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TERRORISMO.OGGI E' L'11 SETTEMBRE,ANNIVERSARIO DI UNA GRANDE TRAGEDIA.

Roma 11 Settembre 2010 (Corsera.it)di Matteo Corsini

Oggi è l'11 Settembre anniversario di una grande tragedia mondiale,l'apocalittica visione del terrore nella sua forma più acuta e devastante.Era una mattina come questa,quella di nove anni orsono.Una mattina soleggiata,piena di quel mondo che ogni giorno si affastella nelle strade,nel traffico,suona e lampeggia,cammina e sorride,incontra il suo battito cardiaco,quello dell'esistenza.Ma quella mattina il terrore è arrivato piano a battere sul portone di casa,strappando via ogni cosa,dalle fotografie dei ricordi ai momenti più...

....felici della vita:l'amore per i figli,quello per i genitori,per persone che si amano comunque e altre che si conoscono appena.Un volo silenzioso,un sibilo di quell'aereo che si è schiantato all'improvviso su una delle torri gemelle di New York,quasi fosse un gioco,uno scherzo,una visione incredibile,esplosa dall'immaginario o dalla penna di uno sceneggiatore fantasioso.Eppure in quell'esatto momento la finzione diventava realtà,spessa e senza saliva,cruda e violenta,che lasciava il mondo senza fiato a capire cosa stesse effettivamente accadendo.Se non che pochi minuti dopo anche il secondo sibilo ruggente esplodeva centrando l'altra torre del World Trade Center,lasciando il mondo sgomento,con la chiara visione che il terrorismo di Al Qaeda avesse colpito il cuore del sistema del capitalismo mondiale.

Oggi viviamo l'anniversario di quella tragedia,immane per le sue dimensioni e per i suoi effetti innaturali,simili alla violenza dell'esplosione di una bomba atomica,qualcosa in grado di fermare la successione della dinamica del tempo e congelare lo spazio.Rendere già storia il presente,un fotogramma che diventa lo spasmo nauseabondo del buco nero e rossastro dell'Inferno.

L'11 Settembre è stato la trasformazione di un attentato terroristico in un grande show televisivo,un infarto in diretta,come l'esplosione di una molecola colpita dal cancro,come il rigurgito di una psiche malata che cerca nel terrore la sua rivincita.Un colpo di macete che si abbatteva sul volto dei nostri figli,che faceva rutilare membra e pezzi di carne nel cielo,spingeva amici e parenti nel vuoto,lasciando che quei salti diventassero le urla della paura dentro di noi,incancellabili per sempre.Quell'atto di terrore estrasse il dado della sorte per migliaia di persone,che dovettero decidere se muorire incendiandosi o precipitando nel vuoto.Un atto di terrore che non condivide nulla con la psiche dell'essere umano,con il suo cuore,i suoi occhi.Un atto di terrore che ha decisamente voluto piantare un paletto nel cuore della gente e fermarne la linfa vitale.Un atto di terrore che ha negato l'esistenza dell'uomo,che ha lasciato agonizzare dentro di noi il senso della solitudine e dell'angoscia oltre ogni nostra fantasia.

Ma il mondo intero non si è fermato,non ha fallito,anzi ha ricostruito su quelle stesse basi una dinamica del quotidiano diversa e migliore.Il mondo intero ha reagito,sopportato,asciugato le sue lacrime,anche se lo ha fatto vendicandosi e continuando ad uccidere,trascinando l'esercito più potente del mondo nella guerra in Afghanistan e in Iraq.

La civiltà moderna ha reagito come ha potuto e come la più grande democrazia del mondo ha deciso,perchè l'America nella sua sete di vendetta,ha strappato ogni indugio ed è andata a stanare il suo nemico dove vive,nelle sue grotte,continuando per anni a combattere contro un nemico presente e alle volte immaginario.

Quel profumo di fumo acre e polvere da sparo dell'11 Settembre non ce lo siamo tolti di torno,anzi aleggia intorno a noi,ci costringe a rimanere seduti e a ricordare quelle immagini,anche se i nostri cimiteri sono pieni di soldati straziati da quella stessa violenza.Da quel giorno del 2001,sono morti migliaia di soldati americani,italiani,francesi e di altre nazionalità.La guerra al terrorismo costa in termini di vite umane e di energie.Eppure dopo tanto dolore e sacrificio,c'è ancora oggi chi non ne ha avuto abbastanza del sangue e della disperazoine e cerca ancora di trascinarci nel vuoto di quel massacro,nell'orrore della guerra e dello scontro religioso tra popolazioni del mondo.

L'idea folle di bruciare il Corano,il libro Sacro dell'Islam,è soltanto un'altra fiamma,anzi la lingua del Diavolo che ancora arde sotto Ground Zero,che testimonia come dalla violenza nasca altra forsennata volontà di colpire e uccidere il prossimo senza capire cosa succede intorno a noi.

Il Reverendo Terry Jones non è altro che lo spettro dell'11 Settembre che ci riappare,come fosse uno zombi ripescato dalle macerie.Un monito dell'immane sofferenza patita da migliaia di persone,colpite direttamente dalla tragedia e dalla disperazione del mondo intero difronte a tragedie infinite come quella.

Il Reverendo Terry Jones era già presente quell'11 Settembre a New York,tra le macerie dei grattacieli,perchè ne è la sua immagine più vicina,il fotogramma dell'orrore degli errori della mente umana.

 

Corsera.it

 

 


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