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CRISI DI GOVERNO,IL PRODE ACHILLE E LA POLITICA DELLA TROTA E DEL PEPERONE.

Roma 15 Settembre 2010 (Corsera.it)editoriale di Matteo Corsini editore del Corsera.it.

Due o tre cose che ho da dire su noi italiani.

Il prestigioso periodico americano Foreign Policy riprende un passo del Rigoletto e scrive che l'Italia è ormai afflitta alla "Libertà dei Servi.",senza capire che la forza psichedelica del Premier Silvio Berlusconi è proprio quella di aver sdoganato i servi,di averli portati a casa sua e di averli riempiti d'oro.La sua vincente strategia politica ha un rullo compressore che si chiama Canale 5,capace di fidelizzare milioni di...  

....italiani al suo stile di vita,alla sua mentalità,ma sopratutto di rendere celebri migliaia di persone.Avete visto il programma delle Velone? Non è una eccezionale trovata? Le massaie sono milioni in Italia e finalmente sono state prese in considerazione da qualcuno.Silvio Berlusconi con la sua televisione ha fatto diventare Regine le mamme d'Italia,come può la Finocchiaro,con la sua parlata da vipera velenosa pensare di contrastare uno come Silvio Berlusconi che porta in crociera i vecchi d'Italia come fossero suoi amici da sempre?

Come lui,ancora più furbo e determinato sembra lo stesso Umberto Bossi.Il vecchio trombone da qualche mese appare in pubblico con la sua trota personale,il figlio,che fino a ieri era stato relegato nel dimenticatoio,uno di cui si dice non sia una mente acuta e il look appare quando mai quello dello sfigato adolescente che frequenta ogni piazzetta d'Italia.Il figlio di Bossi si presenta ai comizi in jeans e maglietta,braccialetti di pelle ai polsi,e il solito foulard della Lega legata al braccio.

Da giorni non mi spiegavo il perchè,una mossa che potrebbe sembrare balorda,in realtà nasconde una delle più potenti chiavi di marketing politico che la Lega Nord avesse mai potuto immaginare:il figlio di Bossi è simile alla maggioranza dei figli degli italiani,anzi è l'emblema caratterizzato da ogni loro deficienza.Sul figlio di Umberto Bossi se ne raccontano molte,è una sorta di fratello padano di Francesco Totti,uno che a scuola andava male,che con difficoltà supera gli esami universitari,insomma uno che è nel guado tra l'essere sfigato e poter invece riuscire comunque nella sfida con la vita. Papà Bossi,Vecchio Trombone,l'ha capito e l'ha messo su palcoscenico principale,facendo inghiottire sorrisi amari ai suoi colonnelli.In realtà la Trota di Bossi canta e suona la vittoria politica della Lega Nord,si oppone a quella immagine antiquata e sterile del militante di sinistra,avvolto nella sua patina culturale,impegnato e quasi genio,anzi un aristocratico del pensiero,dunque un nobile che schifa i servi e il popolo caprone.Lo slogan della Lega Nord è chiaro:con noi anche gli sfigati hanno un posto in prima fila e possono riuscire nella vita.Anche io sono del tutto d'accordo,altrimenti la società sarebbe aviluppata da burocrati laureati alla Bocconi,senza alcuna vera idea dei meccanismi sociali e della dinamica economica dei mercati semplici.

A questa macchina infernale che ha fatto dei Tarantini e delle Daddario indiscussi protagonisti della vita politica e sociale, amci e amanti niente di meno che del nostro Premier SIlvio Berlusconi,si è unito anche Gianfranco Fini,che ha scoperto la Elisabetta Tulliani,la figlia di un dipendente dell'Enel che insieme al fratello erano due perfetti sfigati,senza arte e ne parte(malgrado lei sia una dei trecentomila avvocati italiani) e che il fisco fino al 2005 non sapeva neanche chi fossero.Al contrario insieme a papà Fini,Peperone -dal volto che assume quando frequenta Cala Galera),i Tulliani diventano celeberrimi e ricchissimi,girano in Ferrari e sono orai i vip di Cala Galera.Sfigati che trionfano,una melassa mediatica che incendia gli animi degli italiani,quasi tutti sfigati e senza futuro.

Il periodico americano Foreign Policy scrive dell'Italia senza capire che il migliore afrodisiaco politico per il suo popolo è vedere un Tulliani,povero e sfigato fino a ieri,girare in Ferrari a Montecarlo.Quale giovane non seguirebbe Gianfranco Fini con il suo Futuro e Libertà? Se perfino uno sfigato fin dalla nascita,anche a causa di un cognome impronunciabile,come Italo Bocchino,ha avuto fortuna sotto le ali protettive dell'ex Leader di Alleanza Nazionale,tutti o quasi tutti possono aspirare a fare carriera.

Il Foreign Policy si lamenta che gli stessi giornalisti si sono venduti al padrone,hanno rinunciato ai propri ideali,travisa,perchè non comprende che uno brutto come Augusto Minzolini o come Sallusti,sono due miracolati da questa view politica e sociale,due che fino a ieri,proprio la cultura americana aveva reso impotenti e quasi terrorizzati di guardarsi allo specchio.La cultura cinematografica americana,quella più espressamente simbolica,ha infatti caratterizzato il prode Achille con un maestoso e forzuto Brad Pitt,malgrado nessuno sappia se Achille avesse o non avesse avuto i capelli.Come pensa che i Minzolini pelati e i Sallusti si possano sentire quando vanno al cinema a vedere Brad Pitt? Come immagina il Foreign Policy che cittadini qualunque,dotati di nessuna speranza di bell'aspetto fisico possano vivere in una società come quella americana? Al contrario i Minzolini e i Sallusti in Italia hanno  avuto la loro rivincita sugli aspetti genetici negativi della loro esistenza,ingigantiti da una cultura francamente macabra come quella americana,che mette in primo piano una seria di attori forzuti e che lottano contro i nemici,ma che tutti sappiamo che nella loro intimità personale sono del tutto diversi,anzi delle vere e proprie femmine che vengono montate a turno probabilmente da quegli stessi nemici.

In Italia vivono e sono ministri personaggi simpatici come Renato Brunetta,che in America probabilmente,con un Presidente come Beppe Grillo,sarebbero additati come il Governo dei Nani e dei Ballerini.Foreign Policy dovrebbe guardarsi in casa di una società puritana e profondamente razzista.

La politica in Italia ha ammaestrato la concretezza,come dimostra il successo di Berlusconi,quello di Bossi e se vogliamo anche quello di Fini.Immaginare un mondo diverso,significherebbe far rinascere questi stessi protagonisti forzuti e bellissimi come Brad Pitt,ma questo sappiamo che non è possibile,non lo sarà mai e meno male che è così,altrimenti avrebbe vinto Hitler,la sua idea di razza ariana incontaminata e invincibile.

Il mondo vive e si frantuma nei suoi complessi fisici che comportano ferite gravissime a livello psichico,proprio perchè qualcuno porta al cinema l'ideale perfetto di Achille con una lunghissima chioma di capelli biondi,come dire che tutti gli altri sono sfigati.

 

Corsera.it

 

 

che soffrono del complesso della chioma d'Achille(quello interpretato da Brad Pitt-nell'ideale della cultura americana)

 

 

 

 

Il periodico si chiede ironicamente: "L'Italia e' ancora una volta schiava, come denunciava Dante 700 anni fa? E' un bordello piuttosto che la regina delle sue province?". Senza dimenticare di citare un passo del Rigoletto di Verdi ("Cortigiani, vil razza dannata!") e dello studioso di Princeton Maurizio Viroli (che in "La liberta' dei servi" ha scritto "l'Italia ha avuto successo "nell'esperimento politico di trasformare, senza violenza, una repubblica democratica in una corte con al suo centro il proprietario di un feudo circondato da una pletora di cortigiani ammirati e invidiati da una moltitudine di persone con uno spirito servile"). L'articolo conclude sostenendo che "il vero problema non e' che alcune donne sono entrate in Parlamento attraverso una stanza da letto. E' che uomini e donne, giornalisti e professionisti, hanno rinunciato ai propri ideali e ai loro principi piuttosto che ai loro corpi. Dante e' stato citato per una buona ragione".


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