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CARO NICHI VENDOLA,LETTERA APERTA SULLA SPIRITUALITA' DELLA FANTASIA.UNA SOLUZIONE ALLA CRISI ECONOMICA MODERNA.

Roma 8 Novembre 2010 (CORSERA.IT)a cura di Matteo Corsini approfondimenti filosofici con Herbert Marcuse.

La crisi economica finanziaria? La cartina di tornasole della cultura generazionale dimenticata,quella che si sviluppa con la beat generation,passa per Jean Paul Sartre,si nutre delle avanguardie artistiche,assume la filosofia del Cubismo come prova fondamentale del rapporto realtà emozione sensazione.

"Siamo partiti da Freud,non vi ricordate?

"La metapsicologia di Freud è un continuo tentativo di scoprire e mettere in dubbio la terribile necessità della stretta connessione tra civiltà e barbarie,progresso e sofferenza,libertà e infelicità."*

Come non capire che la crisi economica e finanziaria del mondo ci ha messo difronte ad un'unica realtà commisurabile:quella dei valori dell'uomo,i valori primordiali,sacrosanti dell'essere,quelli di cui un'intera generazione si era investita,preso in mano la responsabilità di trasformare il ...

.....mondo per consegnarlo alle generazioni future ,migliore di quanto aveva ereditato.Siamo,  a distanza di trentanni, difronte alla stessa sfida culturale,politica e sociale.

Ricordiamo ancora i grandi temi della nostra cultura a cui aspiravano raggiungere soluzioni:

"E poichè la completa soddisfazione dei bisogni è la felicità,la libertà che si trova nella civiltà è,nella sua essenza,l'antagonismo della felicità:essa comporta la modificazione repressiva(sublimazione) della felicità."*

Ma perchè nessuno dice che abbiamo vinto,che il pensiero filosofico della nostra generazione quella del '78 ha vinto,che quella cultura dimenticata,quel tremito genetico e generazionale aveva parlato chiaro,ci aveva messo in guardia? Come non vedere il fallimento della cultura berlusconiana,quella retriva del bunga bunga,che offre un modello culturale di sottomissione e sodomizzazione a tutti i suoi adepti?

Come non vedere che siamo difronte ad un nuovo giorno,una nuova alba,un nuovo orizzonte magnetico che riconosce nel nostro dna la conquista di quei confini ,che oggi sono indispensabile nutrimento per il presente e le generazioni future?

Dove ha portato la forsennata corsa del capitalismo, se non a questa crisi senza precedenti? Non è giunto il momento di recuperare quei valori naturali,tornare nelle campagne,capire cosa sia la fantrasia e la comprensione dell'essere?

La nostra cultura ha la soluzione culturale della devastante crisi economica,perchè voleva ritrovare il senso antico della civiltà contadina,del lavoro nei campi,nella lettura attenta dei fenomeni della natura e dell'osservazione? Cosa altro dicevano le avanguardie artistiche? Cosa abbiamo visto e interpretato con loro?
Per uscire dalla crisi economica,si deve cambiare prospettiva del futuro economico e sociale del pianeta,capire che la continua sovrabbondante produzione produrrà momenti di antitesi al mercato,anticicli drammatici,perchè non si consuma ciò che già si possiede.Bisogna consumare altro e cosa è quest'altra dimensione?

Dobbiamo tornare ad essere noi stessi.Per molto lungo tempo,non abbiamo saputo chi fossimo,anche perchè nessuno ce lo ricorda.La nostra generazione ha perduto inesorabilmente e con la sconfitta ha dimenticato di frequentarsi,riconoscersi,incontrarsi.Una sconfitta dolorosa sulla nostra esistenza che qualcuno ha iniziato ad aspergere di cenere e poi calce,come volese eliminare un'infezione.

Quella spiritualità della fantasia,quella funzione di importanza vitale per la vita dell'umanità:"...essa collega gli strati più profondi dell'inconscio con i prodotti più alti della coscienza che si chiama arte.La fantasia che ricorda gli archetipi della specie,le idee eterne non represse della memoria collettiva e individuale,le imagini represse e ostracizzate della libertà."*

Sconfitti e banditi perchè qualcuno ci ha chiamati comunisti,quindi parte organica,anzi i discendenti di quel fallimento politico e sociale che tutti noi riconosciamo, si chiamava marxismo.Perchè dobbiamo averne così tanta paura e non al contrario rielaborare quella cultura e filosofia giusta, che quel pensiero aveva ispirato a prescindere dal suo impiego politico distruttivo che ne hanno fatto molte dittature?Io non ho paura del marxismo,non ho paura delle idee ,non ho paura di pensare,amo stare con gli altri e condividere i miei sentimenti con la civiltà in cui vivo.

Il processo della fantasia ha proprie leggi e valori di verità,quelli che abbiamo dimenticato,perchè ha prevalso la società consumistica,parossistica,quella che Freud chiamava società della prestazione.Quella società che oggi è fallita,trascinando con sè gli eleenti distruttivi,come il gioco della finanza fatta di carta,le sproporzionate leve finanziarie che hanno portato al fallimento delle aziende,delle banche,chi sono oggi i comunisti?

Non eravamo noi che sostenevamo l'importanza di fare prevalere agli irripetibili istinti distruttivi,la liberazione di quel principio del piacere(mi ricordo lo chiamasse così Herbert Marcuse)per evitare di morire nell'agonia della società parossistica?

continua

MATTEO CORSINI

*citazione Herbert Marcuse  Eros e Civiltà

CORSERA.IT COPYRIGHT


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