BANCO POPOLARE, PIERFRANCESCO SAVIOTTI "ZERO TITULI". SCEMPIO URBANISTICO SELVAGGIO A FONTANA DI TREVI.ALEMANNO DORME ALLE MALDIVE.

Roma 22 Giugno 2010 (Corsera.it)

Come si trasforma un vecchio monastero nel cuore di Roma in una agenzia bancaria e in un palazzo di lusso,ma "senza tituli", come avrebbe detto Josè Mourinho.Soltanto che questa volta ci riferiamo ai titoli abilitativi urbanistici e ai regolamenti edilizi.Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno dorme tranquillamente alle Maldive,proprio come all'epoca del terremoto in Abruzzo.Anche oggi dorme e sotto il suo naso si compiono scempi edilizi nel cuore della città eterna a due passi da Fontana di Trevi.Uffici del Comune inoperosi,abbandonati a se stessi,incapaci di difendere il patrimonio del Comune di Roma e degli stessi cittadini di Roma.

Continua la nostra inchiesta sull'allegra gestione immobiliare del Banco Popolare,che oggi come ieri non appare di molto modificata,da Trabattoni a  Fontana di Trevi.Fioccano gli esposti alla Procura della Repubblica di....

....Roma,Ministero dei Beni culturali,Comune di Roma,USCE , Ufficio del catasto e Ordine degli Architetti.Coinvolti i vertici di Bipielle real estate Marco Mezzadri direttore generale e gli architetti Saulle e Sebastiani.

Il Lupo perde il pelo ma non il vizio 2.

LODI - Gli uomini della Guardia di finanza di Lodi sono arrivati di buon mattino e hanno cominciato a sigillare porte e finestre di box e appartamenti. Intorno alle 12.30 il palazzo costruito dalla società Zoninvest in via Visconti a Lodi era impacchettato a dovere, sottoposto a sequestro preventivo disposto dal sostituto procuratore Giovanni Pescarzoli. Il provvedimento, avallato dal Gip Laura Sola, nasce dalla convinzione degli inquirenti che il palazzo sia stato costruito commettendo i reati di abuso d' ufficio e abuso edilizio, aumentando la volumetria concessa per ottenere un profitto maggiore. All' interno della stessa indagine sono stati iscritti al registro degli indagati anche Filippo Zoncada, consigliere delegato della Zoninvest e figlio di Desiderio Zoncada, ex presidente del cda della Banca Popolare di Lodi nell' epoca Fiorani, il progettista Vincenzo Puglielli, attualmente presidente dell' Ordine degli architetti di Lodi, i due tecnici comunali Gabriele Subinaghi e Carla Pacchiarini e Antonio Pelucchi, titolare della Pg Costruzioni, che ha eseguito i lavori. Secondo gli atti i primi sarebbero responsabili del reato di abuso d' ufficio in concorso, mentre a Pelucchi, Zoncada e Puglielli viene contestato anche l' abuso edilizio. Per il momento 25 dei 29 appartamenti del palazzo, quelli non ancora venduti, altrettanti box e 13 posti auto esterni sono stati posti sotto sequestro e al Catasto i finanzieri hanno chiesto di vigilare perché non vengano fatti oggetto di compravendita. L' inchiesta sull' edificio, è scaturita dal filone di indagine su alcune immobiliari lodigiane avviato dopo gli interrogatori a Gianpiero Fiorani, ex ad della Banca Popolare di Lodi, che secondo la Finanza aveva investito parecchi dei suoi fondi nel settore delle costruzioni contando anche sul sostegno delle casse della banca.

Belloni Caterina

Pagina 13
(18 settembre 2007) - Corriere della Sera

 

Il Banco Popolare,ex Popolare di Lodi,per stessa ammissione del suo ex a.d. Giampiero Fiorani,non era estranea alla malagestio immobiliare,scaturita dalle stesse ammissioni di Giampiero Fiorani.Oggi con altrettanto protervia ci prova proprio nel cuore di Roma a pochi passi dalla Fontana di Trevi in Via Poli 2 e 3 a Roma,come testimoniato dalla nostra inchiesta BANCO POPOLARE,PIERFRANCESCO SAVIOTTI IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO.Il sindaco di Roma Gianni Alemanno è intrattenuto da Gianni Letta,e non si accorge degli abusi,d'altronde....

anche la figlia del sottosegretario e il suo gentile consorte Ottaviani,sono stati impegnati in grossolani abusi edilizi nella loro Villa Miani,che il sottoscritto Corsera.it ha documentato nel corso di una trasmissione televisiva.

Ma vediamo cosa succedeva ieri al Banco Popolare di Lodi e poi vedremo cosa accade oggi al Banco Popolare.

 Eppure Pescarzoli non parla di processi di criminalità a Lodi in trasferta ma del filone più lodigiano dei processi a carico del mai troppo poco ex amministratore dell’impopolare Banca Popolare di Lodi (poi Banca Popolare Italiana): quello sui presunti rapporti tra l’ex rampante banchiere e il dirigente del settore pianificazione e gestione del territorio del Comune di Lodi Luigi Trabattoni. L’inchiesta è figlia delle dichiarazioni del Fiorani nell’interrogatorio del 5 ottobre del 2006 (nel pieno dello scandalo dei “furbetti del quartierino”) in cui Fiorani parlava della società CORES srl con la quale era stato acquistato un terreno in prossimità della filiale BPL in Lodi in via San Bassiano. Nei verbali si legge come dietro alla CORES ci fosse l’UNIONE FIDUCIARIA (collegabile secondo le dichiarazioni a Silvano Spinelli) e la ZONIVEST srl (riferibile alla famiglia Zoncada) nonché come soci occulti (questo sempre secondo le dichiarazioni di Fiorani, successivamente ritrattate perché “nate sotto la pressione del carcere”) egli stesso, Giovanni Benevento e appunto il Trabattoni che si sarebbe impegnato ad aumentare la volumetria ottenendo in cambio il ruolo di progettista e direttrice dei lavori per la moglie. Da qui l’inchiesta della Procura di Lodi e il blitz della Guardia di Finanza presso gli uffici del Comune per accertare le responsabilità (che lo stesso Trabattoni rifiuta con sdegno come si può leggere nell’articolo del Corriere della Sera del 1 giugno 2006).

Al di là degli esiti giudiziari dell’inchiesta (che, Pescarzoli tiene a precisare, non è “nè chiusa nè archiviata“) rimbalza stonato il silenzio della politica e della città nei confronti di un’omertà latente (per di più svelata da un procuratore) che da molti non è ritenuta propria di queste terre. E’ la prevedibile dinamica dei paesi dei signorotti dove il buon nome viene sfoggiato davanti ad uno spumantino in un adulterio di amicizie interessanti e interessate che attraversano indifferenti strati sociali, economici e politici: il silenzio come grumo per difendere l’orticello e il vicino. Una posizione ostinata di “disinteresse” assolutamente interessata per non dovere essere costretti a prendere una posizione. Una miopia su sé stessi degna del sospetto di premeditazione. Un delegare la narrazione dei fatti ai processi e solo nei processi come in un feudo mai sconsacrabile. Una liturgia del silenzio officiata come dovere per il buon nome.

Pinocchio e Il Gatto e La Volpe.

Quando infatti Pierfrancesco Saviotti sostiene a gran voce che conosce cosa c'è dentro Italease ,vale a dire gli immobili,dice una cosa falsa,perchè dalla nostra inchiesta si percepisce tutto il contrario.E vediamo perchè:

l'inchiesta di Corsera.it ,sulla gestione immobiliare di Bipielle real estate,ha messo il dito sulla malagestio del principale ufficio di gestione delle dismissioni immobiliari del gruppo.L'ufficio che dovrebbe essere il vanto del nuovo Banco Popolare,è al contrario finito in giudizio citato per danni,a causa dell'inadempienza contrattuale ...

....provocata da una scandalosa gestione del processo di vendita.Una delle più belle proprietà immobiliari del gruppo,un palazzo a fontana di Trevi,oggetto della concupiscenza di Giampiero Fiorani, che ne voleva fare la sua reggia nel cuore della Capitale.La Bipielle real estate gestisce la vendita del palazzo,che insieme ad altre proprietà appartenute a Stefano Ricucci,sono oggetto di una delibera della Banca per procedere alla loro dismissione.A capo della Bipielle real estate siede Marco Mezzadri,un ex Gabetti,coadiuvato dal fido Cazzarà,un geometra proveniente dal gruppo Fabbroni di Bologna.

La vendita della lussuosa proprietà immobiliare finisce in tribunale.L'acquirente a pochi giorni dal rogito sollecitava la BPL a produrre la relativa documentazione urbanistico edilizia,tra cui,e citiamo testualmente:

copia integrale di tutte le domande di concessione edilizia in sanatoria;copia delle rettifiche delle concessioni in sanatoria;copia del certificato di agibilità;copia di attestazione energetica ed in merito alla DIa e alla sua variante,il fine lavori,certificato di collaudo,accatastamento...

Nella medesima lettera di richiesta,il compratore,evidenziava che: le unità immobiliari promesse in vendita insistono al contrario di quanto indicato nel preliminare,in due particelle la 244 e la 356,ma la prima risulta essere intestata ad altro soggetto giuridico e non a BPL.

Banco Popolare procedeva alla vendita di un immobile,sito su una particella che non risultava essere di sua proprietà.

Sussisteva dunque un gravissimo problema sotto il profilo sia delle rettificazioni degli atti notarili che delle note di trascrizione precedenti in cui non si menziona la particella 244 e sia sotto il profilo della volturazione in sede catastale.E' infatti sin troppo evidente ,che quando si acquista una proprietà immobiliare,oltre ad avere il diritto di ricevere un bene correttamente identificato,deve essere garantito anche un acquisto sicuro sotto l'aspetto della opponibilità nei confronti dei terzi.

Ma andiamo avanti in questa storia grottesca.

La Bipielle procedeva al riaccatastamento delle proprietà immobiliari promesse in vendita,ma stranamente queste risultavano adesso insistere non soltanto sulla particella 356,quella promessa in vendita,bensì su due particelle 244 e 356,ovvero esclusivamente sulla 244 e venivano identificate con nuovi subalterni in maggioranza insistenti sulla particella di proprietà di Edilroma 76 srl e non dunque della Bipielle real estate.Ma la cosa singolare è che la particella 244 veniva dichiarata soppressa dal Notaio Arcangeli ben 16 anni prima,circostanza confermata anche dal successivo atto di compravenita a ministero del Notaro Biasini del 2002.

In realtà,quanto risultava dagli atti di provenienza non trovava riscontro nelle visure effettuate dalal società acquirente prima di addivenire alla stipula notarile da cui emergeva che la particella 244 del foglio 478 non solo sussistesse,ma risultasse intestata a soggetto giuridico diverso da BPL.

La Bipielle rispondeva,sostenendo che quando accertato dall'atto Arcangeli fosse corretto per poi,contraddittoriamente,procedere ad un riaccatastamento in base al quale i beni compromessi risultavano insistere o sulla particella 244 o sulla particella 356.

La Bipielle dunque procedeva alla vendita di uncompendio immobiliare,in cui la maggior consistenza insisteva su di una particella che nei registri immobiliari risulta in capo ad altro soggetto giuridico,in quanto mai trasferita e dall'altro,senza alcuna corrispodenza tra questi e i beni descritti negli atti di provenienza e nelle relative note di trascrizione.

La Bipielle inoltre al momento del rogito notarile,non adempie ad un suo proprio dovere,ovvero quello di consegnare il certificato di agibilità,che come noto costituisce requisito essenziale dell'immobile,ai fini del compimento di quella funzione economica sociale,indispensabile dunque per il corretto adempimento contrattuale.L'orientamento della giurisprudenza oggi è monolitico in questo senso.

Ma fatto ancora più grave,è che la Bipielle real estate,si presenta al rogito notarile con un termine indicato essenziale di adempimento senza le rettiche delle concessioni in sanatoria,necessarie per la regolarizzare le concessioni in sanatoria afferenti abusi edilizi commessi sui beni compromessi,rilasciate addirittura dieci anni prima 1999.Come mai dopo dieci anni la Bipielle real estate non era riuscita ancora ad ottenere le rettifiche? Mezzadri e Cazzarà cosa fanno? Dormono? Eppure gli azionisti del Banco Popolare pagano dei lauti stipendi.

Sull'immobile in questione,risultavano nel corso dell'anno 1986 essere state presentate ex L.47/85 delle istane di condono per sanare illegittimità urbanistico edilizie ivi dichiarate,come ultimate nell'anno 1962.Sennonchè dall'elaborato grafico allegato alle domande di condono così come le successive planimetrie presentate in Catasto a completamento della documentazione integrativa di Condono,rappresentano uno stato dei luoghi assolutamente contrastante con quanto riportato nelle planimetrie allegate nei successivi rogiti dei notai Bianchi e di Arcangeli.

Sovrapponendo le planimetrie si poranno facilmente osservare diverse destinazioni d'uso,ma anche una diversa distribuzione dei locali che evidenziano lavori che non sono stati rappresentati nel richiesto condono nè in alcun altro atto successivo.Da qui la considerazione che tali lavori debbano intendersi eseguiti abusivamente e comunque mai sanati.Fatto dirimente ove si osservi che nel rogito Arcangeli(facendo seguito a quanto dichiarato anche nell'atto Bianchi)si dichiara,in maniera si deve ritenere non rispondente al vero,che alla data di presentazione del condono(1986):" l'immobile non ha subito modifiche ala situazioine edilizia esposta nella domanda in sanatoria."

E' da notare che le domande nonchè le concessioni in sanatoria riportano,quale particella riguardante l'intervento,esclusivamente quella distinta con il numero civico 356 del foglio 478 e non già la particella 244 del medesimo foglio,mentre di contro,le parti pretese condonate insistono per oltre un terzo sulla particella n.244 dello stesso ovvero esclusivamente su quest'ultima.

Inoltre è mancata la produzione dei nullaosta ambientali in regione dei vincoli presenti nella zona ove ricade l'immobile(zona A-centro storico)Peraltro nel provvedimento dei Beni Ambientali,ai fini del rilascio del condono,secondo la relazoine dell'arch.Fabio Sebastiani di parte promittente venditrice(BPL ndr)vi saebbe la seguente condizione:"ripristino delle aperture delle finestre sui prospetti laterali."Prescrizione,che stando allo stato attuale dei luoghi non risulta essere stata rispettata.

Inoltre anche le superfici condonate risultano ,così come indicate nelle singole concessioni in sanatoria rilasciate, di gran lunga inferiori rispeptto a quelle da condonarsi.

Il compendio immobiliare ha continuato a subire trasformazioni a mezzo di denuncia di inizio di attività e successiva variante,tutte fondanti la propria efficacia sul presupposto della validità del condono rilasciato.Di qui l'illegittimità derivante delle D.I.A presentate.

Ma vi è ancora di più,attso che la DIA e la variante sono di per sè illegittime per plurimi motivi.E' bene precisare che l'istituto della DIA consente,per norma e prassi consolidata,solo alcuni limitati interventi di manutenzione interna e non già ad esempio la variazionie dell'altezza dei solai così come la realizzaaione di scala interna di collegamento tra due piani.

 Ebbene nella relazione della D.I.A. dell'arch.Giovanni Saulle,viene,si deve ritenere artatamente,introdotta la richiesta di demolizione e ricostruzione di una scala di collegamento tra il piano terra ed il solo primo piano,dando quindi per esistente nell'ante operam e nel post operam la scala medesima che non esisteva in Verità.

Bene nella stessa planimetria raffigurante l'ante operan della DIA,detta seconda scala non viene graficizzata(così come non lo è mai stata in alcun elaborato concernente il fabbricato).Vi è quindi la prova certa che detta seconda scala non vi era ed è stata realizzata illegittimamente con la DIA.

La realizzazione di detta scala,che ha comportato l'accorpamento del piano terra e del primo piano uffici) è quindi avvenuta in violazione dell'art.26 delle NTA del PRG "tessuti di origine medioevale" ove si ammette "all'interno della stessa unità edilizia,l'accorpamento di unità immobiliari contigue in orizzontale in verticale " "senza realizzare nuove scale" ed ove comunque si vietano destinazioni commerciali superiore a 250mq,prescrizione quest'ultima non rispettata atteso che l'accorpamento tra il piano terra e il primo piano ad uffici,supera di gran lunga detta misura.

La Bipielle inoltre,realizza con le opere della DIA,un frazionamento del fabbricato,creando due organismi edilizi nuovi e separati,quello ceduto al compratore e quello rimasto in proprietà alla Bipielle real estate,vietato anche questo dalla normativa del PRG e che semmai sarebbe dovuto essere assistito legittimamente da un permesso a costruire in snatoria ex art.36 del DPR n.380/2001.

Da ultimo veniva in evidenza che lo stato dei luoghi rappresentato nell'ante operam della D.I.A. non coincide con quello rappresentato nel post operam dell'elaborato grafico di condono.

Addirittura in questo bailamme di illegittimità,si evince che il piano terra aveva già assunto una destinazione d'uso,agenzia bancaria,in realtà non assentita dal condono,che diversamente autorizzava la sola destinazione commerciale venendosi a creare un diverso carico urbanistico(da basso a medio alto) vietato dalla normativa del PRG art.6 e 7.

Dinanzi a tutto questo i due tecnici di Bipielle real estate.architetti Saulle e Sebastiani,rispettivamente nella relazione alla DIA ed alla variante,asseverano,incredibilmente,che le opere realizzate sono conformi agli strumenti urbanistici adottati e approvati e che non comportato pregiudizio alla statica dell'edificio(quando in realtà si demolisce un solaio,si crea una fondazione per una nuova scala in ferro,si demoliscono mura portanti) e dulcis in fundo,nella variante alla D.I.A. ,si afferma che le opere " non comportano modifiche in locali NON interessati da domanda di Condono edilizio" e che lo stato dei luoghi e la destinazione d'uso al piano terra(agenzia bancaria) sarebbero conformi alal concessione edilizia in sanatoria rilasciata!!!

Appare fin troppo evidente che i provvedimenti amministrativi citati sono stati rilasciati in assoluto difetto dei presupposti ed in base a dichiarazioni non conformi alla realtà dei fatti.

In altri termini oggetto di questa compravendita immobiliare di Bipielle real estate,sarebbe stato un bene assolutamente diverso da quello promesso in vendita,sia sotto il profilo urbanistico che edilizio,non conforme alla normativa,con condoni illegittimamente rilasciati,comunque per superfici inferiori e per i quali,addirittura,a distanza di un decennio non erano state rilasciate le necessarie rettifiche,senza l'indicazione di particelle catastali,senza i nulla osta ovvero rispetto alle relative prescrizioni,con opere mai sanate,con Dia travolta da illegittimità anche derivata,con frazionamenti illegittimi,senza i certificati di agibilità e di attestazione energetica e vieppiù con una cronistoria delle provenienze del tutto irregolare.

Corsera.it

scrivi a redazione@corsera.it

 

«Sappiamo che cosa c'è in Italease che possediamo al 100%: più di 7 miliardi di attivi, e 7 miliardi

Commenta questo articolo

Tutti i commenti