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STRAGE A LARGO DI GAZA.FREEDOM FLOTTIGLIA PESCECANI D'ASSALTO FANNO STRAGE DI PACIFISTI.

Tel Aviv 31 Maggio 2010 (Corsera.it)di Matteo Corsini.

Ogni giorno dobbiamo svegliarci al mattino e sapere che qualcuno muore,che un altro giorno di pace è interrotto,come il cuore che si ferma,e uccide,questa volta sono stati squali armati,veloci battelli delle teste di cuoio israeliane che hanno assalto i vascelli della Freedom Flotilla e hanno compiuto una strage di innocenti,pacifisti di tutto il mondo.Perchè?

Lo flottiglia Freedom delle organizzazioni non governative,faceva rotta verso Gaza,ma durante la notte le teste di cuoio dell'esercito della Stella di David,le

....hanno prese d'assalto,facendo strage dei passeggeri.Sono una ventina i morti tra gli oltre 700 pacifisti che erano a bordo delle navi,molti sono anche i feriti.Una strage senza .senso,anche considerando che i pacifisti violavano il monito delle autorità israeliane.Ancora un giorno di pace macchiato dal sangue di innocenti,anche volendo considerare che i militari israeliani erano preoccupati che a bordo delle navi vi fossero armi molto pericolose.(Corsera.it)

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Dal Corriere della Sera on line.www.corriere.it  Il comandante della marina militare israeliana, ammiraglio Eliezer Marom, ha affermato che gli scontri mortali si sono verificati solo su una delle sei navi, la Marmara, battente bandiera turca con a bordo circa 600 attivisti. Su tutte le altre navi, ha detto, la presa di controllo si è svolta senza incontrare resistenza violenta da parte dei passeggeri e perciò senza vittime. Il ministero dei Trasporti turco denuncia però che la flottiglia è stata illegalmente intercettata in acque internazionali, a circa 70 miglia nautiche (130 km) dalla terraferma. Fra gli attivisti a bordo delle navi c'erano anche quattro italiani: la Farnesina afferma che nessuno di loro è stato coinvolto nella sparatoria. Il blitz israeliano ha ovviamente provocato una serie di reazioni e polemiche internazionale: l'Unione europea ha chiesto immediatamente l'apertura di un'inchiesta.

RICOSTRUZIONE ISRAELIANA - Sono contrapposte le ricostruzioni su quanto accaduto. Secondo l'esercito israeliano, i militari sarebbero stati oggetto di un attacco da parte di armi da fuoco da alcune persone presenti su una delle navi. «Durante l'intercettazione - sottolinea un comunicato militare israeliano - i dimostranti a bordo hanno attaccato il personale navale dell'Idf con armi da fuoco e armi leggere, incluso coltelli e bastoni. Inoltre una delle armi usate era stata strappata a un soldato dell'Idf. I dimostranti avevano chiaramente preparato le proprie armi in anticipo per questo specifico scopo. Come risultato di questa attività violenta e pericolosa per la vita le forze navali hanno usato strumenti antisommossa, incluso armi da fuoco». Israele attribuisce a militanti filo-palestinesi la responsabilità degli scontri. «Sono stati loro a dare il via alla violenza», ha detto Mark Regev, portavoce del premier israeliano Benjamin Netanyhahu. «Il mandato ai militari era che si trattava di un'operazione di polizia e di usare la massima attenzione. Sfortunatamente (i militari) sono stati attaccati con violenza dalle persone a bordo, (che hanno utilizzato) sbarre, coltelli e colpi d'arma da fuoco». Il ministero degli Esteri ha fatto sapere di aver trovato armi a bordo della Flotta della Libertà.

RICOSTRUZIONE TURCA - Secondo altre testimonianze, però, i soldati sarebbero stati colpiti con armi da taglio e non da fuoco. Anche i funzionari doganali del porto di Antalya, in Turchia, respingono le accuse circa il fatto che la nave turca assaltata nella notte dalla marina di Tel Aviv trasportasse armi oltre che aiuti umanitari diretti a Gaza. Funzionari della direzione della dogana turca, citati dal quotidiano al-Zaman, hanno chiarito che tutti i passeggeri saliti a bordo della nave Mavi Marmara sono transitati attraverso i rilevatori a raggi X. Nessuno di loro, hanno precisato, aveva armi con sé. «Quarantadue persone si sono imbarcate a Istanbul, qui (ad Antalya, ndr) 504 passeggeri sono saliti sulla nave. Tutti sono passati attraverso i metal detector e i raggi X. Non abbiamo trovato nessuna arma e non abbiamo notato nulla di sospetto su Mavi Marmara. Se i nostri funzionari avessero sospettato qualcosa, ce lo avrebbero riportato», hanno dichiarato dal direttivo della dogana turca.

SCEICCO FERITO - Tra i feriti nell'assalto israeliano alle navi umanitari c'è anche lo sceicco Raed Salah, capo del Movimento islamico nei territori palestinesi. Secondo fonti citate da Haaretz, lo sceicco è grave. Da parte sua, Kamal Khatib, vice presidente del Movimento, ha accusato gli israeliani di aver tentato di uccidere Salah sfruttando l'attacco alla Flotta della Libertà.

PRIMA NAVE - La prima nave della flotta di imbarcazioni con i manifestanti è intanto arrivata nel porto di Ashdod. Lo ha annunciato la tv satellitare 'al-Arabiya'. L'imbarcazione si trova ora all'interno del porto: si tratta della prima delle sei navi accompagnate dalla marina militare israeliana a largo delle coste israeliane.

Marinai israeliani nella base navale di Haifa si preparano a salpare per intercettare la 'flottiglia' di attivisti diretti a Gaza
Marinai israeliani nella base navale di Haifa si preparano a salpare per intercettare la "flottiglia" di attivisti diretti a Gaza
CHI C'ERA A BORDO - Le navi di Freedom Flotilla portavano più di 700 passeggeri di 40 nazionalità diverse e volevano consegnare 10mila tonnellate di aiuti umanitari, tra cui cemento, medicine, generi alimentari, e altri beni fondamentali per la popolazione di Gaza. A bordo anche case prefabbricate, 500 sedie a rotelle elettriche e cinque parlamentari (di Irlanda, Italia, Svezia, Norvegia e Bulgaria) oltre a esponenti di Ong, associazioni e semplici cittadini filo-palestinesi intenzionati a forzare il blocco di aiuti umanitari a Gaza. L'obiettivo della spedizione, salpata giovedì dalla Turchia, era rompere l'assedio a Gaza e introdurre materiale. Le autorità israeliane avevano minacciato di utilizzare la forza se i militanti avessero tentato di avvicinarsi alle coste della Striscia di Gaza.

TENSIONE IN ISRAELE - Intanto la polizia israeliana ha elevato lo stato di allerta nelle zona del Wadi Ara (60 chilometri a nord di Tel Aviv), dopo che nella città di Um el-Fahem si è sparsa la voce del ferimento dello sceicco Raed Sallah. La radio militare aggiunge che i vertici della polizia israeliana hanno condotto stamane una seduta di emergenza e che continuano a seguire da vicino l'evolversi della situazione nella popolazione araba. La centrale israeliana per la lotta al terrorismo ha emesso un avvertimento ai cittadini israeliani a rinviare i viaggi in Turchia e a quelli che già si trovano in questo paese a restare nelle loro abitazioni e a evitare luoghi affollati.

Redazione online


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