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OMICIDIO SARAH SCAZZI.SABRINA MISSERI SLEALE E TRADITRICE VOGLIA DI SESSO PER IVANO.

Avetrana 24 Novembre 2010 CORSERA.IT

Sabrina potrebbe aver ucciso per puro piacere,anche sessuale.Un gusto erotico nella vendetta,il sapore della nientificazione della rivale in amore.Il quadro clinico e psicopatologico che esce fuori dalle indagini degli inquirenti mette a fuoco il laro oscuro di una personalità dominante e inquieta,pronta a tutto, anche a reiterare un omicidio.

Sabrina «abile e scaltra» nel depistare, «sleale», «traditrice» della fiducia di Sarah. Sabrina che uccide «sotto la spinta immediata del rancore giunto al culmine nel corso di un ennesimo litigio» per la gelosia verso...

....Ivano, del quale lei è «fortemente innamorata», anzi «ossessionata». E ancora: Sabrina che forza il lucchetto del diario segreto di Sarah e si ferma sull’appunto del 28 luglio: «Ciao mi chiamo Sarah, in questo periodo sono molto legata ad 1 ragazzo che ha 27 anni, io ne ho solo 15 ma lui è dolcissimo con me e mi coccola sempre, si chiama Ivano, e lui piace anche a.... ....mia cugina Sabrina ma io non capisco se mi piace o se gli voglio solo bene come 1 amico…». Sabrina è messa all’angolo, con i suoi mille «gravissimi comportamenti» dai quali «emerge il concreto e attuale pericolo che costei c ommetta delitti del l a stessa specie di quello per cui si procede». E poi Sabrina e la sua «insoddisfazione per il proprio aspetto fisico» che aveva «trasformato ...l’inconsapevole Sarah, in una sua antagonista». Il tribunale del Riesame di Taranto non ha fatto sconti a Sabrina Misseri, la presunta assassina della cuginetta quindicenne Sarah Scazzi. Il presidente Alessandro de Tomasi, il relatore Massimo De Michele e il giudice Benedetto Ruberto spiegano in 54 pagine (depositate ieri) perché Sabrina deve rimanere in carcere. E in quelle 54 pagine ce n’è anche per Cosima, sua madre. Secondo i giudici del Riesame Cosima ha mentito sulla ricostruzione dei suoi spostamenti la mattina del delitto, il 26 agosto. Dice di essere andata a lavorare ma stando all’ordinanza di ieri non è così. «Costei ha sempre affermato di essere andata a lavorare nei campi e di essere rientrata per l’ora di pranzo, dopo le 13.00». Invece esiste «documentazione bancaria da cui risulta che costei, alle ore 12.18, aveva effettuato il versamento di due assegni bancari sul proprio conto corrente acceso presso la Banca di credito cooperativo di Avetrana». È un dettaglio, questo su Cosima, che segue in qualche modo il ragionamento del giudice delle indagini preliminari Martino Rosati sulla confessione di Michele Misseri, marito di Cosima e padre di Sabrina che accusa sua figlia del delitto e racconta di essere stato lui a buttare Sarah nel pozzo in cui è stata poi ritrovata. «Permangono ombre su molti aspetti» aveva scritto Rosati riferendosi al fatto che, secondo Michele Misseri, sua moglie non si è mai accorta di nulla. E sull’argomento Cosima si fa sentire anche la sorella Concetta, la madre di Sarah. Lo fa per bocca dei suoi avvocati, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile: «Cosima rappresenta il “fortino” da espugnare se si vuole raggiungere la vera ricostruzione dei fatti». Ieri pomeriggio la moglie di Misseri e l’altra figlia, Valentina, si sono presentate dai carabinieri per raccontare l’esito dell’incontro avuto ieri mattina con Michele: «Ci ha detto ancora una volta che Sabrina non c’entra» hanno rivelato stupefatte per i suoi continui cambi di versione. Ma per i giudici del Riesame non c’è dubbio: Misseri «è credibile» e i suoi tentennamenti , semma

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