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DDL INTERCETTAZIONI ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA ITALIANA.FUORI I PARTIGIANI.

Roma 29 Maggio 2010 (Corsera.it)di Matteo Corsini

Sono stati partigiani i nostri Nonni e siamo partigiani anche noi.Sento odor di partigiani,li vedo dietro le siepi ,che camminano lungo i viali.Vedo partigiani difensori della libertà di informazione tirare fuori le armi della democrazia e pronti saltare fuori.

Da uno brutto come Angelino Alfano,non poteva che nascere il DDL dell'orrore.Una ramarro che partorisce un mostro che tende a riesumare il fascismo in Italia.

E' chiaro che in Italia la democrazia va scemando,e questo DDL sulle intercettazioni ne è una prova.Ma la giustificazione del Governo Berlusconi e del Ministro Angelino Alfano è quella di garantire la privacy a tutti i cittadini che vengono risucchiati nelle indagini a loro insaputa,a volte estranei ai fatti,si vedono sputtanare la loro vita ai quattro venti.Un...

....motivo valido per approvare questo DDL ,eppure nella giostra feroce delle regole democratiche,qualsivoglia informazione è utile al suo mantenimento.La libertà di informazione è la colonna portante di un sistema democratico,anche quando questo per vivere miete delle vittime innocenti.In Italia e' ancora in piedi l'Ordine dei Giornalisti italiani,inventato e creato dal regime fascista,oggi sul suo scranno principale siedono persone come Lorenzo del Boca,capaci di raggirare i propri interlocutori,servirsi per anni dei loro uffici,per poi senza alcun rispetto,mentendo,utilizzare a proprio vantaggio le informazioni ricevute in buona fede dagli stessi interlocutori.(Mi riferisco sempre alla nota vicenda dell'acquisto della sede ODG di Via Parigi a Roma-).Il DDL intercettazioni si rivolge alla dinamica fascista dell'ordinamento italiano che opera nel  settore dell'informazione,perchè quando i free lance non possono realizzare riprese e registrazioni nei fatti di cronaca,significa che il potere aderisce e suggestiona gli organi di controllo della stessa informazione in Italia.

Sarà un caso ma questo DDL intercettazioni sarà oggetto di una grande battaglia politica in questo paese e la libertà di informazione vincerà anche questa volta,come accaduto contro i peggiori regimi fascisti.

Dietro le siepi ci sono i partigiani,dietro ogni monumento qualcuno che in questo paese ha scritto la storia con il sangue,qualcuno come Walter Tobagi che ha sacrificato la propria vita alla dignità di questa professione,sacrificato una vita per la libertà di informazione assoluta e senza restrizioni.

I partigiani di un paese libero sono nella strada,lungo i viali alberati della vittoria,quei partigiani che sono pronti a tornare in Piazza,a scatenare l'urlo della rivoluzione,pronti a reagire,come in ogni paese democratico.I partigiani che hanno difeso questo paese dalla distruzione del potere fascista,oggi sono chiamati ad un altro importante e grande impegno .Oggi l'Italia si colora di rosso,ma non del comunismo,ma del Cuore che batte perchè l'anima e il corpo si sentono offesi.Oggi è un altro giorno,comincia un altro cammino,e forse proprio il nemico ne ha indicato la strada.(Corsera.it)

 

Le norme del DDL Intercettazioni.I divieti. Vietata, invece, la pubblicazione delle intercettazioni, anche se non più coperte dal segreto fino alla conclusione delle indagini preliminari. Vietata anche la pubblicazione delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Il via libera alla pubblicazione arriverà solo dopo che l'indagato o il suo difensore siano stati avvertiti dell'ordinanza del giudice. Altrettanto vietata la pubblicazione delle intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o che riguardino fatti, circostanze e persone estranee alle indagini.

Norma transitoria.
Inoltre viene estesa la norma transitoria del provvedimento. Si prevede cioè che alcune delle misure introdotte con il ddl - ad esempio la sostituzione del pm nel caso in cui questo rilasci dichiarazioni sul procedimento in corso o sveli atti coperti da segreto - si applichino anche ai processi in corso alla data di entrata in vigore della legge. L'emendamento (firmato solo dai vertici del gruppo a palazzo Madama, Gasparri e Quagliariello, dal presidente della commissione giustizia, Filippo Berselli, e dal relatore Roberto Centaro) estende queste norme. Vi rientreranno infatti l'obbligo di astensione del pm, la sua sostituzione nel caso in cui risulti iscritto nel registro degli indagati per violazione delle norme sulla diffusione degli atti di indagine; il divieto di intercettare i difensori anche su utenze di terze persone; tutta la nuova procedura per ottenere l'autorizzazione comprendendo anche i presupposti dei 'gravi indizi di reato', previsti nell'articolo 114 del testo; l'obbligo di trasmissione degli atti agli ordini professionali per comminare così ai giornalisti la sanzione disciplinare; tutte le varie procedure relativi alle intercettazioni tra cui il divieto di trascrizione di quelle estranee alle indagini; il divieto di fare riprese in aula senza che ci sia l'accord.o di tutte le parti intercettate; il divieto assoluto di pubblicare le intercettazioni che non siano state acquisite al procedimento; maggiori informazioni alla pubblica amministrazione sulle modalità e sul tipo di reato commesso dal dipendente pubblico.


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