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PARMALAT LA FINE DI UN IMPERO.CALISTO TANZI 10 ANNI DI RECLUSIONE.

Roma 18.12.08 (corsera.it) Il cinismo dei cronisti finisce sempre per seppellire gli eroi di un tempo e Calisto Tanzi a suo modo è stato un eroe discusso,ma per venti anni ha cavalcato l'alta finanza italiana e con il suo Parma si è tolto molte soddisfazioni.Me lo ricordo ancora con il suo Veliero navigare a largo della Maddalena,i capelli al vento,lo sguardo fiero all'orizzonte.Nello stretto molti anni prima veleggiava anche il MOro di Venezia,quello di Raul Gardini,altra stella del firmamento che si è spenta nel buio di un altro disastro finanziario.Anche quello di Calisto Tanzi è un epilogo triste,ma il parmigiano ha vissuto molto di più che un giorno da Leone.Con lui si chiude un altro ciclo della storia italiana,della gaudenza della Milano da bere.Guardare Calisto è come specchiare i propri ricordi nel destino di Craxi oppure quello del finanziaere Sergio Cusani.Con lui finisce un'impero,un regno di cortigiani e cortigiane,un movimento politico che credeva nell'alta finanza del latte.

Fonte La Repubblica. MILANO - I giudici del tribunale di Milano hanno condannato a dieci anni di reclusione Calisto Tanzi per la vicenda del crac Parmalat. L'ex patron di Collecchio è stato anche condannato all'interdizione perpetua dei pubblici uffici. I giudici lo hanno riconosciuto colpevole di aggiotaggio, falso dei revisori e ostacolo alla Consob. Dovrà anche risarcire Bank of America con 80mila euro. Per lui, la pubblica accusa aveva chiesto una condanna di 13 anni.

Assolti per non aver commesso il fatto gli altri imputati al processo tranne la società Italaudit, ex Grand Thorton, condannata al pagamento di una provvisionale di 240 mila euro piu' una confisca di 540 mila euro. Assolti quindi gli uomini di Bank of America Luca Sala, Antonio Luzi e Louis Moncada e i consiglieri di amministrazione indipendente Paolo Sciumè, Luciano Spilingardi, Enrico Barachini e Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela.

Accolti, invece, i patteggiamenti chiesti da alcuni imputati, in continuazione con le pene a loro già comminate dal tribunale di Parma. Respinti, perché la pena è stata ritenuta dai giudici "incongrua", i patteggiamenti chiesti da Lorenzo Tenca e Maurizio Bianchi, ex revisori di Grant & Torton.


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