino ormai dovrà andarsene a casa a fare la calzetta da buona vecchietta.

Fonte La Repubblica .NAPOLI - I magistrati lo hanno definito "il sistema Romeo". Un "comitato in grado di assicurare una vera e propria blindatura dei bandi di gara" e di "cucire addosso come un vestito" appalti milionari destinati al superimprenditore Alfredo Romeo. Si concentra su questo assunto l'inchiesta che travolge il Comune di Napoli. Tredici ordinanze di custodia cautelare.

 

Napoli Fonte La Repubblica .La Procura ipotizza che Romeo abbia ricompensato politici e funzionari sia con "denaro sonante" (in un solo caso per ora accertato), sia con promesse di affidare lavori, commesse o consulenze a ditte o personale segnalato dagli "amici" dei Palazzi. Sottolineano, infatti, il procuratore capo Giandomenico Lepore e il procuratore aggiunto Franco Roberti, durante l'incontro informale con i giornalisti, all'ottavo piano della Procura. "Abbiamo rilevato sia tangenti in denaro che vari benefici: come lo sviluppo di carriere politiche per taluni assessori rampanti, che ambivano a passare dalle istituzioni locali a quelle nazionali attraverso rapporti con alcuni parlamentari".

Sono quattro gli appalti contestati: il più ricco era quello sul Global Service per la manutenzione stradale di Napoli, valore 400 milioni di euro, poi non più affidato; il Global Service della Provincia di Napoli, che ammontava a 145 milioni; l'appalto per la manutenzione e la refezione scolastica nelle scuole cittadine, del valore di 20 milioni; e la gara sul servizio di pulizia degli immobili dell'amministrazione provinciale. Finora, la giunta Iervolino aveva replicato: "La gara per il Global Service non si è mai espletata per mancanza di fondi". Di altro avvido la Procura di Napoli. "L'affare saltò invece per una fuga di notizie", sottolineano gli inquirenti. "Se non si non si tradusse in una gara d'appalto, non fu per mancanza di liquidità, ma per le indiscrezioni strumentalmente pilotate, databili al gennaio di quest'anno. Quella fuga di notizie bloccò il Global Service e l'intreccio di affari tra politici e imprenditori in corso". Ultima frecciata per alcuni magistrati che compaiono sullo sfondo: "Non saremmo onesti se, in queste ore, non ammettessimo che tra coloro che erano proni al potere di Romeo, c'erano anche alcuni magistrati".


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