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SUDAFRICA CAMPIONATO DEL MONDO 2010.UN'ITALIA BELLA CHE NON BALLA.

Città del Capo 16 Giugno 2010 (Corsera.it)

La pioggia in Sudafrica ha compiuto il suo rito.Se qualcuno ballando l'ha invocata è senza dubbio riuscito in questa antica alchimia.La pioggia che scendeva a catinelle,ha riempito lo stadio di acqua come fosse un lago impantanato.La palla schizzava via,veloce,alle volte con traiettorie inspiegabili.In queste condizioni squadre meno tecniche e aggressive fisicamente sono avvantaggiate.Nel catino di Città del Capo abbiamo assistito ad una lotta tra gladiatori con i paraguayani molto scaltri nei falli e nello scontro fisico.

Abbiamo visto molti giovani volenterosi di azzuffarsi,pronti alla battaglia,virtù che non esisteva in molte....

.....squadre italiane passate.Il motivo per il quale Marcello Lippi ha lasciato a casa molti eroi del mondiale tedesco è soltanto questo.

Avevamo molti dubbi alla vigilia dello scontro con il Paraguay per un'Italia nuova,rimodellata da Marcello Lippi.Molti di quei dubbi sono svaniti,ma altri sono emersi,come nubi grigie nel cielo sudafricano.

Daneiele De Rossi salva l'Italia al debutto da una brutta figuraccia.L'Italia di Marcello Lippi è bella ma non balla,come si dice.Una squadra tonica,ben preparata atleticamente,rocciosa,alle volte anche superba nel fraseggio,ma poco ispirata sotto rete,poche ...

....idee in campo,che non tagliano la rete del portiere avversario,anzi neanche la sfiorano.Appariva Pepe indemoniato,pronto a saltare mille ostacoli e volare,piuttosto che correre,quasi fosse cieco di rabbia per una donna strappata al suo cuore.Nella retroguardia è apparso in forma anche ....Cannavaro,simbolo di questa Italia campione del mondo,che mostrava lo sguardo intenso di Ringhio Gattuso relegato in panchima,come un molosso alla catena,schiumoso di rabbia.Si vedeva che il suo sguardo era attraversato da pensieri foschi,ma le urla delle battaglia erano scandite dall'intermittente battito delle ciglia nere e folte.Anche durante l'inno di Mameli,la squadra è apparsa più eroica e leggendaria,che semplice squadra di calcio,c'erano le folate del mito a sorreggere quegli squardi,c'erano gli dei del'Olimpo,quelli che la storia distribuisce soltanto a pochi fortunati.Malgrado ogni dubbio,quella che abbiamo visto in campo era la manifestazione divina del fato,perchè Zambrotta correva,meglio e di più che quattro anni addietro.Forse Buffon,anima e cuore di questa compagine,appariva spaesato,pieno dei dubbi per la sua condizione fisica,ma quel suo sorriso da italiano bastardo e playboy,rinfrancherebbe anche il più pavido dei soldati.

Ragazzi che armata ha costruito ancora una volta Marcello Lippi,anche Criscito versione SpiderMan,con le mani grandi come quelle di un ragno,galoppava devastante tra le fila avversarie,toreava,come Micheal Jackson sul palco e nessuno era capace di stargli dietro.

Chiellini un pilastro,inamovibile,pronto a incendiarsi come la torcia umana se qualcuno vuole gettarsi nella lite,ha smascherato molte incursioni avversarie,senza che mai queste riuscissero a guadare la linea di porta difesa da Buffon.

Montolivo è riuscito nel suo mestiere di sempre,ha trascinato via la palla molte vole,fino quasi ad arrivare in porta,ma forse la voglia di superare il battito del tempo,l'ha stampato sul terreno.

L'Italia del primo tempo era bella,fino a quando poi non ha cominciato a piovere,come catinelle d'acqua che venivano giù dal cielo.

L'Italia bella che non balla di Marcello Lippi si è fermata a Montolivo,perchè in attacco il solito Gilardino non è riuscito a bucare la rete difensiva avversaria,forse lasciato solo a se stesso,da un rapace Iaquinta anche lui in difficoltà nel giungere in porta.La rozza e coraggiosa Italia aveva le unghie spuntate,forse meglio di loro avrebbero fatto Di Natale a Pazzini,che il mister Lippi avrebbe voluto vedere giocare insieme,ma la irresponsabile volontà di Gigi Buffon di essere in campo alla prima mondiale,ha ostacolto i piani del Ct azzurro.Gigi Buffon stava male fin dall'inizio del riscalmento,ma a denti stretti ha voluto stare in campo,senza capire che la sua eventuale sotistuzione ,avrebbe impedito  il cambio nel secondo tempo tra Iaquinta e Pazzini,che doveva aiutarci a capire quale Italia dovrà andare in campo la prossima volta.

Poi Marcello Lippi si è dovuto affidare ai veterani dell'ultimo campionato mondiale e ha spedito in campo Camoranesi,la cui maestria era necessaria per spezzare il disincanto delle trame di gioco che si erano andate imballando.Camoransi ha svariato,ha intrapreso quel gioco estremo sulla fascia destra,lasciando che gli avversari si nutrissero della sua classe indissolubile all terreno e all'aria.Hanno visto come al gioco di classe si unisce anche la zampata del Leone,e a farne le spese anche uno dei giocatori paraguayani finito al tappeto per un pestone del macho argentino.Cartellino giallo,che non ha impedito all'Italia di andare in goal e pareggiare con un goal fato di Daniele De Rossi,pronto alla mischia,pronto ad andare incontro alla gloria,lui che forse ha già vestito i panni del Capitan Presente e lancia il suo grido di sfida al campionato del mondo.

C'è la grinta in questa squadra,e anche volendo immaginare di perdere la Coppa del Mondo,sarà un bel grande campionato,perchè questa volta in campo c'è anche la consapevolezza che sono gli altri a temere l'Italia,senza virtuosismi e giochi di prestigio,ma soltanto chiarezza,forza,generosità.

In Italia adesso scoppieranno le polemiche su questa nuova squadra nuova voluta da Lippi,ma è già nel futuro,malgrado ogni scetticismo annunciato dai molti.

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