GOVERNO BERLUSCONI DORME.UN BAZOOKA PER IL PROCURATORE GIUSEPPE PIGNATONE.

Roma 6 Ottobre 2010(CORSERA.IT)di Matteo Corsini

Fintanto che nello Stato,nel Governo,nelle istituzioni preposte alal gestione e alla tutela della cosa publica,si manifesteranno fenomeni corruttivi,come quelli a cui abbiamo assistito per gli appalti del G8 alla Maddalena e in Abruzzo,le Mafie continueranno a colpire lo Stato in una faida di interessi e potere.Fintanto che il sistema corruttivo e clientelare in Italia non sarà debellato,fintanto che lo spreco della cosa pubblica,verrà consumato ad opera dei gestori politici,la criminalità continuerà a correre e svilupparsi tra di noi,perchè fa parte e vive dentro il cuore dello Stato.

MILANO - Un bazooka è stato trovato dalla polizia davanti al Tribunale di Reggio Calabria, dopo una telefonata anonima di minacce contro il procuratore Giuseppe Pignatone. In seguito alla telefonata, la polizia ha eseguito una serie di controlli che hanno portato alla scoperta del bazooka nella zona di San Giorgio. L'arma, tuttavia, secondo quanto hanno riferito gli investigatori, era monouso e poiché era già stata utilizzata aveva perso la sua potenzialità offensiva.
 

OPERAZIONE DELLE FORZE DELL'ORDINE - Intanto polizia, carabinieri e Guardia di finanza hanno eseguito 250 perquisizioni in tutta la provincia di Reggio Calabria. Nel mirino degli inquirenti i capi dei principali casati di 'ndrangheta nei confronti dei quali sono in corso attività di controllo, ispezioni e perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi ed esplosivi. L'operazione è la risposta dello Stato ai recenti attentati perpetrati nei confronti della magistratura. Le famiglie colpite sono i Tegano, i De Stefano, i Serraino, i Condello, i Fontana, i Polimenti, i Labate ed i Libri nel capoluogo. In provincia risultano destinatari dei provvedimenti esponenti dei clan Piromalli, Bellocco, Gallico, Facchineri, Fazzalari, Crea, Zito e Bartuca sul versante tirrenico, oltre ai Commisso, Cordì, Cataldo, Strangio, Vottari, Romeo e Altomonte sul versante ionico.

MILITARI IN ARRIVO - L'invio di militari nel reggino per contrastare la criminalità organizzata - secondo quanto si apprende - potrebbe essere valutato nel corso della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in programma giovedì mattina a Reggio Calabria dopo le minacce al procuratore Pignatone.

STRADA GIUSTA - «C’è una situazione di estrema tensione dall’inizio dell’anno. Evidentemente il nostro lavoro dà fastidio, è la prova che stiamo sulla strada giusta. Noi continueremo a fare il nostro lavoro». Così Pignatone ha commentato al Tg1 delle 20 il ritrovamento del bazooka. «La ’ndrangheta tutti diciamo come un mantra che è l’organizzazione criminale più pericolosa al mondo. Ci devono essere risorse adeguate per fronteggiarla: credo che lo Stato continuerà a rispondere come la situazione richiede - ha concluso Pignatone - con provvedimenti opportuni».

CORTEO - In serata, circa cinquecento persone hanno preso parte alla fiaccolata di solidarietà nei confronti del procuratore. Il corteo, organizzato dal movimento «Reggio non tace», partito da piazza De Nava attraverso il corso Garibaldi si è concluso davanti al duomo della città dello Stretto. Alla manifestazione, oltre a semplici cittadini, hanno preso parte esponenti del mondo politico e della società civile. Il corteo è stato caratterizzato da slogan di solidarietà al procuratore Pignatone e agli altri magistrati recentemente oggetto di minacce e di condanne contro la 'ndrangheta e l'illegalità.

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