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MAFIA.DECAPITATO PIERSILVIO BERLUSCONI IL CORPO SANGUINANTE GETTATO A PIAZZA DUOMO.

Roma 21 Novembre 2010 CORSERA.IT

Silvio Berlusconi ricattato dalla Mafia.Le parole delle intercettazioni del Cavaliere di Arcore sotto estorsione.Voi che avreste fatto? Da qui il teorema fatastico de La Repubblica sul Berlusconi Mafioso.Medesimo ricatto utilizzato dalla Lega Nord per convincere Berlusconi a scendere a patti con loro.

La Repubblica _...subiti da Berlusconi il futuro Presidente del Consiglio diceva: "C'ho tanti casini in giro, a destra, a sinistra. Ce n'ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandar via i miei figli, che stan partendo adesso per l'estero, perché mi han fatto estorsioni... in maniera brutta. ... Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa, e... Sono ritornati fuori. ...

 siccome mi hanno detto che, se, entro una certa data, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me ed espongono il corpo in piazza del Duomo... E allora son cose poco carine da sentirsi dire e allora, ho deciso, li mando in America e buona notte... ma io ti dico sinceramente che, se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così almeno non rompono più i coglioni".

PALERMO - Berlusconi pagava Cosa nostra e taceva. Pagava attraverso Marcello Dell'Utri in stretto contatto con gli esponenti di primo piano della mafia. E' un'altra conferma delle "relazioni pericolose" di Marcello Dell'Utri e della consapevolezza di Silvio Berlusconi di pagare per evitare attentati e minacce, contenuta nelle motivazioni della sentenza d'appello che ha condannato Marcello Dell'Utri a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Gli anni delle minacce e degli "accordi" con Cosa nostra sono quelli dei primi anni '70 e proseguiti fino alla fine degli anni '80. "Vi è un'indiretta conferma del fatto che anche Silvio Berlusconi  -  scrivono i giudici della Corte d'Appello di Palermo - in quegli anni lontani, pur di risolvere quel tipo di problemi, non esitava a ricorrere alle amicizie "particolari" dell'amico siciliano (Dell'Utri, ndr) che gli garantiva la possibilità di fronteggiare le ricorrenti richieste criminali riacquistando la serenità perduta ad un costo per lui tollerabile in termini economici".

Ed a questo proposto i giudici rievocano fatti ed intercettazioni telefoniche che si riferiscono a quell'epoca ed a quei fatti. "Eloquente al riguardo lo sfogo che il Berlusconi ebbe, ben dodici anni dopo le minacce dei primi anni '70 cui aveva fatto fronte rivolgendosi al Dell'Utri, nel corso della conversazione telefonica del 17 febbraio 1988 con l'amico Renato Della Valle. In quell'intercettazione che era stata disposta per alcuni attentati


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