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PESCARA LUCIANO D'ALFONSO LIBERO.

Pescara 24.12.08 (corsera.it) E' stato liberato l'ex Sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso che alla notizia si è affacciato al balcone di casa salutando e piangendo .L'impianto accusatorio è stato demolito dal gip Luca Ninis che ha parlato di "semplici deduzioni " e non fatti che avrebbero condotto all'ordinanza di carcerazione.

Lo stesso gip Luca Ninis ha motivato la nuova ordinanza di scarcerazione : « Le preannunciate e poi effettivamente eseguite dimissioni, se da un lato apparivano funzionali a prevenire l'applicazione della misura cautelare, con il connesso fardello di esposizione mediatica che inevitabilmente essa comporta, dall'altro costituiscono anche un apprezzabile segnale di sensibilità istituzionale, per l'anteposizione delle esigenze di accertamento giudiziario e di trasparenza dell'azione politica al proprio interesse personale, con un evidente e notevole sacrificio del secondo in favore delle prime. In tale logica gli eventi successivi all'applicazione della misura cautelare inducono a rivalutare il giudizio sulla sussistenza di inderogabili esigenze attinenti alle future acquisizioni investigative».

Fonte da Il Corriere della Sera .«SONO MOLTO CONTENTO» - «Sono molto contento di quello che si è determinato con questa nuova misura da parte dei magistrati - ha detto Luciano D'Alfonso accogliendo i giornalisti in casa -. Per il resto non ho nulla da dire. Devo ancora capire cosa è accaduto e quali sono i comportamenti più opportuni da intraprendere nei prossimi giorni. Ringrazio i cittadini che mi sono stati vicini e chiedo scusa ai famigliari e agli amici e a quanti ho sottoposto a una specie di travaglio. Per il resto devo parlare prima con il mio avvocato». Sono oltre cinquanta le persone, fra consiglieri comunali, assessori e cittadini, che si sono radunate in pochi minuti davanti all'abitazione del sindaco di Pescara appena appresa la notizia del provvedimento con cui il Gip lo ha rimesso in libertà, altre ne stanno arrivando. Vigili urbani stanno cercando di tenere sotto controllo il traffico nei dintorni. Sul citofono della casa del primo cittadino campeggia ancora uno striscione con cui alcuni pescaresi lo invitano a ritirare le dimissioni.

SCARCERAZIONE E DIMISSIONI - Eppure proprio la decisione di lasciare l'incarico sarebbe alla base del provvedimento del Gip. Scrive infatti De Ninis: « Le preannunciate e poi effettivamente eseguite dimissioni, se da un lato apparivano funzionali a prevenire l'applicazione della misura cautelare, con il connesso fardello di esposizione mediatica che inevitabilmente essa comporta, dall'altro costituiscono anche un apprezzabile segnale di sensibilità istituzionale, per l'anteposizione delle esigenze di accertamento giudiziario e di trasparenza dell'azione politica al proprio interesse personale, con un evidente e notevole sacrificio del secondo in favore delle prime. In tale logica gli eventi successivi all'applicazione della misura cautelare inducono a rivalutare il giudizio sulla sussistenza di inderogabili esigenze attinenti alle future acquisizioni investigative».

IL TEOREMA ACCUSATORIO - Il pm di Pescara, Gennaro Varone, aveva espresso parere contrario all'istanza di scarcerazione di D'Alfonso. Nel documento depositato, il pm sostiene che l'impianto accusatorio non è stato scalfito dalle affermazioni rilasciate dall'ex sindaco nel corso dell'interrogatorio di garanzia, quindi non ci sono elementi nuovi nell'indagine. In realtà però, stando a quanto anticipato da alcuni quotidiani, per il gip non esisterebbe a Pescara la «cupola» di cui parla l'accusa. continua su www.corriere.it

 

Fonte la Repubblica .Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara, Luca De Ninis, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso. Il primo cittadino, eletto nelle fila del Pd, era finito ai domiciliari il 15 dicembre scorso, nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara. Il politico torna libero però non tanto in quanto ritenuto estraneo alle accuse, ma in quanto essendosi dimesso non è più in grado di intralciare le indagini.

Ieri il pubblico ministero titolare dell'inchiesta, Gennaro Varone, aveva espresso parere negativo all'istanza presentata dai legali del sindaco. In seguito all'arresto, D'Alfonso si era dimesso dall'incarico, ma ora la decisione del gip potrebbe farlo tornare sui suoi passi. A spingerlo in questa direzione potrebbero essere anche le manifestazioni d'affetto mostrategli oggi dalla cittadinanza.

In attesa dell'ufficializzazione della decisione del giudice De Ninis, decine di persone si sono affollate sotto la casa del politico e una volta appreso della scarcerazione hanno iniziato a gridare "Luciano, Luciano", chiedendogli di affacciarsi alla finestra. D'Alfonso si è mostrato brevemente dal balcone, visibilmente commosso. "Non vedo l'ora - ha detto D'Alfonso - che tutto questo finisca definitivamente". Ora ha tempo fino al 5 gennaio 2009 per ritirare le dimissioni, evitando quindi il commissariamento del Comune di Pescara e le elezioni anticipate. In teoria ritirare le dimissioni potrebbe far scattare però un nuovo ordine di custodia cautelare.

Se la scarcerazione era ampiamente attesa dopo che ieri erano trapelate dettagliate indiscrezioni sulle conclusioni del gip, rispetto a quanto anticipato, il quadro per il sindaco appare però molto meno positivo. Nel dispositivo di revoca degli arresti domiciliari il gip ribadisce infatti "la gravità del quadro indiziario", sottolineando che per effetto delle dimissioni di D'Alfonso e del commissariamento del Comune è venuto meno "il pericolo di inquinamento probatorio".

In altre parole, a permettere la scarcerazione, è esclusivamente il fatto che l'esponente del Pd non ha più accesso al potere e alle carte che possedeva restando in carica. Il commissariamento del Comune in particolare, si legge nel provvedimento, "determina un ulteriore indebolimento della rete di rapporti intessuti da D'Alfonso nell'esercizio della proprio attività politico-amministrativa e della conseguente capacità di manipolare persone informate e documenti".

Il gip ha inoltre disposto la revoca degli arresti domiciliari nei confronti dell'imprenditore di Francavilla (Chieti), Massimo De Cesaris, per il quale è venuto meno il pericolo di reiterazione del reato: l'uomo è accusato di aver versato tangenti all'ex sindaco nell'ambito dell'appalto ...continua su www.repubblica.it

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