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BARACK OBAMA ALLE HAWAII MOSTRA I MUSCOLI AL MONDO.

Honolulu 25.12.08 (corsera.it)A cura di Matteo Corsini.

 Non sapremo mai se gli scatti del fotografo siano stati rubati oppure organizzati,ma Barack Obama fa mostra di sè al mondo,senza lasciare dubbi circa il futuro dell'America e le intenzioni dell'Uomo che ha il suo destino nelle proprie mani. Una scommessa o forse una sfida di un 47 enne che ha travolto ogni pronostico e anche la cabala dell'Uomo Nero.Quella di Barack Obama è una storia che viene da lontano e nasce da sempre ,quasi quel destino che il mondo aspettava e che il popolo americano vuole sfidare. Proprio quando il mondo è sorretto dal caos finanziario,Barack Obama esce dal cilindro proprio come un coniglio o meglio dire una sorpresa.

La sorpresa del riscatto dei neri americani,la sorpresa del riscatto dell'equilibrio e della socialità,rispetto all'individualismo ondivago di George W.Bush. La sorpresa nasce nella terra dei sogni,dove ogni cosa è possibile,anche le grandi truffe del miliardario Bernard Madoff. E se la comunità ebraica si batte sul petto facendo mea culpa sulle devastanti razzie del suo esponente più prestigioso,la globalizzazione continua nel suo drammatico moto stritolando ogni cosa al suo passaggio. L’ America si ritrova a terra e il numero dei disoccupati  sale in modo esponenziale,le grandi industrie corrono al rattoppo quasi elemosinando gli aiuti di Stato,la Grande crisi morde i meccanismi arrugginiti di quelle difese immunitarie di cui qualcuno aveva sciolto i cordoni.In questo Far West senza regole l’America si affida al suo discepolo meno noto,quel figlio nero che fino a ieri aveva preso a calci nei denti e nel sedere e che oggi al contrario rappresenta più che una speranza,un sogno di vittoria.Barack Obama incarna per certi versi questo senso di riscatto che gli americani insieme attendono da anni ormai,da quando la ferocia del terrorismo gli ha inabissati nelle paure più cupe della guerra e degli attentati. Non è infatti bastato Gorge W.Bush per liberare questa grande nazione dall’incubo della crisi economica,dalla rivincita contro il Male,rincuorarla per un futuro meno difficile e forse più dignitoso per i molti malcapitati che corrodono la propria vita sui marciapiedi freddi delle metropoli americane.

Se Barack Obama è il segno del riscatto è giusto che sia nero,se Barack Obama è quella stella che tutti alzando gli occhi al cielo cercano per orientarsi nel buio della notte,e’ giusto che sia un giovane surfista  dai pettorali ancora di ferro e tranquillo di giocare nelle onde del mare. Se Barack Obama è il condottiero che il destino del mondo ha scelto per cercare la pace,e’ giusto che sia figlio del Vento e del Mare.

 


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