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UMBERTO BOSSI AVVERTIMENTO AL CAVALIERE.CASINI COME FINI,POCO UTILE.

Occidente.it Umberto Bossi non vede di buon occhio l'ipotesi di un riavvicinamento dell'Udc alla maggioranza. E stoppa sul nascere il filo che, seppure tra mille cautele e nessun riferimento pubblico, sembra potersi riallacciare. Per ora è tutto sottotraccia: contatti, annusamenti, niente di più.

Certo, le aperture di Casini sulla giustizia e il federalismo fiscale restano segnali significativi di un cambio di rotta. Non più il muro contro muro dei mesi scorsi, ma una sostanziale disponibilità a riprendere la via del dialogo. A Montecitorio, ma non solo. Il Senatur però non si fida e del resto con i centristi ha sempre avuto un rapporto piuttosto conflittuale come la storia dei precedenti governi Berlusconi insegna. Ora torna a dire la sua, accomunando Casini a Fini definiti entrambi "poco utili".

Lo fa nel giorno in cui Silvio Berlusconi risponde alle polemiche fuori e dentro la maggioranza, rivendicando i successi del governo e quelli elettorali del Pdl che considera "il vero protagonista" della vita democratica italiana. In un messaggio inviato al convegno dei Riformisti europei organizzato a Palermo da Carlo Vizzini, il premier si sofferma sul feeling del centrodestra con gli italiani che "si fidano di noi, di un governo che raccoglie la loro esigenza di sviluppo, libertà, opportunità e che rende l'Italia protagonista in Europa. Siamo il governo del fare e continueremo a lavorare'', assicura Berlusconi che però non tocca i temi delle inchieste giudiziarie e quello della manovra finanziaria.

Ma se si guarda in controluce, la lettera del Cav. fa capire quale sarà l'atteggiamento nelle prossime settimane. Se ai suoi non nasconde delusione per la vicenda Scajola e preoccupazione per la posizione di alcuni membri dell'esecutivo e della maggioranza, a cominciare da Guido Bertolaso, in pubblico assicura la linea del rigore e della severità nei confronti di chi sbaglia, ma non per questo intende ammainare la bandiera del garantismo, tantomeno far rotolare teste, sulla base di schizzi di "fango mediatico". In questo contesto si comprendono meglio alcune dichiarazioni dei berlusconiani doc.

E' il caso di Fabrizio Cicchitto che boccia senza mezzi termini la proposta del pasdaran finiano Italo Bocchino di un codice etico per il Pdl nel quale siano previste conseguenze per il politico indagato anche in mancanza di una sentenza definitiva. E' il caso di Sandro Bondi che va giù duro contro Dario Franceschini ("pensi al Paese" invece di sperare in una "sospensione della democrazia"), già pronto a un governo di emergenza a patto che sia senza Silvio Berlusconi.

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